Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 15 nel 2022. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Il mercato delle gemme ricorda ancora molto bene la febbrile corsa agli spinelli blu cobalto del distretto di Luc Yên, in Vietnam. Come spesso accade in gemmologia, il mercato chiede più di quanto i capricci della natura possano offrire. Secondo quanto riferito, un giacimento situato a circa 20 chilometri a sud-est di Mahenge, in Tanzania, che da oltre 20 anni è noto per i suoi spinelli di colore rosso-rosa di qualità eccezionale, produce da un po’ di tempo anche una certa quantità di spinello blu. Questi spinelli sono stati posti in vendita alla fiera di Las Vegas e hanno suscitato un grande interesse.

Questa nuova disponibilità ha richiamato l’attenzione d’un commerciante di gemme con sede in quel distretto della Tanzania, Wez Barber di Mahenge Gems, società fondata all’inizio del 2020. Barber ha notato che nell’ultimo anno i minatori avevano cominciato a sottoporre campioni grezzi di spinelli da un carato di un colore blu senza precedenti. Nell’eventualità e nella speranza che la colorazione fosse dovuta al cobalto, queste gemme sono state inviate per opportuna identificazione all’ICA Gemlab, al GRS e all’SSEF.
I risultati dell’SSEF hanno rivelato che le gemme contengono cobalto come elemento cromoforo principale, in combinazione con il ferro. Ciò le rende simili agli altri apprezzati spinelli con cobalto, provenienti dalle tradizionali aree di reperimento dello Sri Lanka, del Pakistan e del Vietnam.
Il laboratorio svizzero ha pubblicato una breve nota in cui vengono forniti ulteriori commenti e dettagli. Secondo SSEF, questi spinelli blu cobalto provenienti dalla fonte in Tanzania presentano inclusioni tipiche di quelli del distretto di Morogoro: lamelle geometriche orientate con colori di interferenza, insieme a linee di particelle fini, all’apatite incolore ed a concentrazioni di piccole inclusioni di zircone. Il direttore di Mahenge Gems, Wez Barber, ha commentato: «Ne abbiamo comprati il più possibile, e stiamo andando avanti, perché si tratta d’un materiale veramente bello… Oggi nel nostro ufficio ne arriva solo una piccola parte rispetto al gennaio di quest’anno, ma anche allora, a gennaio, non è che ce ne fosse tantissimo di questo materiale».

Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 15, Autunno 2022



















