La scienza del colore nelle perle d’acqua dolce

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 22 nel 2026. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Un recente studio pubblicato su Crystals nel 2025, intitolato “Mineral Compositions and Organic Color-Related Compounds of Freshwater Bead-Cultured Pearls from Zhuji, Southeast China: Insights from Multi-Spectroscopic Analyses” e condotto da Xi Li, Xiao-Yan Yu e Cun Zhang, ha fornito nuove prospettive sui fattori che influenzano la composizione e il colore delle perle coltivate d’acqua dolce con nucleo (FWBCPs) provenienti da Zhuji, una delle principali aree di produzione della provincia cinese dello Zhejiang.

La ricerca, basata su un approccio multi-spettroscopico (FTIR, Raman, UV-Vis, CL, micro-FTIR e TGA-DTA), ha analizzato dodici perle rappresentative, rivelando che esse sono costituite principalmente da aragonite (93,2–94,5%), con circa 5% di materia organica e 0,3–0,7% di acqua adsorbita. È stata rilevata vaterite solo in piccole quantità, localizzata vicino al nucleo o in aree di crescita irregolare. Le analisi Raman hanno identificato nei polieni i principali agenti coloranti naturali delle perle. Le bande caratteristiche a 1525 cm−1 e 1131 cm−1 indicano che il colore varia in base alla lunghezza di coniugazione dei polieni: catene più corte producono tonalità giallo-arancio, mentre catene più lunghe determinano sfumature rosa o viola.

(Foto: Li, Xi, Xiao-Yan Yu, and Cun Zhang; Crystals 15, no. 9, 2025; License CC BY 4.0)
(Foto: Li, Xi, Xiao-Yan Yu, and Cun Zhang; Crystals 15, no. 9, 2025; License CC BY 4.0)

Gli spettri UV-Vis hanno rivelato un picco costante a 280,5 nm, attribuito alla conchiolina, e ampie bande di assorbimento tra 450 e 580 nm, la cui posizione e intensità variano in funzione del colore. Non sono stati riscontrati pigmenti artificiali, confermando la natura naturale della colorazione.

Il confronto con le perle senza nucleo (FWNBCPs) ha mostrato che entrambe le tipologie condividono composizioni minerali e composti organici simili, ma si distinguono per struttura interna, dimensione e densità. Le FWBCPs risultano generalmente più grandi e rotonde, mentre le FWNBCPs sono più dense e compatte. Lo studio sottolinea come il colore delle perle d’acqua dolce sia determinato principalmente dai composti organici polienici, mentre la composizione influisce poco sulla qualità o sulla tonalità.

Lo studio è disponibile al seguente indirizzo: https://www.mdpi.com/2073-4352/15/9/824


Gem news pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 22, Primavera 2026.

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