La valutazione delle gemme con taglio di precisione e artistico. Nuove prospettive e nuovi criteri

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 2 nel 2017. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Il disinteresse dei gemmologi sull’importanza della classificazione del taglio

L’essenza del lavoro del gemmologo è di analizzare e confermare le caratteristiche che influenzano il valore di questa o di quella gemma. Siccome la valutazione è lo scopo finale del nostro lavoro, è necessario dar conto del maggior numero di queste caratteristiche per mettere i periti analisti nella condizione di giungere alle conclusioni più oggettive. Non tratterò in questo articolo di quei fattori già bene investigati, dei quali avete più esperienza di me. Mi riferisco cioè al lato materiale delle pietre preziose: colore, purezza, origine e trattamenti. Voglio invece mettere in luce due fattori, il primo dei quali, anche pare essere ben conosciuto, non è mai usato dai gemmologi e quasi non influenza la valutazione; il secondo non è stato assolutamente mai usato dai gemmologi.

Il mercato delle gemme sta cambiando ed il nome del cambiamento è sviluppo. È ovvio che solo qualcosa che è morto non cambia. Ma in che direzione si sviluppa il mercato delle pietre preziose? Chiariamo subito che non sto alludendo al mercato dei diamanti. Questo è un settore troppo formalizzato, troppo conservatore e soggetto a troppi monopoli perché lo si testi in modo oggettivo. Ci concentreremo sul mercato delle pietre di colore, più dinamico e spontaneo e perciò con indirizzi più prevedibili per un buon esperto.

È facile rendersi conto che le direzioni di sviluppo del mercato delle gemme sono collegate strettamente alle stesse caratteristiche che ne determinano il prezzo. Ne ho appena parlato.

Ricordiamolo: la prima caratteristica che influenza il prezzo è il materiale della gemma e la sua origine. E la prima direzione di sviluppo di cui possiamo parlare è la creazione di materiali nuovi (come per esempio il Nano-Sital) e di altri, ben conosciuti, ottenuti come sintesi in laboratorio. La seconda direzione – il trattamento – è da mettersi in relazione con le caratteristiche di colore e di purezza. Ma la terza direzione non trova riflessi in gemmologia nonostante il suo impatto contribuisca in modo sensibile alla bellezza di una gemma presente sul mercato. E io qui ci vedo una colpa, cari amici: sto parlando del taglio delle gemme.

A dire il vero le altre direzioni si sviluppano in virtù del grado di competenze del gemmologo, ma il taglio si sviluppa, in precedenza, quasi suo malgrado. Per meglio dire: si sviluppa nonostante la sua disattenzione. Vengono alla luce spontaneamente, in vari paesi, brand fondati sul taglio delle gemme. Allo stesso prezzo (o quasi) una migliore accoglienza è riservata alle pietre ben faccettate. Ma nessuno sinora è stato in grado di definire la misura per la quale il taglio di una pietra sia superiore a quello di un’altra, allorché si formuli questo raffronto a livello quantitativo più o meno oggettivamente.

Figura 1 – “Shiva’s Eye” – topazio, 20+ carati. (Foto: Sergey Pryanechnikov)

I pattern points, combinazione di elementi separati del design

Oggigiorno solo un Istituto – mi riferisco a IGE (Instituto Gemological Espanol) – presenta una completa classificazione del taglio nei propri report delle pietre di colore. Nello specifico si fa riferimento al sistema di classificazione creato dal GIA per i diamanti: simmetria, proporzioni, grado di finitura, con una graduazione di cinque punti per ciascun criterio. Ma cosa si intende per graduazione gradazione in cinque punti, per esempio, dell’intero spettro del livello di finitura? È una scala segmentata con un ampio intervallo di valori. Non vi sono inoltre regole precise per definire tale gradazione, per cui la valutazione è piuttosto soggettiva.

Cosa si può proporre a questo punto? Negli ultimi anni ho elaborato un sistema di classificazione universale del taglio. Ho riassunto in questo sistema tutta la mia esperienza maturata come partecipante, come giudice e come organizzatore di competizioni di tecniche di taglio e come insegnante nella Federazione Russa ed in Tailandia. Il principio chiave, alla base di questo sistema, sta nel considerare la pietra non solo nel suo insieme, ma anche come una combinazione di elementi separati di design o punti modello (pattern points) da verificare durante l’analisi. Questo ci consente di prendere in considerazione un aspetto importante come la complessità del design. Un conto è quando tre faccette su diciassette hanno difetti, assolutamente un’altra storia è invece quando le stesse tre faccette si presentano in un sorprendente disegno artistico di 300 e più poligoni.

Bene, punto modello (pattern point). Che cos’è? La definizione abbraccia: la faccetta, il bordo, il punto di incontro e la coppia di faccette simmetriche secondo il disegno della faccettatura. Qui i punti di incontro non sono gli angoli, ma solo quelli che congiungono quattro faccette o più. Questi devono essere punti precisi di congiunzione, non una linea. Naturalmente c’è bisogno di qualche procedura preliminare prima dell’esame del taglio. Dobbiamo contare il numero totale di punti modello (pattern points) sul padiglione, sulla corona e sulla cintura, se consistono di faccette separate, collegate con faccette superiori e inferiori. Dunque, guardare la pietra attentamente usando una lente 10X e contare il numero di punti modello (pattern points) che presentano difetti nell’apposito foglio di calcolo. I difetti possono essere graffi, piccole cavità, scalfiture, cavità profonde, punti di incontro diseguali o coppie di faccette simmetriche differenti per forma e dimensione. È utile dividere i difetti in tre categorie:

  1. appena visibili alla lente;
  2. facilmente visibili alla lente, ma appena visibili ad occhio nudo;
  3. facilmente visibili ad occhio nudo.
Figura 2 – Esempio di schema di lavoro per la classificazione del taglio delle pietre di colore.

Nella sommatoria finale del punteggio questi gruppi di difetti avranno differente importanza, rispettivamente del 25% , 50% e 100% . La “finestra”, se esiste, è individuata come criterio separato, e anche la sua dimensione è in percentuale rispetto alla totale superficie della pietra. Dopo aver riempito tutti i campi il database calcola il punteggio totale espresso in una scala di 100 punti con quattro decimali.

Classi e sottoclassi

Ho volutamente escluso il criterio del commento o “grado” delle proporzioni della gemma. A differenza dei diamanti, caratterizzati dal fatto di abbondare in poche forme standard, il mondo delle pietre di colore è così ampio che l’espressione “proporzione ideale” diventa soggetta a troppe condizioni.

Per quanto riguarda la simmetria, se le faccette, risultano simmetriche secondo lo stile prescelto, hanno stessa forma e dimensione, anche la pietra nella sua interezza risulterà simmetrica. Uso questo sistema quando i miei clienti, relativamente alle pietre che io taglio, chiedono il certificato dell’autore. Accludo sempre in questo documento la valutazione del taglio, ma non mi limito ai soli numeri. Sarebbe chiaro ma non del tutto adeguato. In aggiunta uso la classificazione semplice basata sul sistema di valutazione mostrato sopra. A seconda del punteggio finale divido tutte le pietre in tre classi: Commerciale, di Qualità ed Elite. A loro volta ciascuna presenta tre sottoclassi. Le sottoclassi delle prime due avranno segni numerici: Commerciale-I, Qualità-III. Le sottoclassi della classe Elite disporranno di loro nomi specifici: Elite Premium, Elite Extra ed Elite Ideal. I criteri di maggior precisione sono quelli richiesti per poter ambire alla sottoclasse Elite Ideal. Inoltre, i punteggi tra 99 e 100 comportano delle limitazioni. Per esempio se c’è anche un solo difetto di categoria B la pietra non potrà essere classificata come Elite Ideal. La presenza di una “finestra” esclude del tutto la gemma dalla classe Elite.

Figura 3 – Classi delle qualità di taglio.

Certo questo sistema è ancora lontano dalla perfezione e non pretende di costituire uno standard di mercato così come si presenta. Non sono sicuro, per esempio del nome della seconda classe: lo si potrebbe cambiare, diciamo, da “Qualità” a “Migliorato” o qualcosa di simile. Probabilmente si potrebbe anche cambiare l’intervallo di punteggio per le diverse classi, aggiungere qualche criterio di valutazione e/o modificare la classificazione dei difetti. Ogni sistema è valido se tende ad evolversi e a svilupparsi. Ma la cosa più importante è che potrebbe essere questa la base, il principio fondamentale, da usarsi per creare un approccio pratico alla classificazione del taglio. Non ho ancora parlato di un vantaggio molto importante di questo sistema: lo si può facilmente computerizzare. Oggi sono disponibili scanner computerizzati 3D assolutamente precisi per analizzare il grezzo e scegliere la forma ottimale, come per stimare le proporzioni finali della pietra.

Credo non sia difficile adattare il software per la verifica del taglio. Da ex programmatore, posso dire che non ritengo complicato adattare a questo nuovo compito un software per la verifica del taglio. Disponendo di statistiche sulla rarità delle gemme delle sottoclassi più alte sul mercato, nonché sulle difficoltà nel tagliarle, si arriva a comprendere come dimostrarne l’elevato valore economico.

Figura 4 – “Sprout of the Universe”, “Germoglio dell’universo”. – acquamarina, più di 8 carati.

Come valutare le gemme quando sono oggetti d’arte?

Si dovrebbe poi tenere in considerazione un altro fattore quando si valutano le gemme: il taglio di quelle pietre preziose che si possono definire “oggetti d’arte”. Qual è la caratteristica distintiva dell’arte? È la capacità d’accendere nella mente il percorso degli stimoli e delle associazioni che suscitano delle emozioni. Le pietre stesse a volte possono portare emozioni. Le si vedono e piacciono. Anche la maestria tecnica può svelare il fascino e la bellezza di una gemma. Ma il vero artista può fare di più: facendo leva sulla bellezza di una gemma può far emergere immagini nella nostra coscienza. A tal proposito, mi piace ricordare il brevissimo racconto del grande Hemingway: “Si vendono scarpine mai indossate…” Solo cinque parole, ma la disgrazia di qualcuno, risoltasi in terribile tragedia – la perdita di un bambino – sprofonda nella nostra mente. Ed in risposta si solleva un’onda di compassione, un desiderio d’aiutare. Lo scrittore di genio ci ha costretti a forza verso la tempesta delle emozioni, con sole cinque parole.

Senza dubbio la PAROLA è una delle più potenti caratteristiche dell’espressione artistica. Ma anche una pietra faccettata può avere caratteristiche espressive. E la PAROLA può dare una mano all’artista delle gemme. Mi spiego. Alcuni anni orsono tagliai un’acquamarina in forma assolutamente irregolare. Non v’erano affatto faccette simmetriche (ciò nonostante, osservando dalla giusta direzione, non c’era effetto finestra). Il nome di questa pietra è “Germoglio dell’Universo”. Un giorno avevo letto dell’ipotesi che il nostro Universo fosse un Cristallo, ogni faccetta del quale è spazio tridimensionale. Come mostrare un oggetto multidimensionale? Proprio come proiezione in 3D. Il disegno è una proiezione 2D di oggetti 3D. Ho cercato di immaginare (e tagliare!) una proiezione 3D del Grande Universo dove una molteplicità di Cosmi si incrociavano in alcune linee ed alcuni punti. Certo la gemma è piccola ma la dobbiamo considerare solo un germoglio, immagine che ci mostra come può crescere e diventare più complessa. Questo non è un semplice manufatto artigianale. Questa è arte. Vi farò un altro esempio. Questa nella foto accanto, è “L’Equilibrio”, una miniatura magistralmente realizzata dall’incisore russo Slava Tulupov che per molto tempo ha lavorato a New York. Una lumaca di calcedonio Mohave, decorata con oro e diamanti, è montata su una base tonda di ossidiana nera lucidata a specchio con bordatura d’oro. Osservatela bene: si sta alzando sulla base, come equilibrandosi di due o tre decimi di millimetro sopra la superficie. Secondo la visione del maestro tagliatore dovrebbe ruotare su se stessa facendo girare la sua spirale di conchiglia nello spazio, dando così l’idea dell’evoluzione a spirale della vita. Allo stesso tempo il suo riflesso sul piano di ossidiana nera (sulla quale si sta pacificamente innalzando) ricorda che questo mondo e questa vita sono solo riflessi di immagini e processi più complessi e multidimensionali. Anche questa è arte.

Figura 5 – “The Balance”, “L’equilibrio” di Slava Tulupov. (Foto: Sergey Pryanechnikov)

Ci sono molti esempi nella storia. Lasciatemi ricordare il Netsuke, antica arte giapponese. Si tratta di piccole sculture che mostrano umani ed animali in alcuni momenti delle loro vite. A volte le sculture sono accompagnate da una breve poesia che esprime l’idea della composizione ad essa concettualmente connessa. In questo caso la scultura è una chiave che apre la catena di associazioni nella nostra mente, base principale per edificare una costruzione di sentimenti ed emozioni. Per continuare l’analogia, la poesia qui è come il materiale grezzo, la bellezza e la complessità della costruzione dipendono completamente dalla profondità del mondo interiore dello spettatore, dalla sua coscienza. È un momento molto importante. Cosa rende speciale la vera arte è la trasformazione dello spettatore passivo in un creatore attivo. In questi casi si deve usare un altro criterio di valutazione, assolutamente diverso, diciamo, dal sistema di classificazione del GIA.

Quanto sono chiare queste immagini per la gente? Quali associazioni mentali suscitano? Quanto sono forti quelle emozioni che eventualmente passano al pubblico? Con quale esattezza il maestro tagliatore ha esposto la sua idea? Ovviamente questo dipende dal talento dell’artista e si collega al valore del pezzo d’arte. Sono sicuro che questi oggetti d’arte hanno una propria nicchia di mercato.

Figura 6 – Esempio di Netsuke in avorio, antica arte giapponese. Oggetto databile tra il 1871 e il 1900. (Foto©: Wellcome Library, London)

In conclusione, anche per il taglio, seguire le direzioni dello sviluppo del mercato

Qualunque cosa noi tocchiamo – vestiario, scarpe, accessori, orologi o gioielleria – troveremo quattro grandi gruppi di beni, diversi per qualità, marketing e di conseguenza, prezzo. Al primo gruppo appartengono i lavori di artigianato, realizzati in genere in qualità commerciale. Il secondo annovera i beni prodotti con cura, di produzione industriale. Il terzo annovera i brand, gli articoli di alta qualità. L’ultimo contiene gli oggetti d’arte, capolavori unici, di regola realizzati esclusivamente da veri artisti. I prezzi differiscono non in modo percentuale, ma esponenziale. Non credo che le gemme facciano eccezione: è solo questione di tempo. Bene, che dire in conclusione? Lo schema comune del lavoro gemmologico richiede qualche correzione. È impossibile ignorare le direzioni dell’evoluzione. Se questa si presenta sul mercato in modo oggettivo, nel nostro lavoro la si deve prendere in considerazione. Già oggi i clienti richiedono qualità nel taglio. Domani andranno dai periti e dagli analisti con la stessa domanda e questi, a loro volta, verranno da noi. Se non saremo in grado di rispondere si rivolgeranno ad altri soggetti nel mercato, maggiormente flessibili. Un giorno un uomo molto saggio mi disse: “Se non puoi impedire qualcosa, allora dirigila”. Non possiamo fermare l’evoluzione ma possiamo creare uno strumento che la diriga nel modo migliore per noi.


Articolo di Victor Tuzlukov, pubblicato su Rivista Italiana di Gemmologia n. 2, Settembre 2017.

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Victor Tuzlukov
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