Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 3 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
L’apatite è un fosfato di calcio che, pur non presentando una durezza elevata (5 sulla scala di Mohs), viene spesso impiegato in campo gemmologico grazie al fatto che si rinviene in campioni con ottima trasparenza, buona caratura ed affascinante colore blu di varie tonalità.
Tali cristalli non sono presenti nella nostra penisola: in Italia l’apatite è frequente nelle fessure alpine e sono numerose le località dove è possibile incontrare questo minerale; tuttavia, in genere l’apatite si rinviene in cristalli di piccole dimensioni, di colore bianco, giallo chiaro o rosa pallido e non di rado è trasparente (Figura 17).

Le pietre tagliate di apatite alpina (Figura 18) sono in genere piccole e ad esclusivo interesse collezionistico (tra l’altro è interessante solo per collezionisti di gemme italiane o collezionisti di località). I giacimenti più importanti sono la Val Formazza, la Val d’Ala, la Valle Aurina.


Una varietà violacea ricca di terre rare si trova a Pitigliano, nei proietti dei depositi vulcanici; al momento non si hanno però notizie di gemme tagliata di apatite da questo giacimento.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 3, Gennaio 2018.



















