Con un mercato globale di 11 miliardi di dollari nel 2023, destinato a raggiungere 34,2 miliardi nel 2032, le terre rare (REE) sono in ascesa nel panorama delle materie prime minerarie. Per farsi un’idea comparativa, il mercato totale delle gemme di colore ha raggiunto il valore di 32 miliardi di dollari nel 2023, con una proiezione che arriva fino a circa 56 miliardi nel 2033.
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica e risultano essere componenti essenziali di molte tecnologie moderne, ma le attività di estrazione e fornitura presentano sfide ambientali e geopolitiche significative. Al momento il maggior estrattore di questi elementi è la Cina, al fine di utilizzarle per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Oggi, anche se con quantitativi diversi, arrivano buone notizie dalla Norvegia.

Dopo 3 anni di esplorazione, la società mineraria norvegese Rare Earths Norway (“REN”) ha annunciato che il complesso carbonatico di Fen (Fen Carbonate Complex, “FCC”), nel sud-est del paese, ospita il più grande giacimento di terre rare dell’Europa continentale finora conosciuto. Si stima la presenza, nell’area, di 1,5 milioni di tonnellate di ossidi di neodimio e praseodimio.
Rare Earths Norway continuerà il lavoro di esplorazione a Fen attraverso una nuova campagna di perforazione già programmata, valutando la fattibilità economica del progetto e tenendo conto anche dell’impatto ambientale di una probabile estrazione.




















