Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 20 nel 2025. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Oggetto di questo articolo è una Tragicommedia sulla presunta devastazione ambientale causata dalla corsa agli zaffiri in Madagascar. Quattro atti che dominano il cartellone della Stagione 2024/2025 del celebre Teatro Cri-Cri che è il centro culturale di Grillo-City, capitale di Grillolandia.
Sarà una tragedia mascherata da farsa o un dramma con lieto fine? La scelta del genere dipende dall’esito finale, ancora non scritto perché ancora incerto: che ne sarà dei protagonisti, dei Personaggi ed Interpreti, del Coro e delle Comparse?
Tradotto dal Grillese, lingua antica del gruppo delle “click languages” (“lingue schioccanti”, Khoisan, dell’Africa Meridionale), il copione della tragicommedia è proposto ai lettori di IGR come una metafora del modo in cui i valori morali vengono manipolati per attirare pubblico. Insomma, tra comicità e dramma, l’opera di cui ci occuperemo qui sotto ci ricorda che ciò che appare indiscutibilmente etico può celare fini meno nobili.
La trama ci svela il dualismo tra la realtà documentata da fatti (Davide) e il modo di fare inchieste da parte di alcuni media (Golia), col fine strumentale d’ingraziarsi l’audience. E per ciò si ricorre ad una spettacolarizzazione fuorviante e meramente sensazionalistica di temi importanti come la conservazione ambientale.
«Tutto ciò che è utile alla Rivoluzione è morale»
— Vladimir Il’ič Ul’janov — Lenin (1870–1924)

La trama in poche parole
Nel 2016, vicino a Bemainty, Madagascar, furono scoperti zaffiri di alta qualità. Furono attirati nell’area decine di migliaia di minatori artigianali. Nella prima metà del 2017 molti migrarono ad Ambodipaiso, dove i giacimenti erano meno pregiati. Vincent Pardieu(1), gemmologo molto stimato, documentò ampiamente gli aspetti sia mineralogici che sociali dei rinvenimenti, ma le sue testimonianze furono strumentalizzate e travisate da alcuni media internazionali, che accusarono i minatori di causare deforestazione e minacce alla sopravvivenza dei lemuri. Pardieu smentì tali accuse con dati satellitari, dimostrando che la deforestazione era causata da attività agricole precedenti. La sua posizione, supportata recentemente da una ricerca scientifica britannica, non è bastata però a spingere i media a rettificare la loro infondata campagna diffamatoria nei confronti dell’estrazione artigianale di zaffiri in Madagascar, perpetuando una narrativa sensazionalistica e incompleta.

Personaggi ed interpreti. Le parti
1) La parte di Davide ovvero quelli apparentemente più deboli ma che hanno ragioni da spendere:
- Vincent Pardieu, eminente gemmologo francese, il più importante specialista di “Gemmologia sul Campo” (Field Gemmologist) in attività a livello mondiale.
- Ma anche tutti coloro che ne condividono le istanze, come questa Rivista(2), così come chi si sente defraudato dal sensazionalismo mediatico travestito da (mendace) eticità e che sperano invece nell’affermazione di veri e autentici principi etici.
- Le gemme naturali del Regno Minerale, dai Diamanti alle Pietre di Colore. Vengono sempre più dipinte come nemiche del resto della Creazione(3): regno vegetale, regno animale e pianeta Terra inclusi. E ciò è in linea con il crescente Credo palingenico-ecologista di matrice “Thunbergista”. Questo Credo, portatore di nuove ideologie, rischia di trasformarsi, attraverso una fusione con l’etica e la morale, in una sorta di nuova fede. Da qui, è breve il passo verso l’emergere di ideologie rivoluzionarie o religioni in cui «tutto ciò che è utile alla rivoluzione (etico-ecologista) diventa morale», ricalcando in chiave “verde fondamentalista” il pensiero del citato Vladimiro.
- Quei poveri disperati di cercatori/minatori (malgasci, nel caso in essere) che, se s’assoggettano a tali disgraziate condizioni di vita e di lavoro, non lo fanno certo per divertimento. A spingerli è invero la necessità di sopravvivenza, altre alternative non avendo.
Considerazioni, queste, che non fanno certo presa tra un bocconcino di caviale ed una boccata di champagne, nei ricevimenti degli Eco-Ethically Conscious Radical Chic che “tirano a campare” in attici d’una qualche area urbana ZTL ove in soldoni si va al metro quadro per l’equivalente di innumeri anni di lavoro d’uno degli anzidetti poveri disgraziati.
2) La parte di Golia ovvero i media forti, apparentemente invincibili:
• Il National Geographic Magazine, rivista mensile edita dalla National Geographic Society (The Walt Disney Company), fondata a Washington il 22 settembre 1888, pubblicata in moltissimi Paesi del mondo e tradotta in 31 lingue diverse, contando il numero di ben 50 milioni di lettori al mese(4). Un mostruoso gigante (un Golia, appunto) dell’editoria che, nel numero in uscita il 6 marzo 2019, spara un articolo-inchiesta tutto fuochi d’artificio a firma del suo redattore Paul Tullis, in cui si muovono pesanti (e false) accuse nei confronti dei cercatori/minatori malgasci e dell’industria estrattiva delle gemme in genere. Vedi anche Atto II.
• Ma anche i grandi colossi, i Golia dell’informazione — dai media tradizionali come stampa, radio e TV, ai social media, alle piattaforme digitali e persino all’intelligenza artificiale — che influenzano e controllano sempre più le nostre vite, in modo talvolta esplicito, altre volte sottile, subliminale o persino ingannevole.
Debbo portarvi degli esempi? Associated Press, il Guardian e la BBC tanto per non far nomi. Ci torneremo più sotto. E per il resto, se non ci credete, provate pure ad usare su Facebook una parola od un’espressione che, ad insindacabile parere dell’onnipotente algoritmo, non sia considerata “conforme”. Vedrete come scatterà la tagliola della censura e dell’interdizione. Oppure a contravvenire ad una delle sempre più numerose restrizioni nel parlare e nello scrivere, facenti capo al “politically or sexually correct”, al conformismo “woke” o “cancel culture”. Provate, provate. Ne sanno qualcosa tutti coloro che lavorano nell’informazione. Forse andava meglio quando ci si doveva solo confrontare — temendola — con l’ira di quell’altro Onnipotente, quello Lhapa Pezulu (“Lassù in alto”, in lingua Zulu).
• David Brindley, Managing Editor & SVP del National Geographic Media. Si presenta come un moderno Ponzio Pilato(5) in versione buonista: niente crocefissioni, per ora, ma una strategia attendista di miele e mani lavate. Insomma, il classico “piegati giunco, che passa la piena”. Alle ripetute richieste di Vincent Pardieu di rettificare le palmari falsità del suo articolista, Brindley ha risposto “ciurlando nel manico”, cioè solo con il più classico dei rinvii.


• Paul Tullis, il Caifa(6) di turno, redattore del National Geographic. Il suo articolo travisa la realtà dei fatti, surrettiziamente demonizza l’estrazione degli zaffiri, si inchina ai Pontefici e Sacerdoti della Nuova Religione: l’Ecologismo Etico Fondamentalista. Una fede a cui si aggrappano coloro che hanno abbandonato le Vecchie Religioni, trovando in questa una sostituta.
Adepti e sacerdoti celebrano increduli la loro inaspettata fortuna: persino il Pontefice di Santa Romana Chiesa ha benedetto l’eticità del diamante sintetico. E così facendo ha dato una sorta di imprimatur al Nuovo Credo, reinterpretandolo in chiave Neo-Testamentaria con l’intento, forse, di inglobarlo.
Il buon Paul, di fronte alle contestazioni di Vincent Pardieu, che smentisce le sue tesi tendenziose e precostituite con dati inoppugnabili, reagisce come un Caifa moderno: ostinato, furente e persino minaccioso. Come direbbe il Vladimiro già citato: «Tutto ciò che è utile alla Rivoluzione (Etico-Ecologista) è altamente morale». Un vero campione di Eticità, il nostro Paul. Per approfondire, vedi Atto II.
• I Produttori di Diamante Sintetico che, saldamente aggrappati al Nuovo Credo come cozze a uno scoglio, non hanno perso l’occasione di autoproclamarsi Messia e Apostoli della Nuova Religione, pronti a redimere e salvare il mondo intero. E perché non anche la nostra galassia, già che ci siamo?
Intanto, spargono fango sui diamanti naturali e, per estensione, su tutte le altre Gemme Naturali. Ovviamente, il tutto condito con un impeccabile “Senso Etico”, ça va sans dire. Si rimanda a diversi articoli pubblicati in passate edizioni di questa Rivista per approfondire il tema(7).
• Il “Mostro Sacro” dell’informazione Associated Press(8) che affida a un suo “missionario”, un Carver di nome Edward, il compito di indagare sulla presunta “distruzione di migliaia di acri di foresta malgascia” da parte dei cercatori e minatori precedentemente menzionati. Il risultato? Un servizio sensazionalistico, studiato per far accapponare la pelle — e non solo — ai seguaci del Credo Etico-Ecologista, così come a chiunque abbia a cuore il RISPETTO di «Sora Nostra Madre Terra ke ci sustenta e ci gubierna» (San Francesco d’Assisi(9)).
Questo rispetto però non significa ecologismo ideologico, ma ecologia razionale, basata sul buon senso e sull’analisi corretta dei dati: due concetti ben distinti. Peccato che Edward Carver, col cavolo si sia recato di persona a ispezionare “le migliaia di acri di foresta distrutta”, ma abbia preferito esplorare quelle terre solo nei suoi sogni. Per ulteriori dettagli, vedi anche Atto II.
• Persino il Guardian la CNN e la Mitica BBC (tu quoque?/anche tu, della risma?), impersonata dal suo inviato speciale Angus Crawford. Lui pure, morso dalla tarantola dei reportages sensazionalistici, scopiazza e travisa un video del Vincent Pardieu, sparando cannonate sui cercatori/minatori per una supposta strage dei lemuri del Madagascar. Il tutto alzando le chiappe dalla comoda sua poltroncina incastonata negli ovattati uffici della Broadcasting House di Londra, UK, solo per una fugace scappatina in situ giusto per corredare d’ulteriori immagini ad hoc il plagiato video del VP (Vincent Pardieu). Vedi anche Atto II.

Altri personaggi ed interpreti:
- Comparse: la D.ssa Katie Devenish, Ph.D. ricercatrice dell’Università di Bangor (UK) che, come novella Cirenea, è intervenuta a supporto di Davide (Vincent Pardieu), issandosene la croce sulle spalle(10). Vedi anche Atto III.
- Il Coro: Pontefici, Gran Sacerdoti, Sacerdoti, Adepti, Neofiti, Messia, Apostoli, Teologi, Ideologi del Credo Etico-Ecologista, nonché il popolo bue (grillo-bue in Grillolandia), cioè noi tutti (umani e grillidi), a cui si propina di tutto e di più, in base al celebre detto «Il popolo dev’essere guidato e non istruito» (François Marie Arouet — Voltaire, 1694–1778). Non male, per un Padre Nobile dell’Illuminismo, a fagiolo per i Messia, gli Apostoli, i Pontefici, i Sacerdoti etc. etc. di cui sopra. Vedi anche Atto II.
Atto I
Il sipario s’alza su due ampie vallate:
- Una, chiamata “Tananarivo”, situata ad est d’un villaggio denominato Bemainty, a sua volta locato a nord di Antananarivo, capitale del Madagascar. Qui, nel settembre del 2016, vennero scoperti dei meravigliosi zaffiri d’elevata qualità. Quivi, in poco tempo, si riversarono 40.000 cercatori/minatori(11). Ma in poco tempo, e cioè nel maggio del 2017, gli zaffirotti cominciarono a scarseggiare e molti dei minatori migrarono ad “Ambodipaiso”.
- L’altra, “Ambodipaiso” (oppure “Ambodipecho”), ad ovest di Bemainty, in attività già dal 2012, ha fornito zaffiri di più bassa qualità, tendenti al verdastro o al grigiastro.
Entra ora in scena il “nostro” Vincent Pardieu:
- È il febbraio del 2017, e Vincent fa la sua comparsa “de visu” ad “Amodipaiso”(12a)(13). Fa parte della sua missione precipitarsi su qualsiasi buco in giro per il mondo donde siano scaturite ex novo delle gemme colorate, raccogliendone campioni rappresentativi: per accertarne l’autentica provenienza e le caratteristiche chimico-fisico-mineralogiche (oltreché le caratteristiche inclusioni e reazioni spettrometriche) utili alla loro identificazione, anche geologico-genetica.
- Armato di aggeggi elettronici, Vincent rileva con Google Earth le coordinate geografiche della sua posizione, e registra le immagini satellitari, oltreché fotografico-documentali(13), del luogo, da cui si evince quanto riportato all’Atto IV(14).
- È doveroso accreditare il Pardieu d’un tratto professionale distintivo ed oramai raro: quello d’eseguire l’indagine sul campo, gambe in spalla, sfidando disagi, pericoli, malattie infettive e tutte le porcherie che uno si può immaginare, viaggiando all’arrembaggio a quel modo. Al contrario d’altri.
- Vincent Pardieu si premura di diffondere, sui media di settore, le risultanze delle proprie ricerche, anche ricorrendo a presentazioni multimediali e filmati da lui eseguiti(12a)(12b).

Atto II
«Calunniate, calunniate, qualcosa resterà»
— François-Marie Arouet — Voltaire (1694–1778), Scrittore e Filosofo Francese
«Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità»
— Joseph Goebbels (1897–1945), Ministro della Propaganda del III Reich
Irrompono sul palco, con gran clamore, attratti come pescecani dal sangue (in ordine cronologico d’apparizione):
- Edward Carver del Mostro Sacro Associated Press che, imputando a detta turba la distruzione di migliaia di acri (1 acro = 4046,87 m2) di foresta da lui visitata (ma in sogno, neanche fosse un Profeta dell’Antico Testamento), ha trafitto il cuore di milioni di credenti e non credenti dell’Ideologia/Religione Etico-Ecologista. E sì che affidando, il 4 aprile 2017, il proprio articolo a quella «preminente voce liberale al mondo» che è (il sempre autorevole, ci mancherebbe) quotidiano The Guardian, è come se avesse apposto il sigillo della verità assoluta alle sottese sue tesi(15)(16). Che disdetta che il Pardieu lo abbia sbugiardato, rendendo note le risultanze della sua, di indagine! Vedi Atto IV.

- Ecco arrivare i lemuri. L’8 aprile 2017, pochi giorni dopo, il redattore della CNN decise di illustrare un articolo ben equilibrato del giornalista Kieron Monks con una foto di un lemure e modificò il titolo originale di Kieron Monks in «New sapphire rush in Madagascar may threaten rare species»(17) (“Una nuova corsa agli zaffiri in Madagascar potrebbe minacciare specie rare”).
- Angus Crawford della Mitica BBC il quale, nelle modalità operative di cui al soprastante “Prologo-Personaggi ed Interpreti-Golia”, il 24 luglio del 2017 va in onda col suo (scopiazzato e menzognero) filmato-denuncia sull’orrendo sterminio dei lemuri del Madagascar, cannibalizzati da quella turba di invasati cercatori(18). Come si fa a rimanere indifferenti a fronte di cotal scempio? Il Madagascar alberga ben 113 specie di lemuri e, con le Isole Comore, è il solo posto al mondo ove questa specie sia presente. Idem per 300 specie di rettili, 300 di anfibi e 62 di camaleonti. E per fortuna che i cercatori/minatori non se magnano anche quelli, dico io…
- Paul Tullis del Mostruoso Gigante National Geographic, che, novello Don Chisciotte della Mancia, il 6 marzo 2019 come un forsennato s’avventa lancia in resta contro le attività estrattive delle gemme di colore, viste come uno dei Cavalieri dell’Apocalisse (Ecologica). Dando fiato alle trombe del Giudizio Universale con un «How the sapphire trade is driving lemurs toward extinction. A rush for Madagascar’s gemstones is destroying remaining habitat for imperiled lemurs and other wildlife»(19) (“Come il commercio di zaffiri sta portando i lemuri verso l’estinzione. La corsa alle pietre preziose del Madagascar sta distruggendo l’habitat rimanente dei lemuri e di altri animali selvatici, che sono in pericolo”), il Tullis si produce in un’articolata analisi eco/socio/economica del Madagascar — legata alle devastazioni ambientali indotte dall’estrazione mineraria — che va ben al di là della sola sopravvivenza dei lemuri malgasci, agitando lo spettro anche di quella umana dell’isola.

E se la devastazione della foresta pluviale ad opera dei minatori non ci fosse stata, e le povere bestiole fossero ancora lì a saltare di ramo in ramo? O come ci si permette di contraddire? Come osa quel bifolco di Vincent Pardieu? Osa, osa. Vedi Atto IV.
Dal Coro s’alzano alti lai, singulti d’orrore e raccapriccio, grida strazianti neanche fossero delle prefiche d’una tragedia greca. Che so: Eschilo, Soflocle? Pure dai palchi, dalla platea, dal loggione, il Popolo Bue muggisce minacciosamente, paventando la fin du monde! (Calma e gesso, ché stando a quanto ci dicono gli astrofisici, questa è al di là da venire fra i 4 ed i 4,5 miliardi d’anni, dipendendo da cosa deciderà di fare il nostro beneamato Sole).
Sì, osa davvero e la sua audacia ha dato i suoi frutti. È riuscito a convincere il National Geographic a rivedere il titolo originale dell’articolo di marzo 2019, che inizialmente riportava «How the sapphire trade is driving lemurs toward extinction. A rush for Madagascar’s gemstones is destroying remaining habitat for imperiled lemurs and other wildlife»(19), in qualcosa di più morbido nel giugno 2019, «How illegal mining is threatening imperiled lemurs. A rush for Madagascar’s gemstones is exacerbating destruction of critical wildlife habitat»(20). (”Come l’estrazione mineraria illegale sta minacciando i lemuri in pericolo. La corsa alle gemme del Madagascar sta aggravando la distruzione dell’habitat fondamentale della fauna selvatica”).
Atto III
«L’istruzione è un’arma, il cui effetto dipende da chi la tiene in mano ed a chi essa è rivolta»
— Iosif Vissarionovič Džugašvili — Stalin (1878–1953)
Da dietro al sipario, appaiono ora sul palcoscenico le Comparse: la D.ssa Katie Devenish ed il suo team di ricercatori della Bangor University, UK.
Costoro, assai ben versati e rodati in tema di ricerche sul campo su argomenti relati a problematiche di deforestazione in giro per il mondo, pubblicano — sul finire del 2024 — un ben documentato ed articolato studio intitolato: «No evidence of increased forest loss from a mining rush in Madagascar’s eastern rainforest»(21)(«Nessuna evidenza d’un incremento nelle perdite del patrimonio forestale derivante dalla corsa all’estrazione [degli zaffiri] nelle foreste pluviali del Madagascar orientale»). Capito? Nessuna evidenza. E così puranche per i lemuri: niun sterminio o minacciato tale.

Atto IV
Il buon Vincent, ora tornato sotto i riflettori, passa al contrattacco. Esibisce la propria documentazione fotografica, i propri filmati, le proprie rilevazioni satellitari del 2017 con Google Earth che, confrontate con quelle Google Earth del 2005 per la stessa area, in addizione alle risultanze della D.ssa Katie Devenish, han condotto alle incontrovertibili seguenti conclusioni:
1) Che i lavori di estrazione han interessato solamente le aree prospicienti un torrentello (aree di deposito secondario, quindi), ed è qui che si rileva la mancanza di alberi, ivi comprendendo anche i villaggi temporanei dei minatori. Tutt’attorno, la foresta è integra, lemuri compresi, sani e salvi e ben visibili ed udibili da parte di chi si sia recato sul posto (lui stesso, Vincent Pardieu, in primis).
2) Che, confrontando — sempre tramite Google Earth (che non imbroglia le carte) — le immagini satellitari dello stesso luogo ma risalenti al 29 giugno 2005 (ben 7 anni prima della scoperta degli zaffiri, dunque), l’area “scoperta” risulta identica a quella del 2017. Senza però tracce di scavi o di baracche di sorta.
3) Che, di conseguenza:
- Non son stati i minatori a deforestare, ma qualcun altro, e prima del 2005. E chi altri se non coloro che praticano l’agricoltura col metodo “taglia e brucia” (la foresta), i mercanti di legname ed i “carbonari” (produttori di carbone vegetale)?
- In ogni caso, non s’è trattato di «migliaia di acri» di foresta abbattuta, come sostenuto dall’Associated Press, ma una porzione di territorio ben delimitata e ristretta (alle aree limitrofe al torrentello).
- Non v’è stata strage alcuna di lemuri, né morìa di sorta.
4) Che, ergo, quanto sostenuto dal Paul Tullis nel suo articolo del 6 marzo 2019 sul National Geographic, è tutta una gran bufala, alla faccia dell’Ecologismo Etico. Idem con patate per i sopraccitati Edward Carver ed Angus Crawford.
Il tutto supportato da una ben articolata Relazione datata 22 marzo 2019 dal titolo «Is the sapphire trade really driving lemurs towards extinction as journalist Paul Tullis claims on National Geographic? A response by Vincent Pardieu»(14) (“L’attività estrattivo-commerciale dello zaffiro sta davvero conducendo all’estinzione dei lemuri come sostenuto dal giornalista Paul Tullis nel National Geographic? La replica di Vincent Pardieu”).

Finale
Il buon Vincent Pardieu, che fra l’altro s’è visto plagiare filmati e reportages, oltreché mettere in bocca asserzioni a lui non proprie, s’attenderebbe — minimo minimo — che gli venisse pubblicata la replica, ad onor del vero e per una questione d’onestà. Ma immagino che qui valga la regola dell’«io sò io e voi non siete un…», non è vero, cari Golia?
E così, in attesa che la matassa si sbrogli, un paio di domandine:
- Non è, putacaso, che ciò che accoppa i lemuri in Madagascar sia la deforestazione (provocata da ben altri che i cercatori di gemme) e che la distruzione delle foreste, colà, sia dovuta alla massiccia e diffusa povertà presente in quel Paese, e che le soluzioni dei problemi siano da ricercarsi da qualche altra parte che non nell’ Eco–Etica? Altro che i minatori…
- Non è, cari Golia, che nel vocabolario di casa vostra manchino i termini RISPETTO e RETTITUDINE e lor sinonimi? Altro che Eco-Etica…
Mesti saluti dal vostro sempre più costernato,
Grillo Sparlante
Note
(1) Vincent Pardieu ha lavorato per l’AIGS e per Gübelin, raggiungendo la fama internazionale grazie al lavoro fatto presso il GIA, per il quale ha lanciato il Dipartimento del Field Gemology nella sede di Bangkok. Ha collaborato anche con DANAT (il laboratorio gemmologico con sede nel Bahrain), con Greenland Ruby e con DAI (per un progetto di laboratorio in Afghanistan). Oggi fornisce servizi attraverso la sua società “VP Consulting WLL” per laboratori come il LFG — Laboratoire Français de Gemmologie e altri clienti.
(2) Vedi, a tal proposito, l’editoriale di Paolo Minieri «Per le passerelle ecologiche sensazionalistiche le gemme sono un bersaglio facile» a pagina 3 del numero 7/2019 di IGR — Rivista Italiana di Gemmologia e l’articolo «La versione del field gemologist Vincent Pardieu» di Simon Dussart nelle pagine 56–62 dello stesso numero.
(3) Vedi, a riguardo:
- a) L’articolo «Controgemmologia – Gli strani casi del ‘Diamante Benedetto’ dal Papa e di quello ‘Non Ordinario’», pubblicato sul nr. 14/2022 di IGR — Rivista Italiana di Gemmologia.
- b) L’articolo «Controgemmologia – Imbrogli, Imposture, Inganni, Mistificazioni, Raggiri, Truffe», pubblicato sul nr. 16/2023 di IGR — Rivista Italiana di Gemmologia.
- c) L’articolo «Controgemmologia – ‘Nothing Last Forever/Nulla è per sempre’ è un docufilm sui diamanti costruito sulla Dezinformatsiya a stelle e strisce in salsa berlinese», pubblicato sul nr. 17/2023 di IGR — Rivista Italiana di Gemmologia.
(4) Wikipedia, alla voce “National Geographic” (https://it.wikipedia.org/wiki/The_National_Geographic_Magazine).
(5) Ponzio Pilato: governatore della Giudea durante il regno dell’imperatore romano Tiberio, al cui cospetto venne tratto Gesù Cristo per la convalida della condanna a morte inflitta dal Sinedrio.
(6) Caifa: sommo sacerdote ebreo e capo del Sinedrio, che fece arrestare Gesù Cristo e ne chiese la crocefissione.
(7) Vedi soprastante Nota (3), Punto a.
(8) Associated Press, agenzia di stampa internazionale con sede negli Stati Uniti, fondata a New York nel 1846 e data come un’organizzazione dedicata alla segnalazione fattuale delle notizie, fra le più autorevoli a livello mondiale.
(9) “Il Cantico delle Creature” – San Francesco d’Assisi.
(10) Simone di Cirene che aiutò Gesù Cristo a trasportare la croce durante la salita al Golgota per la crocefissione.
(11) Il 3 Novembre 2016 Rosey Perkins ha visitato l’area per la prima volta con il supporto di Vincent Pardieu. Ha successivamente pubblicato i seguenti articoli:
- «Sapphire Rush in the Jungle. East of Ambatondrazaka, Madagascar. An expedition report by Rosey Perkins. October 21st – 26th 2016».
- «Thoughts on a Visit to the Sapphire Rush in Madagascar’s Rainforest. October 2016», Rosey Perkins.
Il 22 Novembre 2016 Julia P. G. Jones (senza aver visitato l’area) ha pubblicato il seguente articolo dopo averne discusso con Rosey:
- «A ‘sapphire rush’ has sent at least 45,000 miners into Madagascar’s protected rainforests», Julia P. G. Jones.
(12a) «Sapphires from the gem rush Bemainty area, Ambatondrazaka (Madagascar)», Vincent Pardieu, Wim Vertriest, Vararut Weeramonkhonlert, Victoria Raynaud, Ungkhana Atikarnsakul e Rosey Perkins, GIA Laboratory, Bangkok, 1 Febbraio 2017.
(12b) «Bemainty Sapphire Deposit in Madagascar Faces Multiple Challenges», Vincent Pardieu, pubblicato su InColor no. 35, Spring 2017.
(13) «“Vato Masina I”: Sapphires rush near Bemainty, Madagascar (first part)», video pubblicato sul canale YouTube “Field Gemology by Vincent Pardieu”.
(14) “Answer to P. Tullis – Vincent Pardieu”. «A response by Vincent Pardieu – Is the sapphire trade really driving lemurs towards extinction as journalist Paul Tullis claims on National Geographic?», 21–25 Marzo 2019.
(15) «Madagascar forest overwhelmed by thousands seeking sapphires», Edward Carver, 2 Aprile 2017.
(16) «’Sapphire rush’ threatens rainforests of Madagascar», Associated Press in Antananarivo, 2 Aprile 2017.
(17) «New sapphire rush in Madagascar may threaten rare species», Kieron Monks, 6 Aprile 2017.
(18) «Madagascar’s illegal sapphire mines», video pubblicato sul canale YouTube “BBC News Africa”.
(19) «How the sapphire trade is driving lemurs toward extinction. A rush for Madagascar’s gemstones is destroying remaining habitat for imperiled lemurs and other wildlife», Paul Tullis, 6 Marzo 2019.
(20) «How illegal mining is threatening imperiled lemurs. A rush for Madagascar’s gemstones is exacerbating destruction of critical wildlife habitat», Paul Tullis, 6 Marzo, 2019.
(21) La ricerca è disponibile qui: https://research.bangor.ac.uk/portal/files/70895351/2024_Devenish_K_PhD.pdf
Gemmologia controcorrente dal “Grillo Sparlante” Luigi Costantini, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 20, Inverno 2024/25



















