Una svolta storica per il comparto diamantifero europeo arriva dagli Stati Uniti: con decorrenza retroattiva dal 1° settembre 2025, i diamanti naturali tagliati e lucidati nell’Unione Europea potranno essere esportati verso il mercato americano senza alcun dazio doganale (0 %). L’intesa è frutto di un accordo tra la Commissione Europea, l’AWDC (Antwerp World Diamond Centre) e le autorità statunitensi.
Fino a oggi, questi prodotti erano soggetti a un’imposta del 15 %, che penalizzava fortemente la competitività della manifattura europea rispetto ai grandi poli di lavorazione asiatici — su tutti Mumbai, che oggi realizza circa il 90 % dei diamanti tagliati a livello globale.
La nuova misura rappresenta un’opportunità concreta per il rilancio del settore europeo del taglio, storicamente concentrato ad Anversa, un tempo capitale mondiale del diamante. Con l’eliminazione dei dazi, la città belga diventa l’unico grande hub con accesso duty-free al mercato statunitense, il principale sbocco commerciale per i diamanti.
Non è ancora chiaro se questa agevolazione sarà sufficiente a riattivare su larga scala la manifattura locale. Tuttavia, l’AWDC si mostra fiducioso: l’azzeramento dei dazi potrebbe incentivare il rientro in Europa di una parte delle lavorazioni spostatesi in India negli ultimi vent’anni, attratte da costi più bassi e maggiore capacità produttiva.
Va ricordato che i dazi USA sui diamanti indiani oggi possono raggiungere il 27 %, ma la politica commerciale americana è fluida e non si escludono futuri aggiustamenti anche per New Delhi.
L’esenzione si applica solo ai diamanti naturali tagliati e lucidati all’interno dell’UE: restano esclusi i diamanti sintetici, i grezzi e i gioielli finiti. Per sfruttare appieno il nuovo scenario, il settore europeo dovrà puntare su tracciabilità, filiere certificate e tecnologie avanzate.




















