Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 20 nel 2025. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
A partire dal 15 dicembre 2024, GIA offre l’identificazione opzionale dei filler (riempienti) nei suoi report sugli smeraldi, inizialmente senza costi aggiuntivi. In risposta alla richiesta del mercato, il servizio specifica il tipo di filler utilizzato, classificandolo come Tipo A (olio, cera o resina naturale), Tipo B (resina artificiale) o segnalando se il filler non può essere identificato. Questa innovazione completa l’analisi dell’identità degli smeraldi e del grado di riempimento, venendo incontro all’interesse del settore sulla questione dei filler e della loro composizione.

Come evidenziato nel numero 10 di IGR, dedicato al tema del riempimento degli smeraldi, l’identificazione dei filler si basa su metodi spettroscopici avanzati come FTIR (spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier) o spettroscopia Raman, sistemi che distinguono i materiali in base alle loro proprietà chimiche. Tuttavia, è soprattutto l’analisi quantitativa a influire significativamente sulla valutazione degli smeraldi. Questa si avvale, per stimare l’entità del riempimento, di un’ispezione visiva combinata con tecniche spettroscopiche. La maggior parte dei laboratori più rinomati classifica l’entità del riempimento in livelli:
- Minor (Minore): Riempimento minimo delle fratture, con trattamento poco evidente.
- Moderate (Moderato): Riempimento più visibile, ma non eccessivo.
- Significant (Significativo): Riempimento esteso delle fratture, migliorando notevolmente la chiarezza dello smeraldo.
Gem News, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 20, Inverno 2024/25.



















