Identificazione delle gemme: nuove prospettive e pratiche avanzate dalla Mediterranean Gem and Jewellery Conference 2024

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 19 nel 2024. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

La Mediterranean Gem and Jewellery Conference, svoltasi a Cavalese dal 7 al 9 maggio e proseguita a Pirano in Slovenia il 10 e l’11 maggio 2024, ha fornito un programma di lavoro particolarmente avanzato. Come da standard, l’approccio dei workshop tematici per l’identificazione si è basato su sezioni teoriche affiancate da esercitazioni pratiche.

Una delle caratteristiche estremamente interessanti di questi incontri specifici su gemme di colore e diamanti sviluppati da Branko Deljanin è proprio questo: il lavoro non resta confinato negli aspetti teorici ma si estende alle griglie delle varie applicazioni strumentali. E poiché il livello delle competenze dei partecipanti è decisamente avanzato, è possibile passare in rassegna, di edizione in edizione, casi specifici estremamente attuali.

Mediterranean Gem and Jewellery Conference 2024
Figura 1 – (Foto: Francesco Sequino)

Dove si trovano attualmente puntati i radar dei laboratori impegnati nell’identificazione delle pietre di colore? Senza dubbio il tema caldo consiste nella determinazione della provenienza. Con dei campioni specifici Lore Kiefert, con grande esperienza, ha passato in rassegna a beneficio dei partecipanti la genesi di formazione geologica dei giacimenti di corindoni, berilli e delle principali gemme in commercio. I depositi di smeraldo vengono suddivisi in Tipo I, legati al magma tettonico con vari sottotipi (Brasile, Zambia, Russia, Cina, Canada, Norvegia, Kazakistan, Australia, Nigeria) e Tipo II, riferito al metamorfismo tettonico (con sottotipi ospitati in Brasile, Austria); quello riferito a rocce sedimentarie-scisti neri (Colombia, Canada, USA) ed alle Rocce metamorfiche (Cina, Afghanistan, USA). Sono state anche evidenziate le differenze spettrali tra le elbaiti Paraiba dello stato brasiliano con quelle africane. I partecipanti hanno potuto constatare il loro livello di apprendimento superando un divertente quiz programmato dalla carismatica Lore.

Ad un’indagine sulle pietre di colore come questa, principalmente microscopica, ha corrisposto il lavoro proposto da Branko Deljanin sul diamante. Ha infatti iniziato con analisi attraverso strumentazione basilare quale polariscopio, microscopio, lampada UV standard, per poi passare ad osservare fluorescenza e fosforescenza dalle onde corte con strumentazione di costo contenuto e molto intuitivi come il Gemetrix (PL-Inspector). I partecipanti, una volta orientati, sono stati così guidati verso workshop approfonditi eseguiti con strumentazione MAGILABS (FTIR, Raman, EXA, Uv-Vis-NIR).

Mediterranean Gem and Jewellery Conference 2024
Figura 2 – (Foto: Francesco Sequino)

La spettofotometria ha permesso di approfondire in modo molto analitico il riconoscimento non solo dei diamanti sintetici ma anche casi specifici quali gli insidiosi diamanti naturali trattati HPHT. È stata proprio l’analisi spettrale il culmine della Conferenza in quanto Mikko Åström e Alberto Scarani, esperti sviluppatori della strumentazione, hanno potuto affrontare con successo alcuni topics suggeriti dalla curiosità e dall’esperienza diretta dei partecipanti, quali il riscaldamento degli spinelli e il riconoscimento degli zaffiri con ridotta presenza di cromo.


Articolo di Francesco Sequino, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 19, Autunno 2024.

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Francesco Sequino
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