Recuperare l’orgoglio artigiano degli orafi. La sfida CNA ad Oromare

Oromare, Marcianise. È qui che lo scorso 30 novembre ha avuto luogo la presentazione del progetto Gold da parte della CNA. L’evento mira a costruire una rete di artigiani specialisti nel campo dell’oreficeria, dando visibilità alle capacità manifatturiere che rappresentano il valore aggiunto del prodotto italiano e che troppo spesso non viene valorizzato a dovere.

Presentato da alcuni dei massimi dirigenti nazionali di CNA (il Portavoce nazionale Arduino Zappaterra e il Presidente del settore artistico Andrea Santolini) e con la partecipazione dell’Assessore Regionale Valeria Fascione, del Sindaco di Marcianise Antonello Velardi e di Francesco Alberico (Oromare Promogest), l’incontro ha continuato a Marcianise il percorso iniziato a Vicenza e proseguito a Valenza. Nei precedenti incontri di era discusso di servizi avanzati, di internazionalizzazione, di responsabilità. La giornata di Marcianise ha fatto emergere con più forza il tema della tradizione e di come affiancare a questa l’innovazione tecnologica.

Gli interventi provenienti dai protagonisti della scena territoriale del Mezzogiorno hanno fatto vibrare le corde dell’orgoglio artigianale degli orafi di scuola napoletana. Particolarmente stimolante l’intervento di Rosmundo Giarletta che ha offerto al pubblico una autorevole intervista sul gioiello meridionale, rilasciata dal Direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger. L’artista di Eboli, affermato ormai in varie parti del mondo per la squisita manifattura dei suoi oggetti spesso elaborati sul virtuosismo del traforo, ha sgombrato il campo da ogni equivoco: quando l’ispirazione ritrova la tecnica e lo stile tramandati, il lavoro degli artigiani orafi è arte. Attraverso la sua esperienza Giarletta ha testimoniato che oggi è possibile arricchirsi con una formazione ottenuta altrove, ma lo scatto di qualità avviene col recupero della tradizione più a noi vicina.

“L’artigiano è stato un soggetto accantonato durante il lungo sogno del primato dell’industria nella civiltà di massa. Il suo lavoro è stato frazionato e gli è stato tolto il controllo del senso dell’azione creativa”. Con queste parole, confortate dai vivi resoconti offerti dalle testimonianze aziendali di Gustavo Renna, Marco Russo e Roberto Galeno, Paolo Minieri si è interrogato su come conciliare tradizione ed innovazione. L’unicità del prodotto realizzato nella bottega orafa può irrobustirsi con la possibilità di utilizzare la tecnologia della riproduzione di massa. Bisogna però essere capaci di far perno sulla piena libertà creativa, sull’indipendenza di pensiero. La tecnologia amplia l’espressione di un progetto orafo ma non piega la fantasia ai rituali della massificazione.

Come si può facilmente desumere dalla storia dell’arte infatti la clonazione dell’immagine non ha certo decretato la fine dell’arte figurativa. Disporre di tecniche di riproduzione in serie è solo una risorsa in più con cui l’artigiano deve fare i conti senza dover perdere il controllo del processo creativo che rende il ripetibile il proprio progetto. L’intervento di Paolo Minieri si è concluso con una scorribanda nel taglio delle gemme, un ottimo esempio per dimostrare che i migliori risultati si realizzano solo se si assume un atteggiamento artigiano, capace di “pensare” il prodotto in ogni sua fase.

Assume vitale importanza la presenza di alcuni rappresentanti degli Istituti scolastici volti a formare i nuovi professionisti del domani. Il mondo delle imprese, le istituzioni e le organizzazioni che si occupano di formazione hanno bisogno di unire gli sforzi e collaborare per valorizzare l’artigianato orafo italiano, dalla produzione, al taglio fino alla comunicazione del valore aggiunto che l’Italia è capace di offrire.

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IGR Team
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Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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