Ogni autunno il Gem-A apre le candidature per il concorso Photographer of the Year, l’appuntamento ormai consolidato che celebra le migliori fotomicrografie realizzate nell’arco dell’ultimo anno. La competizione è aperta non solo a studenti, alumni e membri dell’Associazione, ma anche a colleghi e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, offrendo al pubblico una selezione di immagini capaci di raccontare lo straordinario universo della fotografia gemmologica attraverso lo sguardo di gemmologi, sia professionisti che appassionati. L’edizione 2025 è stata ancora una volta dedicata ai paesaggi e ai mondi interiori delle gemme.
Le fotomicrografie presentate hanno messo in luce le informazioni nascoste all’interno dei materiali gemmologici, rilevate dall’osservazione al microscopio: inclusioni, caratteristiche interne, pattern e ritrovamenti insoliti. Come nelle edizioni precedenti, il vincitore del primo premio ha ricevuto un’iscrizione annuale all’Associazione e un voucher per il Gem-A Instruments; inoltre, la fotografia vincitrice è stata pubblicata in copertina nell’edizione Winter 2025 della rivista Gems&Jewellery.
Accanto ai cinque premi principali, il concorso ha previsto anche un People’s Choice Award, assegnato in base al numero di voti espressi dal pubblico. L’immagine più votata è stata premiata insieme al primo classificato e a due menzioni d’onore, selezionati da una giuria composta da tre giudici, tra cui Liviano Soprani, vincitore dell’edizione 2024 con la sua fotomicrografia di una “rosa” di ematite nera in un cabochon di quarzo ialino da 31,15 carati proveniente dallo stato di Bahia in Brasile.
People’s Choice Award: inclusione di pirite di Giovanni Pace
Giovanni Pace è stato proclamato vincitore dell’edizione di quest’anno del voto tramite Facebook grazie alla sua straordinaria fotomicrografia, che raffigura un’inclusione di pirite all’interno di un cabochon di quarzo ialino da 14,35 carati. Il materiale proviene dallo Stato di Bahia, in Brasile.
La fotomicrografia è stata ottenuta a partire da uno stack di 18 immagini con un ingrandimento di 90× (campo visivo di 1,60 mm), acquisite in illuminazione a campo scuro con fibre ottiche e luce polarizzata. Per enfatizzare i dettagli microscopici, è stato inserito un filtro azzurro tra la sorgente di luce a campo scuro e il campione, successivamente rimosso tramite elaborazione digitale dell’immagine in Photoshop.
Primo posto: inclusioni in uno smeraldo russo di Keith Chow
Il vincitore dell’edizione 2025 è Keith Chow, che ha conquistato la giuria con una straordinaria immagine di inclusioni fluide sottili “a pellicola” in uno smeraldo russo (campo visivo 3,5 mm). La fotomicrografia, realizzata mediante focus stacking, è stata acquisita con un microscopio Leica S9D abbinato a una Canon EOS RP, utilizzando illuminazione a campo scuro e a fibre ottiche, con l’applicazione di polarizzatori.
Uno dei giudici del concorso, Liviano Soprani, ha commentato: «Keith Chow dimostra un controllo eccezionale della tecnica del focus stacking, calibrando con grande attenzione la profondità di campo per mantenere perfettamente nitida la superficie della “pellicola” e sfocare progressivamente le aree periferiche, esaltando così il carattere tridimensionale del sistema di inclusioni.
L’immagine, sottoposta unicamente a un intervento digitale minimo limitato al bilanciamento del colore, al contrasto e alla nitidezza, conserva un elevato grado di fedeltà visiva e rappresenta un contributo di rilievo alla documentazione fotomicrografica dei principali sistemi di inclusioni negli smeraldi di origine russa».
Anche Sammantha Maclachlan, componente della giuria di questa edizione, ha commentato, aggiungendo: «Osservata con filtri polarizzatori incrociati, l’immagine prende letteralmente vita grazie a colori di interferenza intensi e splendidamente saturi, con tonalità iridescenti che catturano immediatamente lo sguardo. L’accurata composizione rafforza ulteriormente il risultato finale, offrendo un’immagine equilibrata e visivamente coinvolgente, al tempo stesso informativa dal punto di vista gemmologico ed esteticamente appagante».
Secondo posto: The Little Fish di Francesco Protopapas
In seconda posizione troviamo Francesco Protopapas con la fotomicrografia intitolata “The Little Fish”. L’immagine mostra un cristallo completamente fuso all’interno di uno zaffiro naturale trattato al berillio proveniente dalla Thailandia (campo visivo 1,2 mm). Francesco racconta che il materiale che era fluito all’interno di una frattura aveva assunto forme quasi arboree. In quel contesto blu, l’inclusione appariva come un minuscolo pesce che nuotava nell’acqua. Il giudice del concorso Liviano Soprani ha commentato: «The Little Fish si distingue come un esempio notevole di padronanza tecnica e di controllo estremamente accurato del processo fotomicrografico. L’immagine finale è una composizione ottenuta dall’unione di 183 singoli fotogrammi, acquisiti mediante avanzamenti micrometrici della messa a fuoco e successivamente fusi tramite stacking, un procedimento che richiede precisione eccezionale e grande stabilità meccanica. Sotto il profilo sia estetico sia scientifico, la composizione risulta equilibrata e convincente.
Particolarmente degna di nota è la scelta illuminotecnica del signor Protopapas: una sorgente LED modificata, derivata da una macchina da cucire e dotata di filtro diffusore. Questa soluzione apparentemente semplice rivela una profonda comprensione delle proprietà ottiche dei materiali e del potenziale creativo di sorgenti luminose non convenzionali, conferendo all’immagine una luce morbida e uniformemente distribuita».
Per Francesco Protopapas è stato un anno ricco di riconoscimenti, avendo già vinto nel 2025 il concorso fotografico organizzato nel 2025 da IGR Rivista Italiana di Gemmologia, “L’Anima delle Pietre Preziose. Dalla Terra alla Luce”, grazie ad un’altra inclusione a forma di pesce, “Il pesce luna”.
Terzo posto: cristalli di dumortierite di Keith Chow
Keith Chow conquista anche il terzo gradino del podio grazie ad una fotomicrografia di cristalli di dumortierite in quarzite. «Si tratta di un’immagine di grande impatto visivo e compositivo, in cui la distribuzione delle tonalità e la modulazione dell’intensità luminosa conferiscono una qualità quasi pittorica», ha dichiarato il giudice Liviano Soprani, affermando che «la nitidezza e la vivacità dei colori di interferenza testimoniano un posizionamento accurato del campione e un controllo estremamente preciso delle condizioni di illuminazione all’interno del microscopio».
Infatti, la dumortierite, un minerale borosilicato che si presenta comunemente come aggregati fibrosi blu all’interno della quarzite, mostra generalmente un aspetto cromatico uniforme sotto illuminazione standard. Osservata invece con polarizzatori incrociati, l’inclusione rivela colori di interferenza distinti e vividi, mettendo in evidenza il suo comportamento ottico anisotropo.
Quarto posto: The Penguin di Dmitry Petrochenkov
In quarta posizione troviamo la fotomicrografia di Dmitry Petrochenkov intitolata “The Penguin” (campo visivo 4 mm), che mette in evidenza cristalli negativi con una bolla di olio e gas mobile all’inclinazione del campione, all’interno di un quarzo proveniente dal Pakistan. L’immagine mostra una cavità di forma irregolare all’interno del quarzo che ricorda in modo sorprendentemente realistico un piccolo pinguino. La fotografia è correttamente posizionata, così da permettere a chi la osserva di apprezzare sia la forma della cavità che la limpidezza del quarzo.
Quinto posto: opale boulder di Randy Lightfoot
Al quinto posto è stata premiata la fotomicrografia di Randy Lightfoot, un opale boulder da 11,82 carati, per cui è stata utilizzata una luce obliqua a fibre ottiche (campo visivo ~2,50 mm). L’immagine, secondo le dichiarazioni di Sammantha Maclachlan, cattura magnificamente il gioco di colori spesso presente in questo materiale. «L’uso dello stacking è particolarmente efficace, poiché ci consente di esplorare in profondità l’opale e di apprezzare la complessità stratificata e la struttura interna che conferiscono alla gemma il suo carattere visivo unico».



















