“L’Anima delle pietre preziose: dalla Terra alla luce”: i vincitori del contest fotografico promosso da IGR

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 21 nel 2025. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

La VII Conferenza Nazionale di Gemmologia – “Diamante e Gemme di Colore”, svoltasi a Napoli il 16 e 17 giugno 2025, ha segnato un passaggio importante nella divulgazione gemmologica, introducendo per la prima volta in Italia la fotografia come uno dei temi centrale dell’evento.

Cuore di questa novità è stata una sezione interamente dedicata all’immagine, curata da Liviano Soprani, tra i maggiori esperti del settore, che ha coordinato la mostra di fotomicrografia “Frammenti di meraviglia” e tenuto una presentazione tecnica sulle metodologie di ripresa applicate al mondo delle gemme.

Momento culminante dell’iniziativa è stato il concorso fotografico “L’anima delle pietre preziose: dalla Terra alla Luce”, promosso da IGR – Rivista Italiana di Gemmologia, che ha coinvolto fotografi, gemmologi e appassionati, invitandoli a raccontare attraverso le immagini l’intero ciclo di vita delle gemme: dai luoghi di estrazione, alla lavorazione, fino ai microcosmi nascosti nelle loro strutture interne.

Il concorso ha raccolto 45 opere da 15 autori internazionali, con approcci stilistici molto diversi: dalla fotografia scientifica alla visione artistica, includendo scatti editoriali e promozionali. Tutti hanno condiviso un intento comune: raccontare le gemme per restituirne la complessità estetica, le origini e la trasformazione.

Una giuria composta da membri del comitato organizzatore e scientifico ha espresso, tramite un sistema di votazione anonimo, il proprio voto per ogni fotografia. Ne è dunque scaturita una graduatoria, che ha visto premiare quattro immagini comporre il podio di questa edizione. Al primo posto si è classificato Francesco Protopapas, al secondo posto Muhammad Ayub ed al terzo posto — a pari merito — Giovanni Pace e un altro scatto di Muhammad Ayub.

La redazione di IGR ha inoltre selezionato un’immagine a cui assegnare la Menzione d’Onore e a cui dedicare la copertina di questo numero: la scelta ha premiato Francesco Protopapas, autore di uno scatto che, attraverso la fotomicrografia di uno zaffiro, evoca un mondo sottomarino immaginario, trasformando l’immagine della gemma in un racconto visivo di rara potenza evocativa.

“Il pesce luna” – Cristallo in zaffiro. (Foto: Francesco Protopapas)
“Il pesce luna” – Cristallo in zaffiro. (Foto: Francesco Protopapas)
Francesco Protopapas

Vincitore I Edizione “L’anima delle pietre preziose: dalla Terra alla luce”
Vincitore della Menzione d’onore IGR

“Il pesce luna” – Cristallo in zaffiro.

 

Sfogliando queste pagine potrete ammirare gli scatti premiati, oltre alle foto più votate tra quelle inviate da ognuno dei partecipanti al concorso.

La fotomicrografia come strumento di indagine e mezzo di divulgazione

La selezione delle 45 immagini presentate al concorso fotografico si distingue per un livello qualitativo davvero notevole, con un picco di eccellenza nella fotomicrografia, disciplina che impiega un microscopio al posto dell’obiettivo fotografico tradizionale per rivelare dettagli invisibili a occhio nudo e fondamentali per la lettura diagnostica delle gemme. L’insieme dei lavori esposti racconta un equilibrio maturo tra rigore tecnico e sensibilità estetica, dove la gestione della luce diventa linguaggio, l’esposizione si fa misura e i colori, calibrati con consapevolezza, restituiscono inclusioni che non solo affascinano, ma educano lo sguardo.

Numerosi autori hanno dimostrato padronanza nella modulazione delle sorgenti luminose, nella scelta dell’angolo d’incidenza e nella relazione tra contrasto e saturazione, riuscendo a immortalare scene interne che trasudano bellezza strutturale: micro-mondi fatti di tensioni, simmetrie interrotte, superfici di crescita e cristalli che si offrono come indizi mineralogici e, insieme, come narrazioni visive compiute. Ne emerge una coralità di visioni che testimonia una conoscenza profonda non solo dello strumento, ma anche dei limiti ottici dei materiali e delle opportunità offerte da configurazioni d’illuminazione avanzate.

La giuria ha operato con criterio e sensibilità, premiando immagini di forte impatto artistico che, oltre all’immediata suggestione, veicolano contenuti informativi sulla genesi e sulla natura delle gemme. È una scelta che riconosce la doppia vocazione della fotomicrografia gemmologica: strumento di indagine e, al tempo stesso, mezzo di divulgazione capace di trasformare la complessità cristallografica in esperienza estetica accessibile e significativa.

La fotografia vincitrice costituisce un esempio paradigmatico di pareidolia: un’inclusione che, per forma e distribuzione dei toni, evoca un magnifico pesce luna (Mola mola Linnaeus). La scelta di Francesco Protopapas di illuminare dal basso ha generato una naturale enfasi sulla “pancia” del soggetto, riproducendo la tipica differenza di luminosità tra ventre e dorso e accentuando così l’analogia morfologica. La resa volumetrica, ottenuta bilanciando micro-contrasto e riflessioni interne, dimostra una consapevolezza avanzata dei fenomeni ottici in microscopia e un controllo fine della transizione tonale.

Cristallo di columbite che attraversa una fluorite inclusa in una matrice di topazio, proveniente dalla Nigeria. (Foto: Muhammad Ayub)
Cristallo di columbite che attraversa una fluorite inclusa in una matrice di topazio, proveniente dalla Nigeria. (Foto: Muhammad Ayub)
Muhammad Ayub

Secondo posto alla I Edizione “L’anima delle pietre preziose: dalla Terra alla luce”

Cristallo di columbite che attraversa una fluorite inclusa in una matrice di topazio, proveniente dalla Nigeria.

 

Il secondo posto presenta un cristallo ottaedrico di fluorite, perfettamente definito, attraversato da un’inclusione aciculare di columbite all’interno di un topazio nigeriano: uno scatto tecnicamente impegnativo, affrontato da Muhammad Ayub con grande rigore. Nonostante l’elevata birifrangenza del topazio, che spesso genera sdoppiamenti e perdita di nitidezza lungo i bordi cristallini, la superficie dell’ottaedro è resa con sorprendente pulizia, segno di un’impostazione ottica e un fuoco calibrati con estrema precisione, oltre che di una gestione attenta della polarizzazione e dell’angolo di osservazione.

Superficie di diamante grezzo realizzata con Luce UV 365nm e luce polarizzata. Questo gioco di colore è il risultato di una luce alternata di posizione. Foto scattata con uno stack di 12 foto a 60 ingrandimenti. (Foto: Giovanni Pace)
Superficie di diamante grezzo realizzata con Luce UV 365nm e luce polarizzata. Questo gioco di colore è il risultato di una luce alternata di posizione. Foto scattata con uno stack di 12 foto a 60 ingrandimenti. (Foto: Giovanni Pace)
Giovanni Pace

Terzo posto ex aequo alla I Edizione “L’anima delle pietre preziose: dalla Terra alla luce”

Superficie di diamante grezzo realizzata con Luce UV 365nm e luce polarizzata. Questo gioco di colore è il risultato di una luce alternata di posizione. Foto scattata con uno stack di 12 foto a 60 ingrandimenti.

 

Il terzo posto ex aequo propone due visioni profondamente diverse ma ugualmente efficaci. Nell’immagine di Giovanni Pace, la superficie di un diamante grezzo rivela ottaedri e strutture di crescita messi in risalto dall’uso sinergico di più sorgenti luminose, tra le quali la luce ultravioletta, con un effetto cromatico che richiama l’illuminazione incidente di Rheinberg: una soluzione che, pur nata in ambito microscopico classico, trova qui una interpretazione contemporanea e calibrata all’alta riflettanza del diamante.

Cristallo di spinello con alone in matrice di spinello dal Myanmar. (Foto: Muhammad Ayub)
Cristallo di spinello con alone in matrice di spinello dal Myanmar. (Foto: Muhammad Ayub)
Muhammad Ayub

Terzo posto ex aequo alla I Edizione “L’Anima delle pietre preziose: dalla Terra alla luce”

Cristallo di spinello con alone in matrice di spinello dal Myanmar.

 

Lo scatto di Muhammad Ayub, dedicato a uno spinello in spinello, dimostra come un soggetto comune possa diventare straordinario quando centratura, profondità di campo e dosaggio della luce convergono: il cristallo incluso emerge di un rosso vivo, cinto da un delicato alone di tensione con lieve iridescenza, che aggiunge un sottile contrappunto ottico alla composizione.

È doveroso riconoscere il valore degli altri partecipanti che, pur non salendo sul podio, hanno mostrato talento, tenacia e piena consapevolezza dei limiti e delle potenzialità della propria attrezzatura. La varietà degli approcci, dalla luce trasmessa all’illuminazione obliqua, dalla riflessione controllata alle soluzioni miste, testimonia una comunità viva, capace di apprendere, sperimentare e condividere metodologie a beneficio della crescita collettiva.

La speranza è che questa comunità di appassionati fotomicrografi continui a crescere, sperimentare e divulgare, contribuendo un giorno alla creazione di banche dati di immagini liberamente consultabili e riconosciute a livello internazionale, a beneficio di tutti i gemmologi del mondo: un patrimonio visivo destinato non solo agli specialisti, ma anche a studiosi e curiosi, per favorire conoscenza, ispirazione e progresso nella scienza delle gemme.

Inclusioni di brookite e rutilo in quarzo, osservate tra filtri polarizzatori incrociati con un compensatore rosso di primo ordine. Immagine composta da una stack di 25 fotogrammi. (Foto: Sammantha Maclachlan)
Inclusioni di brookite e rutilo in quarzo, osservate tra filtri polarizzatori incrociati con un compensatore rosso di primo ordine. Immagine composta da una stack di 25 fotogrammi. (Foto: Sammantha Maclachlan)
Visione al microscopio ottico di un trigone in una faccia di un diamante naturale. (Foto: Stefania Coppola)
Visione al microscopio ottico di un trigone in una faccia di un diamante naturale. (Foto: Stefania Coppola)
Inclusioni bifasiche, massicce ed allungate, appaiono come pioggia all’interno di questo smeraldo dello Zambia. Ad un esame accurato, è possibile osservare bolle di anidride carbonica nelle cavità. (Foto: Billie E. Hughes)
Inclusioni bifasiche, massicce ed allungate, appaiono come pioggia all’interno di questo smeraldo dello Zambia. Ad un esame accurato, è possibile osservare bolle di anidride carbonica nelle cavità. (Foto: Billie E. Hughes)
Smeraldo colombiano (Muzo), trifase (150X). (Foto: Claudio Capitini)
Smeraldo colombiano (Muzo), trifase (150X). (Foto: Claudio Capitini)
Spinello, 1,01 ct. Miniera di Baw Mar, Mogok, Birmania. Gemma per gentile concessione di Gil Yuda. (Foto: Arjuna Irsutti)
Spinello, 1,01 ct. Miniera di Baw Mar, Mogok, Birmania. Gemma per gentile concessione di Gil Yuda. (Foto: Arjuna Irsutti)
Zonature di colore e parte di matrice di un larimar, la “pietra del mare” (varietà della pectolite). Fotomicrografia scattata a 10 ingrandimenti, in luce riflessa. (Foto: Ludovico Marini)
Zonature di colore e parte di matrice di un larimar, la “pietra del mare” (varietà della pectolite). Fotomicrografia scattata a 10 ingrandimenti, in luce riflessa. (Foto: Ludovico Marini)
Zaffiro trapiche traslucido, eccezionalmente raro, di 6,30 ct non riscaldato, da Mogok, Myanmar. (Foto: Jeffery Bergman)
Zaffiro trapiche traslucido, eccezionalmente raro, di 6,30 ct non riscaldato, da Mogok, Myanmar. (Foto: Jeffery Bergman)
Ambra (simetite), campione di 4,5 x 4,0 x 1,8 cm. Fiume Simeto, Catania, Italia. (Foto: Massimo Russo)
Ambra (simetite), campione di 4,5 x 4,0 x 1,8 cm. Fiume Simeto, Catania, Italia. (Foto: Massimo Russo)
Inclusione multifase contenente idrocarburi all’interno di un cristallo di quarzo “petroleum”. La cavità ospita una fase liquida (petrolio), una fase gassosa (bolla mobile), probabilmente costituita da metano, e una fase solida visibile di colore scuro. L’immagine è stata ottenuta tramite stacking di una serie di fotografie singole acquisite a 64x in campo scuro, con l’ausilio di un piatto diffusore. (Foto: Pia Antignani)
Inclusione multifase contenente idrocarburi all’interno di un cristallo di quarzo “petroleum”. La cavità ospita una fase liquida (petrolio), una fase gassosa (bolla mobile), probabilmente costituita da metano, e una fase solida visibile di colore scuro. L’immagine è stata ottenuta tramite stacking di una serie di fotografie singole acquisite a 64x in campo scuro, con l’ausilio di un piatto diffusore. (Foto: Pia Antignani)
Ossidiana con inclusioni di quarzo ritrovata in una vecchia cava di Lipari, Italia. (Foto: Francesco Bertè)
Ossidiana con inclusioni di quarzo ritrovata in una vecchia cava di Lipari, Italia. (Foto: Francesco Bertè)
Fenomeni di opalescenza e arlecchinamento nelle opali etiopi naturali. (Foto: Ada Antonella Rasulo)
Fenomeni di opalescenza e arlecchinamento nelle opali etiopi naturali. (Foto: Ada Antonella Rasulo)
Pirite in quarzo. Stack di 23 foto a 50x con campo scuro e filtro blu. (Foto: Luca D’Angiola)
Pirite in quarzo. Stack di 23 foto a 50x con campo scuro e filtro blu. (Foto: Luca D’Angiola)
Cristalli alterati con alone in quarzo ialino. (Foto: Francesco Protopapas)
Cristalli alterati con alone in quarzo ialino. (Foto: Francesco Protopapas)
Un cristallo di apatite sembra fluttuare sopra una nube di seta di rutilo in questo zaffiro non trattato proveniente dallo Sri Lanka. (Foto: Billie E. Hughes)
Un cristallo di apatite sembra fluttuare sopra una nube di seta di rutilo in questo zaffiro non trattato proveniente dallo Sri Lanka. (Foto: Billie E. Hughes)
Aghi di rutilo, 105x. Stack di 18 foto con campo scuro e fibra ottica. (Foto: Luca D’Angiola)
Aghi di rutilo, 105x. Stack di 18 foto con campo scuro e fibra ottica. (Foto: Luca D’Angiola)
Aghi di rutilo in uno zaffiro naturale del Madagascar. Stack di 20 foto a 45x in campo scuro e fibra ottica. (Foto: Giovanni Pace)
Aghi di rutilo in uno zaffiro naturale del Madagascar. Stack di 20 foto a 45x in campo scuro e fibra ottica. (Foto: Giovanni Pace)

Articolo di Liviano Soprani, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 21, Autunno 2025.

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