Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 20 nel 2025. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Giovanni Luca Cattaneo — per gli amici Gianluca — ci ha purtroppo lasciati lo scorso 31 Gennaio 2025. La triste notizia ha lasciato un vuoto incolmabile per tutti coloro che lo conoscevano — famiglia, amici, colleghi, collaboratori — i quali hanno testimoniato sui social ricordi ed emozioni vissute. La redazione di IGR, con cui Gianluca ha collaborato su diversi articoli e per cui c’era una profonda stima reciproca, oltre che amicizia ed affetto, si stringe al dolore di tutti coloro che gli volevano bene. Pubblichiamo, di seguito, alcuni ricordi e pensieri pervenuti ad IGR.
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In memoria di Gianluca. Il ricordo di Simona Guarino
In silenzio piangono gli alberi.
Quelle lacrime dense d’oro che tu raccoglievi.
In silenzio piango anch’io, fra tanti che ti piangono, amica di una delle mille pagine della tua vita, ma fedele.
C’è troppa energia, in alcune persone, per credere alla loro scomparsa.
In te, per sempre giovane, intrepido, smagliante, non c’era nessuna prigione, nessuna catena, nessuna gabbia.
Se dovessi dire di cosa mi sembrava non ti fossi mai liberato, direi dell’incanto.
Quel che conoscevi meglio di chiunque era la tua eterna meraviglia.
Al nostro cuore, questa è la preziosa, splendente e rara gemma che lasci.
Simona Guarino
In memoria di Gianluca. Il ricordo di Lucia
Se non amassi il vento, quello che ti coglie improvviso, alle spalle, e ti domandi donde provenga, non avrei così tanto apprezzato, oggi rimpianto, Gianluca, il “messicano”.
Bello, intelligente, ardito quanto timido, ha attraversato una stagione della nostra vita, portando con sé polvere, luce, musica, colori di contrade lontane, sempre inseguendo una materia misteriosa che ho imparato a riconoscere e ammirare per il suo sguardo e la sua passione.
Nel nostro piccolo atelier, si chiamò subito l’uomo dell’ambra (del Chiapas, beninteso, la più bella), e lo aspettammo in tante occasioni perché ci mostrasse quello che aveva raccolto nei suoi viaggi.
Amava la vita, la bellezza primeva, arcaica, della gente di laggiù che deve averlo adorato e l’aspetterà per sempre.
In me, raggiunta dalla notizia fulminea della sua fuga dal mondo, resta una traccia indelebile, fulgida, del suo sorriso e del suo sottrarsi, del suo essere sempre un po’ altrove, e altrove, e altrove, verso quelli che ha tanto amato, nella mano sempre una fiaccola d’ambra.
Lucia

In memoria di Gianluca. Il ricordo di Giovanni Lombardi
Ho conosciuto Gianluca nel lontano 1996 come vicino di esposizione alla Fiera dei Minerali di Bologna nell’ala degli “iniziati” o “sfigati”, come diceva Gianluca. Da subito si è stretto un rapporto di simpatia ed amicizia che si è consolidato sempre di più nel tempo sino a diventare anche un rapporto commerciale e di sincera fratellanza e condivisione di tutte le problematiche lavorative. Le decine di mostre fatte insieme, gomito a gomito, ci hanno unito sempre di più. Lo spirito resiliente e geologico di Gianluca si acuiva durante le fiere del settore con presenza del pubblico più vicina allo 0, quali Ferrara o Baden. Ogni insuccesso un insegnamento ed uno spunto per evolvere.
Insieme alla mia collega Agnese Soave vogliamo ricordare Gianluca, per noi LUCA, per come era realmente: una persona estremamente sincera, precisa ed integerrima, con una forte energia e motivazione professionale — al limite del maniacale — nella sua passione per l’Ambra e per la scienza. Quando in aula, al corso dedicato ai materiali organici, parlo dell’ambra, probabilmente inconsapevolmente sto riportando i suoi insegnamenti ed i suoi racconti. Le sue pubblicazioni sono la base del supporto conoscitivo della materia.
Era sempre attento ai dettagli (non solo scientifici, ma anche storici e lessicali) e con un’energia e positività invidiabile. La sua forza morale e la sua riluttanza al compromesso gli hanno sempre fatto onore e reso fonte di ammirazione. Ovunque fosse nel mondo, era sempre attento a riportare un regalo o un gadget a noi amici. Ci ha indottrinato sulla sua più grande passione, l’ambra del Chiapas, e ci ha onorati avendoci confidato molti dei suoi segreti professionali fiduciosi del nostro silenzio e della nostra riservatezza, sino ad invitarci a formare una squadra il cui progetto si è interrotto ora proprio quando stava per decollare.
Era sempre pronto a raccogliere sfide — alle volte partite per scherzo — come la mia provocazione da livornese, sfidandolo quale pisano di nascita, nella ricerca della vera provenienza della hyalite verde messicana fluorescente. In due anni, attraverso il suo studio geologico e la ricerca sul campo, ha trovato gli affioramenti ed il giacimento, dimostrando il suo grande talento e serietà professionale ed avvalorando il suo soprannome “Gianluca il messicano”.
Gianluca, mi hai onorato menzionandomi nella tua ultima ora, insieme ai tuoi fratelli, quale persona da contattare e di fiducia, congiuntamente alle tue amiche Lucia e Simona.
Proverò a prendere il tuo testimone e portare avanti il tuo progetto e la tua passione dando continuità al tuo lavoro. Lo farò ricordando il tuo più grande insegnamento che tutti dovremmo tener presente nella frenesia del lavoro moderno… il ricordarmi sempre nel momento di stress e confusione la frase che Napoleone disse al suo scudiero: «fai piano che ho fretta».
Il tuo ricordo ed il tuo insegnamento vivrà nel nostro lavoro.
Giovanni Lombardi



















