Dai conflitti allo sviluppo. Il Kimberley Process revisionato

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 7 nel 2019. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Lo sviluppo economico è ora più importante della prevenzione dei conflitti. Questa la linea del Kimberley Process, la voluntary law lanciata 16 anni fa per bandire i diamanti grezzi usati per finanziare conflitti armati, emersa in occasione del Meeting 2019 di Mumbai dedicato al KP Certification Scheme. All’India il turno di presidenza e quindi ad intervenire sul tema è stato proprio Alok Vardhan, Direttore Generale del Commercio Estero indiano: “I cosiddetti ‘blood diamonds’ o ‘conflict diamonds’ sono ormai quasi completamente esclusi dal commercio internazionale” – ha dichiarato – “ogni pacchetto di diamanti grezzi viene accompagnato da un certificato che conferma che non provengono da paesi con conflitti. Nella maggior parte dei paesi, importazioni ed esportazioni sono soggette ad un rigoroso controllo”.

L’attuazione delle procedure del Kimberley Process non è sempre stata facile a causa della porosità dei confini di molti paesi produttori africani. Più semplice è stata l’applicazione in quei paesi dove si sono registrati forti investimenti da parte della grande industria mineraria. Nonostante le inevitabili controversie comunque si è registrato un miglioramento delle condizioni generali dei lavoratori poiché il KP ha introdotto per la prima volta una regolamentazione transnazionale, valida per importatori e produttori. Ed è proprio ai governi dei paesi produttori che si rivolge Stephane Fischler, Presidente del World Diamond Council, quando dice che “dovrebbero assumersi la responsabilità di garantire una catena di provenienza, guadagnando la fiducia dei consumatori ovunque si trovino” al fine di produrre quei ricavi che possano essere investiti alla radice delle comunità minerarie.

L’obiettivo per il futuro è il completamento del passaggio dai “conflict diamonds” ai “peace diamonds”. Dopo la battaglia per non fare dei diamanti una fonte finanziaria per armare fazioni in guerre fraticide, il nuovo trend si basa sul miglioramento delle condizioni delle comunità coinvolte, sulla sostenibilità, sulla trasparenza e sulle pratiche di buon governo. Questi obiettivi si possono raggiungere attraverso il miglioramento degli standard e delle modalità con cui viene effettuata la peer review, attraverso l’innalzamento della rappresentanza e della partecipazione ai processi, potenziando la raccolta e il trattamento del flusso dei dati ed istituendo un segretariato permanente.


Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 7, Estate 2019

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