Lo Swiss Gemmological Institute (SSEF) ha recentemente lanciato un chiaro avvertimento sul ritorno di pratiche fraudolente nel mercato degli smeraldi: il riempimento delle fratture effettuato dopo l’emissione del report di laboratorio, con la gemma successivamente immessa in commercio accompagnata da una certificazione non più rappresentativa del suo stato reale. L’allerta riporta alla luce un tema già affrontato da Jeffery Bergman nel numero 10 di IGR, in una sezione interamente dedicata alla corretta disclosure dei riempimenti negli smeraldi, e conferma come queste criticità possano ripresentarsi ciclicamente sul mercato.
In molti casi, pietre che presentano riempimenti storici a base di resine od oli vengono sottoposte a pulizia chimica per rimuovere il filler. In questa fase, lo smeraldo si presenta in condizioni “de-filled”, con fratture aperte e spesso ben visibili, e può quindi ricevere un report che segnala l’assenza o la minima presenza di modifiche della purezza. Successivamente, le stesse gemme vengono nuovamente riempite con olio o resina e proposte con il report precedente, nel quale tali trattamenti non risultavano evidenziati. Ne deriva una discrepanza sostanziale tra la documentazione e lo stato attuale della pietra.

Si tratta di un tranello in cui possono cadere anche operatori esperti, ma che espone soprattutto chi non possiede competenze gemmologiche sufficientemente avanzate per riconoscere i segnali d’allarme. Il report, infatti, descrive esclusivamente lo stato della gemma al momento dell’analisi e non costituisce in alcun modo una garanzia permanente. Un certificato non aggiornato può quindi indurre in errore acquirenti, rivenditori e valutatori, con conseguenze dirette su prezzo, fiducia e integrità commerciale.
I contenuti pubblicati su IGR n. 10, e in particolare l’articolo di Jeffery Bergman, offrivano già una panoramica ampia ed estremamente documentata sul trattamento degli smeraldi e sui problemi legati alla corretta identificazione e disclosure dei filler. In quella sede veniva già evidenziato un punto cruciale: anche uno smeraldo certificato da un grande istituto può essere successivamente sottoposto ad altri trattamenti di infiltrazione, con il risultato di rendere superata la documentazione originaria.
Per questo motivo è essenziale verificare sempre l’autenticità e la data del report prima di ogni transazione, richiedere una nuova analisi se la certificazione non è recente, insistere sul riesame di laboratorio quando la pietra appare insolitamente pulita rispetto alle fratture osservabili, ed evitare la circolazione di report non aggiornati dopo qualsiasi intervento di pulizia, riempimento o modifica della gemma.
I lettori di IGR hanno a disposizione, nel numero 10, un repertorio ampio e ben documentato che consente di orientarsi con maggiore sicurezza sul tema dell’oiling degli smeraldi e, più in generale, sulla corretta lettura dei trattamenti di riempimento. L’intero numero è disponibile al download gratuito richiedendolo sull’apposita pagina.



















