Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 3 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Scoperto nel 1801 ad Acitrezza (Catania), l’analcime è un minerale facente parte delle zeoliti, un gruppo che comprende circa 40 minerali che possono essere tagliati ad uso gemmologico.
Questa zeolite è molto diffusa su scala planetaria, ma sono decisamente rari i cristalli di analcime di dimensione e qualità tali da essere sfaccettati.
L’analcime in Italia è comune in molte località, ma cristalli abbastanza limpidi di qualità gemma si trovano soltanto in alcune località della Sardegna, della Sicilia e del Trentino Alto-Adige.
L’analcime sarda è reperibile in cristalli incolori da taglio. Le località più famose sono Monte Iscoba, presso Osilo, in provincia di Sassari e la cava di Monte Oladri, presso Monastir, in provincia di Cagliari (Figura 13). L’analcime si presenta a tappezzare le cavità della lava, in cristalli di anche 2 cm appoggiati alla matrice.


Anche nelle lave dell’Etna, presso l’Isola dei Ciclopi furono trovati analcimi di qualità da taglio, ma si tratta di campioni storici, oggi introvabili.
Splendidi esemplari si rinvengono infine nella Val di Fassa (Trentino Alto-Adige), spesso destinati al mercato dei collezionisti di minerali.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 3, Gennaio 2018.



















