L’ambiziosa scommessa della Groenlandia sul rubino riparte dalla ristrutturazione del debito

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 19 nel 2024. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Dopo aver conquistato autonomia politica ed economica dalla Danimarca, la Groenlandia s’è concentrata sull’estrazione mineraria anche di gemme e specificamente sui rubini nella regione di Aappaluttoq, nota per i suoi ricchi depositi di corindone. Inizialmente gestito dalla True North Gems Inc. (TNG), il progetto aveva subito ritardi a causa della transizione politica della Groenlandia e dell’opposizione locale. Greenland Ruby AS, che ha preso il controllo dopo la bancarotta di TNG, aveva finalmente avviato le operazioni nel 2017 con il supporto della società norvegese Leonhard Nilsen & Sønner (LNS). È stato notato che l’azienda ha puntato le proprie carte di marketing portando in evidenza nella comunicazione la gestione responsabile della risorsa e la sostenibilità. Il rubino artico, insomma, è finito per diventare un test per verificare quanto una forte identità ambientale potesse compensare le difficoltà estrattive e le caratteristiche qualitative non paragonabili ai rubini che tradizionalmente dominano il mercato.

Groenlandia
Groenlandia. (Foto: Olga_gavrilova, License Freepik Premium)

E in effetti la compliance etica, da sola, non poteva fare miracoli. La maggior parte delle gemme era di qualità cabochon e si è dovuto spedire parte del materiale in Thailandia per trattare le frequenti cavità affioranti. Di fronte a queste difficoltà non ha destato sorpresa che, dopo un inizio promettente, le operazioni avessero subito un deciso arresto nel 2023.

La produzione nella miniera di Aappaluttoq infatti non ha raggiunto le aspettative, portando all’interruzione delle operazioni ed a licenziamenti significativi. Il debito della miniera nel 2023 aveva raggiunto circa 73 milioni di dollari e l’azienda ha dovuto chiudere alcuni uffici. Sebbene la miniera fosse stata progettata per avere una durata di nove anni, lo sviluppo di altri siti è stato sospeso. Le ombre e le incertezze hanno gravemente pregiudicato il futuro della Greenland Ruby che, nonostante gli investimenti siano stati ingenti, ha faticato a gestire il debito.

Recentemente, il consiglio di amministrazione di Greenland Ruby ha deciso di avviare un processo di ristrutturazione del debito presso i tribunali di Copenaghen e Nuuk, per evitare la bancarotta. Resta da vedere se e in che misura i plus etici saranno di nuovo rimessi sul tavolo dalla nuova eventuale proprietà.


Gem news pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 19, Autunno 2024

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