È stato recentemente rilasciato il numero 2 del Volume 39 del Journal of Gemmology, seconda uscita del 2024 della rivista pubblicata dal Gem-A (Gemmological Association of Great Britain). Con oltre 100 pagine dedicate alle novità gemmologiche, questa edizione della pubblicazione presenta tre studi estesi tra i suoi contenuti principali.

L’articolo di Shang I (Edward) Liu, Ka Yi (Angela) Man, Montira Seneewong-Na-Ayutthaya, Chanenkant Jakkawanvibul e Ann Tak-Yan Lee intitolato “Geographic Origin Determination of High-quality Green Jadeite-Omphacite Jade (Fei Cui) from Myanmar, Guatemala and Italy Using Statistical Processing Coupled with Spectroscopic and Chemical Analyses” discrimina l’origine geografica della giada verde di alta qualità, giadeite-omfacite (Fei Cui), proveniente dal Myanmar, dal Guatemala e dall’Italia. La ricerca propone un approccio pratico per determinare l’origine geografica di questo materiale, utilizzando picchi spettrali caratteristici e dati chimici in combinazione con l’analisi statistica, identificando così una serie di indicatori chiave utili per differenziare queste tre località.
Nell’articolo “Gamma Spectroscopy—A Possible Identification Method for the Artificial Irradiation of Morganite”, gli autori Tom Stephan, Xiasong Li, Thomas Lind e Vladimir Hutanu hanno analizzato campioni di morganite tramite spettroscopia gamma dopo che quest’ultimi sono stati irradiati con elettroni, un trattamento usato per intensificare il colore rosa-arancio della gemma. La spettroscopia gamma ha rilevato piccole quantità di isotopi radioattivi di cesio (132Cs e 134Cs), formatisi a causa del contenuto naturale di cesio nella morganite. Anche se il contenuto è debole, il lavoro ha confermato che è possibile rilevarlo: il Cesio-132 fino a due mesi dopo l’irradiazione e il Cesio-134 fino a 4-18 anni.
In un altro articolo, “The Sinoniki Spessartine Deposit in Longido, Tanzania—A New Source of Bright Orange Spessartine (‘Mandarin’) Garnet”, Tom Stephan, Thomas Lind, Claudio C. Milisenda e Fabian Kneipp ci illustrano il nuovo giacimento di spessartina scoperto nella regione di Longido, nel nord-est della Tanzania. Questo deposito produce pietre di piccole dimensioni, prive di inclusioni ma molto brillanti, che prendono il nome di “Mandaringarnet”.
L’Italia ritorna all’interno del numero con un approfondimento di Franck Rossetto e Thierry Cathelineau dedicato alla xonotlite, un idrossido di silicato di calcio famoso tra i collezionisti, raccolta ai Laghi di Posina in Veneto.
Tra gli altri articoli presenti in questo numero troviamo inoltre “Properties and Colouration of Orange Hackmanite from Afghanistan” di Féodor Blumentritt, Franck Notari e Candice Caplan, dedicato all’hackmanite arancione proveniente dall’Afghanistan.



















