Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 5 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Ametiste dal Madagascar, acquemarine brasiliane, smeraldi colombiani, opali etiopi, diamanti africani, tormaline dal Mozambico, rubini birmani, zaffiri dallo Sri Lanka. È curioso, ma il 90% delle pietre che vediamo nelle gioiellerie proviene da paesi del secondo e del terzo mondo. E ce le portano, tra gli altri, anche persone che per lavoro vanno nelle zone delle miniere, viaggiano dentro questi paesi, conoscono minatori, tagliatori, ma anche camerieri, tassisti e persone comuni che vivono la loro vita in realtà profondamente diverse dalle nostre. Sono commercianti di pietre, primomondisti, abitanti dei territori del benessere, che però non esitano a viaggiare su strade sterrate. Danno piccole mance a ragazzi locali per farsi aiutare a trasportare casse di grezzi, fanno vedere video porno su WhatsApp a persone che non hanno mai visto uno smartphone, bevono birra con amici che sanno a malapena leggere e scrivere.
Conosco tantissimi commercianti di pietre, di quelli che vanno sul posto! Ognuno ha il suo carattere, le sue manie, le sue paure, le sue abitudini, i suoi difetti. Tutti fanno ritorno nel primo mondo, con le loro splendide pietre che serviranno a realizzare i gioielli creati da abili orafi nostrani. Portano di tutto, ma non ne ho mai conosciuto alcuno che portasse una visione del mondo razzista. MAI! Se bevi una birra con un minatore che dorme per terra sotto una tettoia di Eternit, se parli del Colosseo con una persona che non ha nemmeno mai visto il mare, se vai al funerale di un amico che è morto a migliaia di km di distanza per la puntura di una zanzara, se viaggi con gli occhi aperti, capisci che il razzismo è solo la più stupida e becera conseguenza delle paure di primomondisti chiusi nelle gabbie dei pregiudizi. Se viaggi apri gli occhi! E se apri gli occhi ti si apre la mente e ti si apre anche il cuore.
Che bello se le nostre amate gemme, che racchiudono la vita del nostro pianeta, esprimono serenità ed equidistanza, ci aiutassero ad aprire il cuore! Che bello se mentre compriamo un gioiello pensassimo che quell’oggetto porta con sé il lavoro di esseri umani di tutto il mondo! Che bello se almeno noi, nel nostro piccolo settore, che brilla per la lucentezza delle pietre, brillassimo per il calore umano e la compassione per i destini degli altri! Le gemme, come tutta la natura, ci insegnano a contemplare i misteri dell’esistenza, non di certo a giudicare presuntuosamente chi non conosciamo. Dopo aver assistito allo spettacolo della bellezza o della sofferenza essere razzisti fa schifo, essere razzisti è un crimine. E a chi crede che con un po’ di razzismo si risolvano i problemi, dico che ho visto tantissimi problemi creati dall’odio, ma non ne ho mai visto nessuno risolto dall’odio.
Di Michele Macrì, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 5, Autunno 2018.



















