Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 11 nel 2021. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Il Kimberley Process Scheme è un complicato meccanismo transnazionale che regola le esportazioni di diamanti grezzi da 20 anni. Critiche e scetticismo sul suo funzionamento si sono infittite negli ultimi tempi: oggi si trova sull’orlo di una profonda crisi. Munier, un economista che attualmente lavora presso l’Università di Tokyo, ha studiato i diamanti africani e il loro effettivo utilizzo come risorsa per lo sviluppo. Nel suo recente lavoro, “The Political Economy of the Kimberley Process, (2020), Cambridge, Cambridge University Press”, il KP e l’estrazione di diamanti sono osservati da una prospettiva più ampia alla quale il settore è abituato a vedere.
In 8 capitoli Munier offre approfondimenti sulle politiche di sfruttamento nei diamanti dei paesi africani con un focus speciale su Angola, Sierra Leone, Namibia e Zimbabwe e sulla loro adempienza alle regole dello schema di controllo degli abusi derivanti dai diamanti.
I soggetti direttamente coinvolti nel mondo dei diamanti infatti hanno una visione troppo ravvicinata che spesso è distorta dal fatto di essere parti in causa nell’attività. Questo libro fornisce una cornice politica ed economica ad ampio spettro per focalizzare le variabili e le costanti dello sfruttamento dei diamanti alluvionali. I confini nazionali, la compresenza di grandi gruppi privati ed enti governativi, l’incidenza percentuale dei diamanti sui PIL nazionali sono alcuni elementi che possono spiegare come e in che misura le economie africane hanno realmente potuto o non potuto valorizzare le proprie risorse di diamanti. Munier pone l’accento sul fatto che i giovani governi africani indipendenti, sebbene siano senza dubbio politicamente più legittimi dei loro predecessori coloniali, in molti casi ne stanno perpetuando la politica. Anche se il monopolio di De Beers è giunto al termine, le politiche di sviluppo minerario sono decise da grandi gruppi privati transnazionali che in Africa hanno ancora un potere paragonabile agli Stati stessi. Il KP è stato introdotto e ha funzionato in questo tipo di contesto economico. Sebbene sia stato posto in essere come un passo verso quel cambiamento necessario per emanciparsi dall’arbitrio degli abusi, è servito a perpetuare una “modalità di scambio” ineguale nel commercio globale dei diamanti. E ciò ha poco a che fare con il suo intento originale.

Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 11, Inverno 2020-21



















