Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 3 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Le gemme più famose sono quattro: diamante, rubino, zaffiro e smeraldo! In Italia abbiamo tantissime cose meravigliose e tra queste, anche la presenza di due località da cui si estraggono smeraldi.
Nelle Alpi Occidentali, in Piemonte, esiste lo smeraldo. Questo si rinviene nelle albititi dell’Alpe Rosso sopra Orcesco ed in quelle sotto la vetta del Pizzo Marcio, in Val Vigezzo (Novara). Questi giacimenti vennero scoperti all’inizio degli anni ‘70 e resi famosi dal rinvenimento di due nuove specie mineralogiche la vigezzite e la roggianite.
Le pietre si trovano immerse in una pegmatite ad albite parzialmente scistosa. All’inizio si nutrivano dubbi sul fatto che si trattasse di berillo varietà smeraldo o semplicemente di berillo verde (a causa di bassissimi tenori di Cr analizzati in alcuni campioni). Al giorno d’oggi tuttavia è stato dimostrato che tra i berilli della Val Vigezzo esistono degli autentici smeraldi (Figure 25 e 26).


Va pur detto che questi cristalli, pur rappresentando una ricchezza mineralogica e gemmologica del Piemonte, sono mediamente di colore mediocre, specie rispetto agli smeraldi commerciali, ma alcune gemme discrete attorno al carato sono state tagliate.
Purtroppo, oltre al colore non eccezionale, lo smeraldo piemontese raramente è limpido e non raggiunge mai una qualità paragonabile alle gemme provenienti dalle località classiche (Colombia, Brasile, Zambia). A volte si ottengono discreti cabochon.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 3, Gennaio 2018.



















