Algoritmi per identificare rubini e zaffiri, test del DNA per il Corallo e molto altro: i temi trattati sul numero 7/2025 del Journal of Gemmology, Vol. 39

La nuova edizione del The Journal of Gemmology (Volume 39, Numero 7, 2025), rivista pubblicata da Gem-A in collaborazione con SSEF presenta articoli che esplorano lโ€™applicazione di tecnologie innovative e indagini geologiche approfondite. I quattro articoli principali spaziano dallโ€™uso del machine learning per determinare lโ€™origine geografica di rubini e zaffiri, alla datazione geocronologica di zirconi e zaffiri australiani per svelarne lโ€™origine geologica, fino alla caratterizzazione di un nuovo materiale gemmologico dallโ€™Afghanistan e allโ€™impiego del test del DNA per lโ€™identificazione delle specie di corallo prezioso.

Copertina del numero 7/2025 del Journal of Gemmology, Vol. 39
Copertina del numero 7/2025 del Journal of Gemmology, Vol. 39. (Foto: The Journal of Gemmology)

Lโ€™articolo โ€œMachine-learning Applications in Gemmology: Classifying the Geographic Origin of Ruby and Sapphire Using Chemical Dataโ€, di Montira Seneewong-Na-Ayutthaya, Tasnara Sripoonjan, Bhuwadol Wanthanachaisaeng, Thanong Leelawatanasuk, Thanapong Lhuaamporn e Waratchanok Suwanmanee, affronta la sfida della determinazione dellโ€™origine geografica di rubini e zaffiri, un processo tradizionalmente basato sullโ€™esperienza del gemmologo ma che puรฒ risultare soggettivo. Per migliorare lโ€™oggettivitร  e la precisione, i ricercatori hanno applicato algoritmi di machine learning (ML) a dati geochimici di elementi in traccia, ottenuti tramite due tecniche analitiche: EDXRF e LA-ICP-MS.

I risultati hanno dimostrato in modo conclusivo che i dati LA-ICP-MS, grazie alla loro maggiore sensibilitร  e capacitร  di rilevare unโ€™ampia gamma di elementi a concentrazioni molto basse, superano significativamente le prestazioni dellโ€™EDXRF. Tra i quattro modelli di ML testati (ANN, KNN, RF e SVM), gli algoritmi Random Forests (RF) e Artificial Neural Networks (ANN) hanno raggiunto la massima accuratezza, superando il 90% sia per i rubini che per gli zaffiri, quando addestrati con i dati LA-ICP-MS. Lo studio ha anche evidenziato che gli zaffiri di origine metamorfica rimangono i piรน difficili da classificare a causa della sovrapposizione delle loro firme chimiche.

Ahmadjan Abduriyim, Frederick โ€˜Linโ€™ Sutherland, Terry Coldham e Elena Belousova indagano lโ€™origine geologica degli zaffiri dei giacimenti alluvionali del New England, in Australia, attraverso la datazione U-Pb di zirconi in โ€œAge Dating of Gem-quality Zircon and Sapphire from the New England Gem Fields, New South Wales, Australia, and its Application to the Geological Origin of the Sapphiresโ€. Lโ€™analisi di megacristalli di zircone ha identificato due principali eventi di formazione: uno piรน antico, nel Triassico Superiore-Giurassico Inferiore (216โ€“174 milioni di anni fa), e uno piรน recente, nellโ€™Eocene (45โ€“37,7 milioni di anni fa). Il punto focale della ricerca รจ la datazione di inclusioni di zircone allโ€™interno di due zaffiri, una proveniente da Kings Plains e lโ€™altra da Mary Anne Gully. Queste analisi hanno fornito etร  medie concordanti di 37 ยฑ 1,7 Ma e 35,1 ยฑ 1,6 Ma.

Questi dati, uniti alle caratteristiche gemmologiche e alle impronte chimiche degli zaffiri (tipiche di unโ€™origine magmatica), forniscono un collegamento genetico diretto e inequivocabile tra la cristallizzazione del corindone in profonditร  (crosta profonda o mantello) e il suo successivo trasporto in superficie tramite magma basaltico alcalino durante lโ€™Eocene.

Nellโ€™articolo โ€œMassive Cryptocrystalline Vesuvianite-Grossular from Eastern Afghanistan: Gemmological and Geological Considerationsโ€, gli autori Lola Jougla, Fรฉodor Blumentritt e Franck Notari caratterizzano un materiale gemmologico proveniente da un deposito nellโ€™Afghanistan orientale, rivelando che si tratta di vesuvianite accresciuta con grossularia. Le proprietร  gemmologiche standard, come lโ€™indice di rifrazione (media 1,708) e il peso specifico (media 3,37), non sono sufficienti per distinguere i due minerali, poichรฉ i loro valori si sovrappongono. Lo studio dimostra perรฒ lโ€™efficacia della luminescenza UV a onda lunga (365 nm) come metodo di separazione rapido e affidabile: il materiale a predominanza di vesuvianite mostra una debole luminescenza bianco-blu, mentre quello a predominanza di grossularia esibisce una forte luminescenza rosa. Le analisi hanno inoltre identificato diversi minerali associati, tra cui carbonio amorfo, millerite (NiS), covellite (CuS) e amesite. Le analisi spettroscopiche (FTIR e Raman) hanno rivelato la presenza di bande legate a gruppi ossidrilici (OHโป) che indicano una formazione geologica a bassa temperatura.

Bertalan Lendvay, Laurent E. Cartier, Akitsugu Sato, Michael S. Krzemnicki e Nadja V. Morf in โ€œSpecies Identification of Coral Jewellery by Genetic Testing: Case Studies, Experiences and Prospectsโ€ presentano una revisione sullโ€™uso del test del DNA per lโ€™identificazione precisa delle specie di corallo prezioso, unโ€™esigenza fondamentale dato che alcune specie sono incluse nelle liste CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora). Il metodo sviluppato รจ minimamente distruttivo, richiedendo meno di 10 mg di polvere di corallo, solitamente prelevata da fori preesistenti. Vengono illustrati diversi casi studio che dimostrano i limiti dei metodi gemmologici tradizionali e la superioritร  del test genetico. Tra i risultati piรน significativi:

  • La correzione di identificazioni errate basate sullโ€™aspetto visivo: una collana ritenuta di Corallium rubrum si รจ rivelata essere di Corallium japonicum.
  • Lโ€™identificazione di un lotto misto di perline contenente sia specie CITES (Pleurocorallium elatius) che non CITES (Corallium rubrum).
  • La scoperta, in una collana di corallo โ€œpelle dโ€™angeloโ€ (angel skin), di una specie nuova per il commercio delle gemme, appartenente al complesso di specie Pleurocorallium norfolkicum e probabilmente proveniente dalla regione del Vietnam.
spot_img
spot_img
IGR Team
IGR Teamhttps://www.rivistaitalianadigemmologia.com
Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

NEWS

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Dal Magazine