Si prevede che le vendite di diamanti sintetici raggiungeranno i 15,9 miliardi di dollari nel 2027, dopo aver già toccato quota 11,3 miliardi di dollari nel 2022. Tuttavia a preoccupare maggiormente l’industria del diamante è la quota di mercato dei diamanti sintetici, che nel 2021 era stimata al 3,1%. La motivazione è il timore per la potenziale erosione del fascino dei diamanti naturali.
Dopo un primo periodo in cui si riteneva che i diamanti sintetici e naturali potessero coesistere, negli Stati Uniti sono recentemente emersi dibattiti conflittuali sul tema, con prese di posizione chiare. Spicca il commento di Martin Rapaport: «Prevediamo un calo del 30% nella domanda di diamanti naturali a breve-medio termine a causa dell’impatto negativo dei sintetici. Ci vorranno anni prima che la domanda di diamanti naturali si riprenda. […] Il valore dei diamanti naturali si basa sulla loro reputazione. Chi distrugge il sogno del diamante non ne merita i benefici».
L’ultimo comunicato stampa rilasciato mercoledì 10 aprile dall’AGTA, l’Associazione dei commercianti di pietre preziose degli Stati Uniti, fondata nel 1981 e organizzatrice dell’importante fiera annuale di Tucson, che ogni febbraio attira più di 8.000 acquirenti e 300 espositori, nonché di altri eventi a Las Vegas tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, evidenzia che è stato raggiunto un punto cruciale.
A partire dalla GemFair Tucson 2025, organizzata dall’AGTA, sarà vietato agli operatori di esporre gemme sintetiche sfuse o gioielli contenenti gemme non naturali. Nel prendere questa decisione, l’AGTA ha riconosciuto la descrizione del GIA delle gemme sintetiche come “materiale creato dall’uomo con essenzialmente la stessa composizione chimica, struttura cristallina e proprietà ottiche e fisiche del materiale della gemma naturale”.
Secondo l’AGTA una gemma sintetica non è un minerale, basandosi sulla definizione del British Geological Survey, che la descrive come “una sostanza presente in natura con proprietà chimiche e fisiche, composizione e struttura atomica distintive”, e su quella dell’U.S. Geological Survey. Il comunicato stampa non nasconde un tono risoluto e una forte determinazione: “Considerando l’impatto dirompente che i diamanti sintetici hanno avuto sul mercato, il consiglio direttivo dell’AGTA ha deciso di prendere posizione sulle gemme artificiali in occasione delle sue fiere per evitare confusione potenziale… Inoltre, le gemme sintetiche non possiedono il valore intrinseco delle gemme naturali e c’è una grande dicotomia di colori che si verifica nelle gemme colorate naturali, estratte, che non può essere duplicata nelle gemme sintetiche”.
La posizione dell’AGTA segna una virata nell’atteggiamento del settore e delle organizzazioni statunitensi? Probabilmente sì. E presumibilmente ci saranno ulteriori sviluppi, ma un fatto è incontrovertibile: i prezzi delle gemme sintetiche stanno diminuendo a un ritmo che molti non avevano previsto. È questo il vero fattore che cambia lo scenario e determina posizioni sempre più nette.
Con il continuo calo dei prezzi di produzione dei diamanti sintetici, non è più possibile immaginare una coesistenza pacifica tra questi e i diamanti naturali. Le scosse di assestamento del terremoto continueranno a farsi sentire.





















Per chi come me ha vissuto l’epoca dei quarzi sintetici , vede il mercato senza ipocrisia e si augura che non succeda lo stesso per i diamanti e nella scia trascina anche i corindoni i berilli e altre gemme . , scongiurare è palese perché diventerà un mercato senza stimoli ne interessi livellando tutto al prezzo che deciderà la richiesta di mercato. Domanda e offerta sarà sempre decrescente.