Nel panorama dell’industria dei diamanti sintetici, le associazioni commerciali hanno spesso fallito nel fornire una voce unificata e un marketing efficace. Rob Bates di JCK ha recentemente intervistato David Sherwood, CEO di Daniel’s Jewelers e membro del consiglio consultivo della nuova Grown Diamond Trade Organization (GDTO), per capire come questa iniziativa possa cambiare il settore.
Sherwood ha spiegato che la GDTO è nata dalla frustrazione per la mancanza di un’organizzazione che rappresentasse adeguatamente l’industria dei diamanti sintetici. Le precedenti associazioni erano principalmente guidate dai produttori, lasciando i rivenditori fuori dal processo decisionale. La GDTO, invece, mira a coinvolgere attivamente i rivenditori per creare una rappresentanza più equilibrata.
Una delle principali innovazioni della GDTO è il fatto che si prenderà cura di emettere direttamente i report sui diamanti sintetici. Sherwood sottolinea che questi diamanti, essendo prodotti fabbricati in laboratorio, non dovrebbero essere certificati come i diamanti naturali. «Quando Samsung produce una televisione e ti dice che è da 65 pollici e 1.080 pixel, non la togli dalla scatola e la mandi a un laboratorio indipendente», spiega Sherwood. I report della GDTO, che costeranno tra i 3 e i 5 dollari circa, offriranno secondo Sherwood una valutazione adeguata e accessibile, eliminando la necessità di costosi report emessi da parte dei laboratori gemmologici tradizionali.

«La mia opinione personale è che [i laboratori] abbiano reso un cattivo servizio all’intero settore, mettendo i report dei diamanti sintetici accanto a quelli naturali», sostiene Sherwood nell’intervista, prendendo di mira i report dei principali istituti gemmologici. È difficile per me raccontare ai clienti che entrano come questi due prodotti siano diversi, quando vedono gli stessi report per entrambi. Francamente, non credo che i laboratori debbano occuparsi di questo settore».
Un altro punto centrale è la questione della sostenibilità. Sherwood riconosce che il sistema attuale per valutare la sostenibilità dei diamanti sintetici non è perfetto, ma rappresenta un primo passo verso una maggiore trasparenza. La GDTO richiederà ai fornitori di fornire dati su energia rinnovabile, tariffe del lavoro e gestione dei prodotti di scarto. Queste informazioni saranno utilizzate per creare un semplice punteggio di sostenibilità su una scala da 0 a 100, rendendo più facile per i consumatori capire l’impatto ambientale del loro acquisto.
Sherwood spera che la GDTO possa diventare un punto di riferimento per l’industria, simile a quanto fatto in passato dal Diamond Promotion Service per i diamanti naturali.
Inoltre, Sherwood ha evidenziato un cambiamento significativo nell’approccio ai certificati gemmologici. Recentemente, anche la moissanite sintetica ha iniziato ad essere accompagnata da report, grazie a un accordo tra l’International Gemological Institute (IGI) e Charles & Colvard. Questo sviluppo indica un trend crescente verso la classificazione di gemme sintetiche, sottolineando l’importanza di avere standard e report indipendenti e affidabili.



















