Sapere molto vs sapere tutti. Non so per chi tifare

Il pubblico che pian piano si sta formando intorno alla Rivista le attribuisce una funzione di servizio e richiede dialogo e feedback. Quelli che aiutano a scriverla ed ad organizzarne i contenuti intendono restituire a questo nuovo pubblico (tutto il pubblico, qualunque sia il livello di competenze) le chiavi di lettura delle questioni (tutte le questioni, banali o sottili che siano) che animano il mondo gemmologico. In questo numero troveremo la gemmologia forense, una full immersion nelle asterie, gli aspetti del taglio innovativo come strumenti di promozione delle vendite, un catalogo dei minerali presenti in Italia, il ruolo delle aste di rubini nella nuova distribuzione delle materie prime, una visita guidata alle applicazioni della fotoluminescenza ed una guida ai passi preliminari per lo studio delle inclusioni.

Con passo determinato la Rivista s’è immersa nel vivo della ricerca, della didattica, dell’informazione, della strumentazione. È una giovane voce tra le tantissime, molte delle quali ben più titolate, che riflettono su un oggetto di studio assai vasto, fluido, magmatico, multidisciplinare ed in continuo divenire. Se consideriamo, per esempio, il tema delle implicazioni giuridiche che comporta l’uso della terminologia gemmologica o quello dei nuovi “tracciatori etici” della provenienza ideati da Gübelin, potremmo addirittura concludere che molte questioni implicano fronti di studio inesplorati o quasi. Questo è un terreno dove si aspettano (e si pregustano) gli esiti di imminenti approfondimenti che saranno assai interessanti e scientificamente inediti.

Ma due parole è il caso di spenderle, oltre che sull’oggetto della riflessione gemmologica, sui soggetti chiamati in causa. Chi sono i nostri lettori? Ci siamo resi conto che all’appello rispondono non solo le élites della ricerca, del collezionismo e dei laboratori, ma anche attori di un’area molto più vasta. I lettori hanno uno spettro assai diversificato di competenze.

C’è chi vuole aggiornarsi perché ha un’attività commerciale o artigiana, chi disegna oggetti d’arte, chi vende pietre. Ed assieme a veri esperti con elevate capacità e corposa pratica di laboratorio, c’è chi legge di gemmologia perché vuole comprare gioielli, collezionare minerali o perché, partendo da conoscenze minime, è solo curioso di penetrare un universo così speciale e affascinante.

Nell’esperienza quotidiana di chi ha a che fare di pietre per lavoro, troppe cose sono ritenute assodate. Non è vero che certe nozioni di base sono ormai state assimilate: ancora ci stupiamo che talvolta anche operatori del business di un certo prestigio ci vengano a dire che non esiste modo per distinguere i diamanti naturali dai sintetici. E ci meravigliamo che navigati gioiellieri magari non sappiano bene in cosa consista la termodiffusione superficiale di uno zaffiro. Il lavoro di chi sta avanti nella ricerca ci affascina, è giusto. Ma pure il ritardo dell’alfabetizzazione gemmologica dovrebbe turbarci. La sfida del mondo della gioielleria e del commercio di gemme consiste nel sapere i fondamentali meglio in molti, non solo e non tanto nel sapere molto in pochi.

Di Paolo Minieri, pubblicato su Rivista Italiana di Gemmologia n. 3, Gennaio 2018.

Rivista Italiana di Gemmologia

La Rivista Italiana di Gemmologia è un network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose. Rivista Italiana di Gemmologia, the Italian Gemological Review, is a communication project masterminded by Trasparenze Group aiming to start in Italy a broad information framework for Gemologists as well as professionals involved daily in the gemstone business.

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