Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 5 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
“Non sto creando una nuova Gemfields. Non sono il migliore del mondo e non mi definisco il De Beers delle pietre di colore. La nostra visione è chiarissima, stiamo costruendo un business basato sul lavoro dei collaboratori, su d’uno sviluppo sostenibile incentrato sul concetto di comunità”. Si presenta così al Mining Journal Dev Shetty, CEO di Fura Gems Inc., il nuovo protagonista della scena estrattiva di rubini e smeraldi, con sede a Toronto, amministrazione a Dubai e siti operativi in Colombia ed in Mozambico. Nel paese sudamericano Fura Gems possiede il 76% delle miniere storiche degli smeraldi di Coscuez, in quello africano già gestiva, dal novembre 2017, per l’80% quattro licenze per lo sfruttamento dei rubini che sempre di più costituiscono il grosso dell’offerta mondiale. Poi il 16 luglio 2018 il grande colpo, con l’annuncio della fusione, per un valore di 15 milioni di dollari australiani con Mustang e Regius, due imprese australiane già presenti in Mozambico. Con questa operazione Fura Gems diventa il più importante gruppo estrattivo di rubini della regione di Cabo Delgado con 1104 km quadrati di territorio sotto licenza. L’acquisizione consente di riunire le competenze, irrobustire la propria presenza e di lanciare un ambizioso piano di investimenti per 25 milioni di dollari canadesi.
L’affermazione di Fura Gems è un’aperta sfida a Gemfields, il più strutturato gruppo estrattivo di materiale prezioso per gioielleria? Forse, i motivi per pensarlo non mancano. Dev Shetty, prima di prendere il comando di Fura Gems aveva diretto le operazioni Gemfields in Zambia, in Mozambico e poi in Colombia nel 2014. È un manager con notevoli conoscenze e know-how tecnico, cresciuto proprio nel gruppo sudafricano quotato nel listino di Londra. Tra le prime mosse è entrato esattamente dove Gemfields usciva acquisendo i diritti per gli smeraldi colombiani dopo che proprio il nuovo assetto proprietario di Gemfields aveva decretato l’uscita da Coscuez e dallo Sri Lanka imponendo il cambio dei vertici e la dismissione delle attività non immediatamente redditizie. Dev Shetty nelle proprie dichiarazioni si misura volentieri con la sua ex azienda. Non fa mistero di quello che considera il grande problema di Gemfields, cioè la predominanza schiacciante di un solo socio, Pallinghurst con il 77% del pacchetto azionario. L’offensiva di Fura Gems peraltro non viene in un momento di calma piatta. Nel 2018 Gemfields ha dovuto difendersi da un crescente coro di accuse per presunti abusi perpetrati contro i minatori artigiani, culminati in un’azione legale. Shetty conosce bene queste insidie, era in Mozambico all’epoca dei fatti contestati come dirigente di Gemfields, e di sicuro non vuole trovarsi nella stessa empasse sul fronte della legittimità etica ora che è al timone di un gruppo concorrente. La lezione ha consigliato a Fura Gems di avviare uno studio per valutare l’impatto del proprio stabilimento colombiano sui quaqueros, i piccoli minatori artigiani locali, famosi per esser stati protagonisti di violenti episodi per il controllo degli smeraldi fino agli anni 90. Sarà assai probabile una certa dose di malcontento con il decollo di fine 2018 dell’estrazione industriale a Coscuez. I metodi moderni infatti lasciano poco materiale di risulta, una tradizionale risorsa per il recupero di gemme per rimpinguare i guadagni dei piccoli minatori.

Anche in Mozambico Fura Gems dovrà, al pari di Gemfields superare l’esame dell’estrazione responsabile. Le ambiguità dell’uso della forza contro le comunità locali assieme al progressivo allargamento delle concessioni a scapito dei piccoli artigiani dello scavo costituiscono un bel banco di prova. Il mercato offre però motivi di ottimismo per la nuova impresa mineraria. Da anni le aste di Gemfields ottengono lusinghieri risultati, con record di 72 milioni di US$ stabilito a Singapore nel giugno 2018. Fura Gems potrebbe contribuire all’espansione dell’offerta quando tra fine 2018 e metà 2019 comincerà ad immettere lotti grezzi di smeraldi e rubini con proprie aste. Shetty, che ha già annunciato un piano di marketing ed ha affidato la comunicazione a Thompson, dovrà anche in questo caso seguire le orme del proprio principale concorrente e costruirsi un brand riconoscibile. Nelle parole di questo dinamico CEO la propria comunicazione si baserà sulla promozione del prodotto in generale, cioè dei rubini e degli smeraldi, un po’ il vecchio approccio di De Beers con i diamanti. Ma in questo nuovo scenario ciò finirebbe per giovare in primo luogo a Gemfields per cui alcuni osservatori si aspettano che si evidenzino le caratteristiche distintive degli smeraldi colombiani rispetto a quelli dello Zambia commercializzati da Gemfields. Tanto più che tra gli obiettivi dichiarati della comunicazione vi è quello di svincolare l’immagine negativa degli smeraldi colombiani e della cattiva fama che ancora li fa percepire al grande pubblico come uno strumento in mano alla grande criminalità ed ai narcotrafficanti.
Verso il duopolio? Il CEO di Fura Gems ritiene possibile che il volume totale delle transazioni di zaffiri, smeraldi e rubini salirà a breve da 2 a 5 miliardi di US$ prevedendo una quota del 20/25% per Gemfields ed almeno un 10% per il proprio gruppo.
Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 5, Autunno 2018



















