Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 6 nel 2019. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Quello che viene genericamente indicato come serpentino (e che nella maggioranza dei casi indica in realtà una roccia, che dovrebbe essere chiamata più correttamente “serpentinite”) è in realtà una famiglia di minerali appartenente al gruppo della kaolinite – serpentino.
I minerali più comuni del gruppo sono il crisotilo, l’amesite, l’antigorite, la lizardite, normalmente poco utilizzate nel campo della gioielleria. Ma possono essere importanti dal punto di vista gemmologico le varietà di colore intenso, come nella népouite in cui una parte significativa del magnesio della lizardite viene sostituita dal nichel, originando così un colore verde mela più o meno intenso particolarmente elegante.
Per quanto quasi tutti i minerali del gruppo siano dei fillosilicati, l’aspetto più comune di questi materiali è massiccio o fibroso. Nell’ultimo caso i fogli fillosilicatici si arrotolano su se stessi formando fibre la cui reale struttura è osservabile solo in microscopia elettronica.
In molti casi le masse di colore verde del serpentino sono attraversate da vene di minerali neri o scuri, che possono formare un piacevole contrasto, oppure da vene di calcite bianca a formare una pietra ornamentale (il famoso “verde alpi”) apprezzata da secoli nell’architettura monumentale o di pregio.

Essendo i serpentini uno dei costituenti essenziali di quelli che vengono chiamati “complessi di pietre verdi”, ed essendo questi ultimi molto rappresentati nella complessa geologia della Valle d’Aosta e del Piemonte, si citano solo alcune località fondamentali come ad esempio Chatillon e Gressoney.
Dal punto di vista gemmologico, alcuni esemplari di serpentino di colore da verde giallo (più o meno profondo) fino a verde chiaro – verde mela possono essere di notevole utilità, per la scultura di piccoli oggetti o l’incisione di cammei o di cabochon (Figura 71). Molto interessanti i campioni ricchi di crisolito, in cui le fibre ben orientate permettono giochi di colore come il gatteggiamento, fornendo esemplari veramente attraenti.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 6 – Primavera 2019.



















