Alla scoperta del mondo delle valutazioni e delle perizie gemmologiche con la Dott.ssa Çigdem Lüle

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 19 nel 2024. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Vincendo una certa diffidenza iniziale (conoscendo poco la materia, avevo forse interpretato male certi elementi), ho deciso di inoltrarmi nel mondo delle stime e dei periti gemmologi e di approfondire questa realtà. Il mio punto di riferimento su questo argomento, in qualche maniera, era Rapaport. Credevo insomma, forse ingenuamente, che le pubblicazioni dedicate alle quotazioni, così come gli estimatori, volessero in fondo fare tutti esattamente la stessa cosa. Ma ho capito che stavo sbagliando. Me ne sono reso conto in occasione del Tucson Show del 2023, quando per mia fortuna mi capitò di incontrare la Dottoressa Çiğdem Lüle, una persona così gentile da prendersi la briga di farmi capire perché sbagliavo. Mi ha illuminato sul mondo delle perizie su gemme e gioielli, spiegandomi come le perizie siano in realtà uno strumento per proteggere i consumatori. Nell’intervista che ho condotto con lei, ha anche criticato la corsa sfrenata alla determinazione dell’origine delle gemme e ha condiviso il suo entusiasmo per l’archeogemmologia. Ha sottolineato che la gioielleria moderna fa essenzialmente quello che già facevano i nostri antenati.

Çiğdem Lüle nel suo ufficio di Chicago
Figura 1 – Çiğdem Lüle nel suo ufficio di Chicago. (Foto: John Kim)

Simon Dussart: Lei è un perito/stimatore e risiede attualmente negli Stati Uniti, ha vinto un premio Bonanno ed ha scritto per molte pubblicazioni tra cui GemGuide, leader nel l’informazione sui trend di prezzo delle gemme. Ha lavorato come archeogemmologa e come istruttrice presso la sede GIA di Londra. È, tra l’altro, un accademico dell’Università di Ankara, dove ha fondato l’Ankara University Gem Lab a culmine della sua carriera in Turchia come assistente di ricerca presso il dipartimento di ingegneria geologica. Data l’ampiezza del suo curriculum, ho pensato che sarebbe stato meglio lasciare che fosse lei a presentarsi…

Dottor Çiğdem Lüle: Essenzialmente sono una mineralogista-gemmologa con una curiosità infinita. Amo studiare i minerali e le gemme per poi raccontarli. La mia formazione mi ha permesso di esaminare le pietre da un punto di vista scientifico.

Più imparavo a conoscerle, più mi rendevo conto che la gemmologia esisteva in funzione del commercio di gioielli, il che comporta tutto un altro mondo. Poiché non ero brava a commerciare, né volevo farlo, ho messo le mie conoscenze tecniche al servizio dell’insegnamento e, con le perizie, a disposizione degli acquirenti di gemme e gioielli.

Dussart: Come ha iniziato la sua prolifica carriera?

Lüle: A dire la verità la mia carriera non la definirei prolifica, ma, piuttosto, divertente. È una lunga storia, sempre che qualcuno abbia voglia di continuare a leggere. Il campo delle Scienze della Terra non era la mia prima scelta: vi entrai perché il sistema formativo in Turchia a quell’epoca era poco flessibile. Insomma quello era il modo migliore per poter valutare, col tempo, quale carriera mi sarebbe piaciuta di più intraprendere esplorando poi questo aspetto.

Ho scoperto che la mineralogia mi era congeniale e che la geochimica mi piaceva, ma quanto alla gemmologia, questa era completamente sconosciuta negli ambienti accademici. E così ho deciso di dedicarmi, studiandola in un maniera che in Turchia era nuova.

Dussart: Cosa l’ha spinta a intraprendere il percorso gemmologico?

Lüle: Quando stavo compiendo gli studi per il mio master, tra il 1996 e il 1998, ho fatto domanda per una borsa di studio del British Council per frequentare il Gem-A di Londra. Oggi sembra un tempo lontano, ma il 1998 è stato un anno intenso in cui ho completato con successo la mia tesi di laurea magistrale sul “Diasporo dalla Turchia”, superando gli esami per il diploma in diamanti e gemmologia e ottenendo così sia l’FGA che il DGA. Lo stesso anno mi è stato concesso un posto di lavoro e ho iniziato i miei studi di dottorato. Con l’aiuto del mio supervisore, il dottor Sonmez Sayılı, nel 1999 ho istituito un laboratorio di analisi delle gemme presso il Dipartimento di Geoingegneria dell’Università di Ankara.

Dussart: Quando ha avuto la prima esperienza che le ha permesso di usare la gemmologia nella pratica e nella realtà commerciale?

Lüle: Nel corso dei miei studi di dottorato, nel 2001, mi sono trasferita a Londra. Nei due anni successivi ho lavorato nel settore dei gioielli ad Hatton Garden, un’esperienza che si è rivelata una delle migliori della mia vita professionale. Quella è stata la prima volta in cui mi sono veramente immersa nel settore.

Questo mi ha permesso di conoscere l’anima stessa della gemmologia, la quale, per sopravvivere, dopotutto dipende da un lato dal commercio delle gemme. Dall’altro lato ricambia fornendo conoscenze in modo che tutti gli operatori possano beneficiarne. Quei due anni sono stati una prova vera con la quale, a mio avviso, ogni gemmologo si dovrebbe cimentare. E comunque, la mancanza dell’insegnamento e dello studio l’ho avvertita.

«Anche se non vi è alcuna imposizione legale, un perito valutatore dovrebbe essere qualificato»
Figura 2 – «Anche se non vi è alcuna imposizione legale, un perito valutatore dovrebbe essere qualificato». (Foto: John Kim)

Dussart: Dopo Londra, gli Stati Uniti…

Lüle: Quando si è presentata l’opportunità di insegnare, ero pronta a fare un altro passo avanti. Nel 2004 mi sono unita al campus di Londra del GIA e ho lavorato lì come istruttrice di gemmologia per sei anni.

Nel 2010 mi sono trasferita negli Stati Uniti per esplorare altre possibilità offerte dalla gemmologia. Nel 2011 mi sono unita al team di Gemworld International per sviluppare i workshop sulla valutazione delle gemme, per i quali ho poi insegnato.

Il sogno di crearmi un ambiente didattico dove offrire esperienze pratiche ai partecipanti è finalmente diventato realtà grazie a Gemworld International, editore del GemGuide. Con loro non solo ho implementato i corsi di valutazione, ma ho anche lavorato nel ramo delle ricerche di mercato e nella redazione dei testi. Ho viaggiato in molti paesi, tenuto conferenze e lavorato su due sistemi di comunicazione del colore. La mia passione per la gemmologia è la ragione per cui faccio ciò che faccio.

Dussart: Qual è oggi la tua posizione lavorativa?

Lüle: Attualmente, gestisco la mia azienda indipendente di servizi d’estimazione nella zona nord-ovest di Chicago, fornendo valutazioni di minerali, gemme e gioielli; consulenza su gemme e minerali oltre a formazione gemmologica personalizzata.

Dussart: Qual è con esattezza la funzione di un perito valutatore?

Lüle: Un perito valutatore è una persona competente, imparziale e esperta che fornisce un’identificazione e un’opinione sul valore di un bene, nel mio caso gemme, minerali e gioielli.

Per essere precisi, tale definizione richiede anche indipendenza, cioè che il perito non sia influenzato da una fonte o dal valore dell’oggetto. Anche se non vi è alcuna imposizione legale, un perito valutatore dovrebbe essere qualificato. Tutte le più autorevoli organizzazioni periziali accettano i propri membri basandosi sulle loro credenziali e richiedono che la formazione sia ininterrotta. Di conseguenza, un professionista del genere è una fonte affidabile per le opinioni sul valore che interessano, vuoi una singola persona (ad esempio un consumatore), vuoi un’organizzazione (ad esempio una compagnia assicurativa per la protezione del patrimonio). Ma le stime sono richieste nel nostro mondo “occidentale” per tantissime e diverse ragioni oltre ai servizi assicurativi. Ad esempio, nelle cause legali o nei casi di smarrimenti o perdite, i richiedenti dimostrano il valore dei propri beni, non sulla base della loro parole, ma tramite periti valutatori.

Dussart: I periti valutatori sono una parte importante e integrante del commercio delle gemme nel mondo anglosassone. Perché sono praticamente sconosciuti nella realtà latine e asiatiche?

Lüle: La perizia, come concetto, esiste anche in queste realtà ma è meno sviluppato. Poiché commerciare gioielli è un’attività antica che si basa sulla fiducia d’una stretta di mano, il valore dipende dal dialogo tra acquirente e venditore.

So per certo che in Cina sono operanti attività di stima di gemme e gioielli. Le associazioni periziali internazionali di cui faccio parte, e nelle quali figurano anche membri provenienti dal Medio Oriente e dal mondo latino, per quanto possano essere nuove o poco conosciute, esistono perché sono un bisogno del consumatore. Inoltre, bisogna capire che, tecnicamente, una qualsivoglia opinione sul valore rappresenta già di per sé una stima.

Dussart: Molti commercianti si lamentano del fatto che, per le opinioni espresse nei report gemmologici, non si possa sancire la responsabilità dei laboratori d’analisi. La stessa cosa vale per i periti?

Lüle: Qualsiasi opinione fornita da un professionista è aperta a critiche. Tuttavia, un’opinione resta un’opinione. Comparare il lavoro dei laboratori gemmologici a quello degli estimatori di preziosi è un po’ difficile. Innanzitutto, quando un laboratorio gemmologico si pronuncia sull’identificazione non rilascia un’opinione bensì registra un fatto. D’altra parte, quando poi un centro d’analisi gemmologiche dà una valutazione qualitativa d’un diamante o ne individua il paese d’origine, non dà che pareri che, in quanto tali, sono opinabili. Pertanto i report basati sulle opinioni sono più affidabili quando vengono forniti da laboratori di buona reputazione.

Dussart: In cosa differisce un report estimatorio da un tradizionale report gemmologico?

Lüle: Innanzitutto, quello che il report del laboratorio ci indica è l’identificazione della natura della pietra assieme alle sue caratteristiche qualitative (nel caso dei diamanti) oppure un’opinione sulla provenienza. Non ci sono informazioni sul valore/prezzo. Inoltre, mettiamo che si tratti di un gioiello con diverse pietre oppure d’una realizzazione di un designer. Di tutti questi elementi si terrebbe conto nel report d’un laboratorio gemmologico? Non credo. Un report estimatorio, per sua natura, tiene invece conto del valore e si basa sull’identificazione delle gemme e del tipo di gioiello riconoscendone tutte le caratteristiche di pregio.

Dussart: Siete legalmente responsabili dei servizi che fornite? E, in tal caso, come si può evitare che le vostre valutazioni siano attaccate da ogni parte?

Lüle: Lo stesso discorso che facevo per i report gemmologici vale anche per il lavoro degli estimatori di preziosi, ma con una differenza importante. I report dei laboratori non esprimono il valore, i rapporti di stima sì! E dunque i periti valutatori devono essere in grado di fornire la propria metodologia di valutazione in modo chiaro. Non si tratta di supposizioni, non è un tirare a indovinare, ecco perché le credenziali e la certificazione delle competenze sono importanti.

Dussart: Come si quota il costo di una perizia?

Lüle: È molto importante far capire che un lavoro di stima che sia serio viene calcolato in base alle ore di lavoro, non in base a una percentuale del valore dell’oggetto.
Faccio un esempio: ci vuole circa un’ora per periziare un anello solitario di diamanti, comunemente reperibile in gioielleria e non importa se la pietra sia di 1 carato o di 3 carati. Ma se la pietra è di 6 carati, il lavoro di ricerca dell’appraiser richiederà più tempo e quindi la tariffa presumibilmente sarà relativa a due ore di lavoro. Non importa se l’anello solitario da 6 carati è valutato a mezzo milione di dollari: la quotazione della stima resta comunque relativa a due ore. Se si riscontra come prassi, da parte del “perito valutatore”, una procedura diversa da questa, allora è il caso che il suo comportamento, dal punto di vista etico, si metta in discussione.

Dussart: Si aspetta che il business delle perizie si espanda anche in Asia ed in Europa?

Lüle: Lo spero proprio!

Dussart: Questo porterebbe a proteggere meglio l’acquirente finale…

Lüle: Certo, in effetti l’attività degli estimatori di preziosi rappresenta una pratica molto consumer friendly. Sa quanti clienti mi hanno portato i propri gioielli di famiglia? Non erano mai stati valutati. E una volta che il cliente si rende conto di cosa possiede, le decisioni su come gestire i propri beni saranno più consapevoli. Quindi farsi valutare gli oggetti non è una pratica da prendere in considerazione solo per quelli nuovi. È come quando si acquista un’auto usata. Se l’acquirente non sa nulla di auto, cosa fa? Va in giro e fa le sue ricerche. Lo stesso vale per i gioielli e per le gemme.

Çigdem Lüle durante una presentazione alla SGA
Figura 3 – Çigdem Lüle durante una presentazione alla SGA. (Photo: Çiğdem Lüle)

Dussart: Torniamo alla gemmologia. Quali sono i suoi limiti? Dovrà assumersi il compito di mettere al centro la determinazione dell’origine nel modo in cui lo stanno facendo attualmente i laboratori di analisi? O magari per questo scopo si dovrebbe ricorrere a metodi più convenzionali/commerciali?

Lüle: Sono fermamente convinta che una gemma debba essere valutata per la sua bellezza e per le sue proprietà, piuttosto che per la sua provenienza.

L’idea di risalire al paese d’origine è concettualmente qualcosa di enormemente sopravvalutato e finirà per danneggiare il commercio. Ogni sito estrattivo, quando si lavorano pietre di qualità più commerciale, produce anche quelle di qualità superiore. In realtà, la maggior parte delle pietre grezze estratte dal sottosuolo non si rivela neanche di qualità gemma! Innanzitutto, in qualità di mineralogista, io so che la Terra è in grado di produrre minerali quasi identici in contesti geografici completamente diversi.

La geologia, fondamentalmente, non è definita dalla geografia. Semmai è vero il contrario. Inoltre, la metodologia posta in essere per la determinazione dell’origine da parte di molti laboratori è stata interpretata male. S’è iniziato con buone intenzioni ma poi si è caduti in mani non scientifiche. Questa io la trovo una cosa triste.

Quello che voglio davvero che succeda è che l’idea di risalire al paese d’origine venga messa da parte. Vorrei che le gemme venissero giudicate secondo i propri pregi.
Detto questo, visto che la tecnologia ci consente di rispondere a queste esigenze, la si poterebbe utilizzare in altre discipline come la raccolta di minerali o, ancora di più, l’archeogemmologia.

Dussart: Parliamo di archeogemmologia…

Lüle: Ah! È la mia incurabile passione!

Dussart: Cos’è l’archeogemmologia?

Lüle: Riprendo una definizione che ho pubblicato: l’archeogemmologia è un approccio multidisciplinare per indagare l’identità e l’origine dei materiali gemmologici del mondo antico. Il mio approccio è quello di combinare le capacità di test non distruttivi della gemmologia con le moderne analisi di ricerca mineralogica per ricostruire, sui reperti archeologici costituiti da gemme, una sorta di “paese di provenienza” ma relativa al mondo antico. In un mondo ideale, questo sarebbe un bel campo per meravigliosi studi accademici.

perizia gioielli
Figura 4 – (Foto: License Freepik Premium)

Dussart: Perché parla di un mondo ideale?

Lüle: Perché l’archeogemmologia rimane una disciplina poco rilevante, forse a causa della mancanza sia di finanziamenti che di ritorni economici.

Ad ogni modo io colgo tutte le possibili occasioni per compiere ricerca archeogemmologica — sempre autofinanziata — e diffondo il messaggio invitando anche altri ricercatori a studiarla.

Dussart: In che modo l’archeogemmologia è collegata al lavoro che noi tanto amiamo?

Lüle: Anche se è un campo che rientra in un ambito puramente accademico, io credo fermamente che qualsiasi gemmologo debba essere edotto di una disciplina del genere rendendosi conto che non è cambiato molto dal passato ad oggi. Le gemme sono state oggetto di scambio fin dall’età della pietra; questo fa parte nel nostro DNA! L’archeogemmologia ci insegna che il valore, i trattamenti, le imitazioni, persino la produzione di gemme di sintesi (pensate a quella che era l’alchimia) non sono invenzioni moderne.

Dussart: La sua ultima impresa è la creazione di una società, Kybele LLC e AIJV. Di cosa si occupa esattamente e come mette al servizio dei clienti le sue diverse competenze?

Lüle: Sono molti i miei ruoli, ma tutti di supporto l’uno all’altro. La mia prima creatura, Kybele LLC (www.kybelellc.com), è stata fondata inizialmente a scopo di ricerca e insegnamento. Per anni ho svolto queste attività in appalto per altre aziende, ad esempio Gemworld nel caso dei suoi workshop sulla determinazione dei prezzi o nel caso della stesura di articoli. Quando ho deciso di diventare completamente indipendente, il lavoro di valutazione dei minerali è stata una scelta naturale. Ho aiutato molti colleghi a realizzare progetti estimativi per quello che riguarda l’identificazione e l’autenticazione, ma quando ho deciso che avrei dovuto lavorare in proprio, ho studiato per esercitare la professione di perito estimatore.

Ora ho le credenziali e le abilitazioni necessarie per questa attività. In pratica, Kybele LLC continua a occuparsi della ricerca, della formazione personalizzata e, ora, delle valutazioni. L’anno scorso, un buon amico e stimato valutatore indipendente, Adrian Smith, mi ha proposto di assumere la direzione di una delle sue organizzazioni internazionali di valutazione. L’associazione ha una missione molto specifica: sostenere ed espandere la pratica delle stime veramente indipendenti.

L’Association of Independent Jewellery Valuers (AIJV) (www.aijv.org) è attualmente un’entità operante negli Stati Uniti con l’obiettivo non solo di ampliare la base dei suoi membri originari, ma anche di introdurre una pubblicazione specifica sulla valutazione di gemme e gioielli. Anche se i membri sono periti, farò tutto ciò che è in mio potere per educare il grande pubblico alla pratica della valutazione indipendente, in modo che tutti ne traggano beneficio.

Dussart: Come è consuetudine nelle nostre rubriche, vorrei chiederle di suggerirci tre libri che ritiene debbano essere letti da chiunque voglia seguire le sue orme, nonché un consiglio per i nuovi arrivati nel settore.

Lüle: Tre libri sono troppo pochi. Io sono un’appassionata di libri e una forte sostenitrice della buona formazione.

Ai principianti assoluti consiglio di frequentare un corso di gemmologia di base tenuto da un’organizzazione riconosciuta. Il primo libro che si dovrebbe leggere è “Gemmology” di Peter Read.

A chi desidera approfondire l’interpretazione delle gemme nell’antica Roma da parte di Plinio il Vecchio, consiglio di procurarsi il 37° volume della sua “Naturalis Historia” la cui edizione italiana più diffusa è uscita nel 1999 col titolo “Storia Naturale. Gemme e Pietre preziose” edita da Sillabe e curata da C. Lefons. Infine, a costo di essere presuntuosa, consiglio il libro sulle gemme antiche a cui ho contribuito, intitolato “Ancient Gems in Late Antiquity” del British Museum.

“Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, versione del 1476 circa
Figura 5 – “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, versione del 1476 circa. (Foto: Wikimedia Commons, Pubblico Dominio)

Dussart: In che modo i nostri lettori di tutto il mondo possono contattarla in caso di necessità?

Lüle: Il vostro pubblico è invitato a contattarmi attraverso uno di questi siti web o direttamente all’indirizzo info@thegemappraiser.com.


Articolo di Simon Dussart, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 19, Autunno 2024.

Simon Dussart è il fondatore di www.asialounges.com e l’autore del blog “A Gem Dealer’s Journal”. L’intervista originale è stata pubblicata sul suo blog il 15 settembre 2023.

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Contenuto realizzato per IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose. // Content created for IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), a broad information framework for Gemologists as well as professionals involved daily in the gemstone business.

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