Metodologie per la classificazione del colore delle pietre

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 5 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Bellezza, rarità e durabilità sono gli attributi più importanti di una gemma. La reperibilità è alla base della presunta rarità e, di conseguenza, può influire notevolmente sul suo valore. Ma questo valore, comunque, è determinato anche da altri fattori. Nel 1982 GemWorld International ha introdotto un sistema per la classificazione delle pietre di colore in grado di proporre al mondo del commercio una terminologia appropriata (Commerciale, Buono, Fine ed Extra Fine). Sebbene da allora questo sistema sia stato perfezionato col passare degli anni, i suoi tratti fondamentali sono rimasti immutati.

La classificazione delle pietre di colore

I diamanti hanno visto imporsi, come elementi caratterizzanti per la descrizione della qualità, le 4C. Ma applicare i criteri delle 4C alle pietre di colore è un compito che comporta più variabili. Colore, purezza, taglio e peso in carati (misura) vanno considerati, per le pietre di colore, in un contesto diverso rispetto ai diamanti, ciò rendendo più soggettiva la verifica della loro qualità. Per classificare e mettere un prezzo alle pietre di colore si può ricorrere ad un sistema simile alle 4C dei diamanti. Il che vuol dire che si può verificarne il colore, la purezza ed il taglio in una maniera sistematica che permetta, nonostante la grande soggettività che si trova nel considerare queste rispetto ai diamanti, una classificazione affidabile che consenta poi l’assegnazione dei relativi prezzi. In questo articolo l’autore presenta una panoramica generale dei concetti di classificazione delle pietre di colore col sistema GemGuide. Si spera con ciò che il lettore possa ricavarne utili approfondimenti nel mondo della comunicazione accurata del colore accedendo ad una più affidabile individuazione dei prezzi da praticare.

(Image courtesy: Gemworld)

La qualità del colore è il fattore primario per definire il valore di praticamente tutte le gemme colorate, tanto che questa determina il nome e la relativa varietà di una gemma. Ad esempio rubini rispetto a zaffiri rosa (alla fin fine il rosa semplicemente non è che un tono chiaro di rosso). Eppure spesso questi confini non sono ben definiti e possono rappresentare seri problemi per il commercio.

Ogni specie e varietà ha uno specifico contesto che va preso in considerazione per valutarne la purezza. Questo lo si fa per tenere conto delle differenze degli ambienti di formazione dei diversi minerali. Esempio tipico: è estremamente raro trovare uno smeraldo pulito ad occhio nudo in natura, mentre un’ametista dovrebbe essere priva di inclusioni. Allo stesso modo varierà l’incidenza della grandezza (per peso in carati) negli esemplari delle diverse specie di pietre di colore. Per esempio, mentre uno smeraldo di sei carati è considerato grande, un topazio azzurro della stessa misura è invece comune. La microscopia è cosa fondamentale nella gemmologia, ma nel contesto della valutazione della purezza delle gemme di colore si considera l’impatto visivo della purezza, valutata da un occhio allenato ma non assistito da strumentazione. Le diverse varietà di pietre di colore spaziano significativamente per grado e per tipo di inclusioni associate a ciascuna di esse. Ragion per cui la gemma in definitiva è vista più spesso senza l’aiuto dell’ingrandimento. Questo sembra l’approccio più sensato.

Il taglio è la proprietà che mette assieme il colore, la purezza e il peso in carati. Un tagliatore abile fa emergere il miglior colore dal grezzo delle pietre e ne esalta la bellezza con la brillantezza. Dato che le proprietà fisiche ed ottiche variano da una specie all’altra, non esiste un set standard di proporzioni di taglio per le pietre di colore. Ciascun pezzo di grezzo è unico. Il tagliatore, nel momento in cui trasforma un pezzo specifico di grezzo in una gemma faccettata, alla fine trova una scelta bilanciata tra le varie soluzioni praticabili, tenendo presente il peso e la qualità e considerando anche il potenziale economico del risultato che ci si aspetta alla fine.

Termini usati in commercio e loro corrispondenza con i gradi numerici. (Image courtesy: Gemworld)

Il GemGuide ordina le gemme in commerciali, buone, fini ed extra fini. Queste categorie possono essere ulteriormente suddivise per le gemme più diffuse, quali le commerciali inferiori, medie e superiori commerciali, le buone inferiori e superiori, le fini inferiori e superiori, e le extra fini inferiori e superiori. Ciascuno di questi termini è in relazione a un grado numerico da uno a 10. Se è vero che nessun sistema di classificazione è universale si rilevano pure che certe caratteristiche generalmente incidono nella determinazione della qualità. Dare un ordine alle gemme secondo le loro caratteristiche è un aiuto per assegnarne il valore. Si usa la scala in tabella per mettere in relazione il grado con il sistema di assegnazione del prezzo GemGuide.

Colore

Gemworld International, in collaborazione con Professional Gem Sciences, ha sviluppato un sistema di classificazione del colore basato sul sistema Munsell, lo standard universale. Il World of Color è un sistema di riferimento per il colore facile da usare. Nel sistema Munsell il colore è espresso con una misurazione graduata numericamente. Il sistema World of Color offre una nomenclatura del colore accurata adottata dall’Inter-Society Color Council (ISCC) e dal The National Bureau of Standards (NBS), basata su 31 Tavole Cromatiche. Queste Tavole sono state sviluppate per essere utilizzate con le 40 pagine delle tinte Munsell. Le tabelle offrono una nomenclatura standardizzata per ciascuno dei colori Munsell. Per esempio, quando un colore particolare di zaffiro blu può essere catalogato 7.5B 6/12, nella classificazione Munsell la Tavola colori lo identificherà come “blu vivido”.

I gradi della misurazione col sistema Munsell

Il Professor Munsell descrisse i colori nei termini di tre attributi: tinta (hue), luminosità/tonalità (value) e saturazione (chroma), separati in gradazioni percettivamente uniformi e indipendenti. Stabilì scale numeriche con gradi visuali omogenei per ciascuno di questi attributi in quanto voleva creare “un modo razionale per descrivere i colori”. Le tre scale sono disposte in uno spazio tridimensionale che comprende tutti colori.

La misurazione completa Munsell per un determinato colore è codificata come H V/C, dove H è la tinta, V è la luminosità/tonalità e C è la saturazione. Di conseguenza si può descrivere il colore di ogni oggetto con il metodo di misurazione Munsell in condizioni di osservazione ben definite. Per esempio lo smeraldo di qualità extra fine con una tonalità assegnata di 5G, una luminosità di 5 ed una saturazione di 14, avrà la classificazione completa nel grado 5G 5/14.

Per i consumatori significato i nomi standard dei colori hanno più significato dei codici numerici. (Image courtesy: Gemworld)

Tinta: il grado di classificazione Munsell della tinta particolare che assume un colore indica la sua posizione su una scala visivamente uniforme di cento unità rappresentate in un cerchio. Il professor Munsell ha scelto di usare cinque tinte “fondamentali”, rosso (R), giallo (Y), verde (G), blu (B) e viola (P) insieme a cinque tinte intermedie, giallo-rosso (YR), verde-giallo (GY), blu-verde (BG), viola-blu (PB), e rosso-viola (RP). Per semplicità ha usato le iniziali dei colori in inglese come simboli per designare i diversi settori relativi alle tinte. Munsell ha assegnato 10 unità per ciascuno di questi 10 settori di tinta, creando un cerchio di tinte, con 100 unità. La tinta può essere identificata con un numero da 1 a 100. Comunque il significato diventa più comprensibile se questa può essere identificata in un proprio determinato settore che abbia una gradazione con una scala di 10 numeri. L’attuale edizione del Munsell Book contiene quattro campioni di tinta in ciascuno dei 10 settori alle posizioni 2.5, 5, 7.5 e 10. Inoltre alcuni settori presentano anche campioni di saturazioni superiori a 12 alle posizioni 1.25, 3.75, 6.25, e 8.75. Sono 22 i campioni di riferimento di posizioni intermedie di tinta che si aggiungono per maggior completezza ai 40, posizionati come tinte standard.

Luminosità: la luminosità indica il tono, quanto cioè un colore sia chiaro o scuro. Il grado di luminosità Munsell di un colore è misurato su una scala verticale che va da 0 a 10, e il Munsell Book fornisce campioni di colore al livello 9, 8.5 (solo per le tinte gialle) 8, 7, 6, 5, 4, 3 e 2. I grigi neutri si posizionano tra il nero assoluto (0) e il bianco puro (10). Quindi il termine “luminosità” equivale al termine “tono” utilizzato nel corso di classificazione delle pietre colorate del GIA.

Chroma: definita anche Saturazione nel corso di classificazione delle pietre colorate GIA. È il grado di saturazione (purezza in relazione al colore di riferimento), brillantezza o opacità, di un colore. Il grado di saturazione Munsell viene misurato su una scala orizzontale che si estende verso l’esterno, partendo da 0 nel nucleo centrale neutro, senza un’estremità indicata. Il Munsell Book contiene campioni indicatori nelle posizioni 1, 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14 e 16, per determinate tinte e luminosità. Nello spazio colore Munsell, quanto più ci si muove su questa scala arbitraria, visivamente uniforme, allineandosi perpendicolarmente dal nucleo centrale neutro, tanto più il colore diventa saturo o brillante.

Il Munsell Color Tree. (Image courtesy: Gemworld)

L’ambiente in cui classificare il colore

La valutazione del colore delle gemme è un’attività basata sull’osservazione. In quanto tale, è più accurata quando l’osservatore può operare in un ambiente con condizioni di visione omogenee e controllate. Il colore di una superficie osservata dipende dalla natura della luce, dalla qualità dello spettro dell’illuminazione, dalla sua direzione e da quella da cui si guarda, da ciò che è intorno o sullo sfondo, nonché dalla natura e dallo stato di adattamento degli occhi dell’osservatore.

Tutte le osservazioni più rilevanti del colore si devono effettuare in condizioni standard di illuminazione. La luce del giorno indiretta del nord (daylight) o la luce artificiale standard forniscono l’optimum. Lo spettro cromatico della luce emessa da una sorgente può essere misurato in termini di temperatura assoluta sulla scala Kelvin. Il sistema World of Color è sviluppato e testato con una luce ben bilanciata con una temperatura di colore di 6500˚K (Kelvin), che si avvicina molto a quella della luce del giorno media dell’emisfero nord. È sufficiente l’uso di tubi fluorescenti standard in grado di emettere luce con una temperatura di colore di 6200˚K o superiore. La luce standard in uso per la classificazione del diamante ha una temperatura di colore più calda e il contenuto di raggi UV potrebbe essere più alto.

L’ambiente ove viene valutato il colore deve possedere condizioni di visione omogenee e controllate. (Image courtesy: Gemworld)

Chi abbia il compito della classificazione deve osservare perpendicolarmente la gemma campione e i colori di paragone, con un angolo di 90° rispetto alla faccetta della tavola della pietra, mentre la luce deve cadere su questi con un angolo di 45°. Questa geometria di visualizzazione, se necessario, può essere invertita. Ad ogni modo, per le pietre preziose, la prima posizione di osservazione mostra agli occhi dell’analista la brillantezza della pietra. La pietra deve essere guardata in diverse posizioni e deve esser fatta oscillare avanti e indietro attraverso un angolo che va da circa 30˚ a 45˚ dal punto di vista perpendicolare per valutare appieno la sua brillantezza.

Assegnare un riferimento World of Color a una pietra preziosa trasparente

Il colore di una gemma sfaccettata trasparente è molto complesso. Infatti, gli operatori professionisti del ramo gemme possono trovare difficile confrontare il colore vibrante di una gemma trasparente con i colori opachi degli ovali stampati nel World of Color System. Tuttavia, esercitarsi con le trasparenti corone di gemme appositamente concepite per essere utilizzate per il World of Color System e ripetere il processo con alcuni campioni testati dimostrerà che il sistema è coerente ed affidabile.

Una pietra preziosa riflette la luce in vari gradi di lucentezza dal sub-vitreo all’adamantino. Può disperdere la luce nei vari colori dello spettro (fuoco) a seconda della sue proprie caratteristiche. La rifrazione della luce all’interno di una gemma è anche dovuta alla qualità del taglio ed alle sue proporzioni.

Per le pietre sfaccettate, se viste perpendicolarmente alla faccetta della tavola, la luce che viene riflessa e rifratta all’osservatore viene definita brillantezza ed è un buon punto di partenza per descrivere il colore di una gemma. Questo è il colore che si vede riflesso nelle faccette del padiglione quando viene osservato attraverso la corona della gemma. Questo colore deve essere valutato confrontandolo con il sistema WOC, assegnandogli un grado di misurazione dei colori Munsell e stimando la sua area cumulativa sulla superficie totale della pietra, in percentuale.

Per il gemmologo, l’obiettivo della determinazione del colore è quello di ottenere un risultato accurato e ripetibile. Il modo in cui una gemma presenta il suo colore può rendere questo esercizio una sfida. (Image courtesy: Pala International, Foto: Mia Dixon)

Se la pietra mostra una parte significativa del colore del corpo (body color), o se ha una “finestra” rilevante attraverso cui la luce passa, anche i colori che ne risulteranno devono essere valutati ai fini della misurazione e del calcolo dell’area. Infine, l’incidenza totale di qualsiasi area buia o di estinzione significativa deve essere valutata stimandone il totale rispetto alla superficie complessiva della gemma. Quando tutte le percentuali di queste diverse porzioni di colore vengono sommate, vanno a totalizzare all’incirca il 100%, il che dovrebbe rappresentare, con una buona approssimazione, il colore completo della gemma che si presenta ad un osservatore.

Molte pietre che sono ben tagliate, avranno una parte maggiore di brillantezza e di luce riflessa e quindi le si può assegnare un solo proprio grado di misurazione del colore come se si trattasse di un singolo colore. Ma molte altre avranno tante porzioni di colori diversi e questi vanno tutti valutati al fine di fornire la descrizione più completa e accurata dell’aspetto cromatico a tavola in su della pietra.

Come ogni strumento, il voto finale è fatto basandosi sulla valutazione oggettiva del selezionatore o perito di gemme. Utilizzando gli strumenti disponibili, l’analista può affrontare con sicurezza il compito della determinazione del colore.


Articolo a cura di Stuart Robertson*, pubblicato su Rivista Italiana di Gemmologia n. 5,  Autunno 2018.

*Stuart Robertson è il vice-presidente e il research director per Gemworld International a Glenview, Illinois, Stati Uniti. Gemworld è un’azienda che si occupa di ricerche di mercato e pubblica Gemguide, il pricing report sulle gemme preziose.

spot_img
spot_img
Stuart Robertson
Stuart Robertsonhttps://www.rivistaitalianadigemmologia.com/autori/
Contenuto realizzato per IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose. // Content created for IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), a broad information framework for Gemologists as well as professionals involved daily in the gemstone business.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

NEWS

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Dal Magazine