Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 2 nel 2017. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Chi cercasse un luogo fisico che simboleggi il commercio degli smeraldi a Bogotà non può che recarsi tra Avenida Jimenez e la Septima. In queste due strade si scorge l’indaffarato viavai della folla, il brusio del distretto centrale. Qui comisionistas e compratori si danno appuntamento da decenni per scambiarsi materiale grezzo e faccettato. E chi si fosse affacciato lì il 28 aprile 2017 sarebbe rimasto stupito. Tutti quei volti tipici del mondo degli smeraldi non formavano capannelli agli incroci o lungo i marciapiedi ma sfilavano al centro della strada per manifestare, come un qualunque manipolo di dimostranti. Che è successo? Cosa ha spinto degli operatori isolati e appartati a fare sindacato? “Con ogni vangata di scavo trasgrediamo le norme, contro la nostra volontà. Per fare solo quello che si fa da secoli. Sono le normative che non si conformano più al nostro modo di lavorare”. Queste le parole di Mauricio Gómez, Presidente della Confederación Nacional de Mineros de Colombia. Il fatto nuovo è la modifica della politica mineraria governativa. Il progetto di legge 216 rifonda il comparto minerario e a quanto pare pone la parola fine all’estrazione di sussistenza, quell’attività che dà origine alla catena distributiva degli smeraldi colombiani e che impiega 250.000 persone. Da alcuni anni il modello dello sfruttamento sta cambiando a favore di grandi imprese minerarie, per lo più straniere, che causano una forte emorragia di posti di lavoro artigianali. “Quello che si fa – sostiene Germán Suárez, Presidente di Confedesmeraldas – è prelevare smeraldi grezzi, portarli via in elicottero verso la Zona Franca (in esenzione IVA, ndr) per inviarli negli Stati Uniti per il taglio. Ed in più esiste un problema di usurpazione di aree con metodi violenti in totale assenza dell’autorità statale”. Il sistema degli anni 80 e 90 era basato sul lavoro sfrenato di un esercito di guaqueros alla ricerca di quelle pietre che possono cambiare il corso dell’esistenza. Oggi la difesa della concentrazione delle proprietà ha posto fine all’economia dei piccoli cercatori. “Al momento – annota Villamil Delgadillo, operatrice sociale nel Boyaca – non c’è più lavoro, qui si vive in miseria e povertà estrema in un territorio che invece nasconde un tesoro. I bambini sono denutriti e cercano riparo in dimore improvvisate”. L’economia degli smeraldi è segnata da storie avventurose, da corse all’eldorado, da personaggi oscuri ma anche da tanti operatori onesti. Non la si può storicamente schematizzare in un confronto generico tra buoni contro cattivi. Semmai il carattere distintivo è sempre stata l’opacità che ha comportato usi discrezionali del territorio con trincee di paramilitari e collusioni col mondo dei narcos. Lungo questi percorsi è apparsa la grande criminalità di personaggi quasi leggendari quali Efraín González, il ‘Ganzo’ Ariza e Isauro Murcia, Gonzalo Rodríguez Gacha, ‘El Mexicano’, Gilberto Molina e Víctor Carranza. L’intento del proponente della nuova legge, Argenis Velásquez, è proprio di contrastare il potere dei vecchi signori degli smeraldi. Ad essi si preferisce una politica incentrata sul moltiplicarsi delle royalties e sulle grandi imprese quali MineríaTexas Colombia, Esmeraldas Santa Rosa e Gemfields (che però recentemente ha abbandonato). La grande industria è adempiente con i doveri fiscali, rispettosa delle condizioni di lavoro. Ma il passo non sarà indolore. “Non si può – argomenta Santiago Ángel, presidente de la Asociación Colombiana de Minería – restringere l’esportazione al grezzo ed infierire sui diritti di chi si lavora legalmente con la scusa di garantire l’incremento esponenziale delle royalties”. L’integrazione verticale taglia l’intermediazione e sta già mettendo fuori dal mercato i tanti operatori, dal Boyaca fino ad Avenida Jimenez. Vedremo ancora i la gente negoziare smeraldi sulla Septima?

Gem News a cura della redazione di Trasparenze News, pubblicato su Rivista Italiana di Gemmologia n. 2, Settembre 2017.



















