Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 16 nel 2023. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
È della fine del 2022 la pubblicazione del lungo saggio “Biominerals” da parte di Marco Campos-Venuti, un vero manuale su un argomento poco noto, ma di grande attualità nel mondo accademico (526 pagine e oltre 1000 figure). Con questo terzo libro Campos-Venuti completa la sua trilogia sulle agate, e ci piace questo gran finale dedicato alla biomineralizzazione indotta da faune microbiche, non solo nelle agate, ma anche in un gran numero di minerali.

Sebbene questa saga sia rivolta in particolar modo allo studio delle agate, in realtà l’attenzione dell’autore investiga ai limiti della mineralogia classica. Prima con l’analisi della cristallizzazione di polimeri in soluzioni colloidali e poi con la partecipazione alla cristallizzazione di faune microbiche presenti in soluzioni idrotermali di bassa temperatura. Quindi un interessante sforzo multidisciplinare, del tutto innovativo, tra la mineralogia, la microbiologia e la paleontologia. Peraltro l’autore ci tiene abituati a nuove teorie: infatti ha sempre rivolto l’attenzione a materiali poveri e poco studiati, come i materiali lapidari e le pietre dure, oltre a diaspri e agate, anche alabastri, malachite, rodocrosite, ossidi di ferro e manganese. Questi materiali non sono abbastanza cristallini per i mineralogisti e nemmeno abbastanza gemmosi per i gemmologi e quindi tradizionalmente snobbati dai ricercatori.
Secondo la profonda analisi comparata delle strutture presenti in numerosi campioni, l’autore trova inequivocabili analogie tra centinaia di strutture minerali, tradizionalmente considerate semplici curiosità mineralogiche, e colonie batteriche viventi, sia in laboratorio che in natura, sviluppate all’interno di biofilm. Prime tra tutte le inclusioni in agate; quindi le agate muschiate e plumes si rivelano essere a tutti gli effetti delle microbialiti, cioè costruzioni coloniali prodotte dalla biomineralizzazione di colonie microbiche. Si tratta quindi più di fossili che di minerali. Poi però l’autore è andato oltre e ha trovato tracce di un’origine biologica nelle dendriti di manganese presenti sia nei quarzi che in molte rocce, nelle concrezioni, in molti minerali bandati come l’opale, il Bumble Bee, la malachite, la rodocrosite o la schalenblenda e perfino in alcuni metalli nativi come oro e rame.

Faune batteriche abbondano nei suoli e quindi risulta intuitivo che ogni qualvolta una soluzione mineralizzante abbia origine in superficie a temperature sotto i 100 °C, questa sia contaminata da faune microbiche e queste debbano in misura variabile interagire con i processi di cristallizzazione. L’esistenza di una biosfera profonda è nota da tempo, ma per la prima volta abbiamo qui uno studio sulle tracce che questa lascia su minerali e rocce e un mezzo indispensabile per individuare in futuro la loro presenza.
L’individuazione delle tracce lasciate nelle rocce da queste faune estremofile ha numerose implicazioni di varia natura. Prima di tutto il calcedonio allo stato di gel si rivela un habitat perfetto per la proliferazione di colonie batteriche. Tanto che viene il sospetto che l’origine della vita sulla Terra sia avvenuta proprio all’interno di un’agata. E agate con colonie ben strutturate sono state trovate a pochi passi dalla Dresser Formation, datata 3.48 By e considerata la culla delle prime molecole viventi. Da un altro punto di vista la capacità di riconoscere le strutture biogeniche in concrezioni del tipo delle Moqui Stones, ci permette di fare interpretazione nel campo dell’astrobiologia e individuare strutture di chiara origine biominerale nelle foto della superficie marziana. Infine lo studio delle strutture presenti in ambiente carsico indicano che le grotte sono un luogo perfetto per la proliferazione di faune batteriche dai metabolismi più disparati che ci hanno lasciato una gran varietà di bellissimi speleotemi dalle forme eccentriche o dall’aspetto di infiorescenze.

È difficile riassumere tutti gli spunti che questo libro offre al lettore, ma sicuramente la vostra visione della geologia avrà cambiato dopo questa lettura. Come dice il noto geologo italiano Paolo Forti nell’introduzione: «Personalmente ritengo che questa monografia diventerà presto la base fondamentale da cui partire per qualsiasi discussione genetica riguardante la forma e la composizione chimica di qualsiasi deposito secondario potenzialmente governato da microrganismi (sia esso una roccia o un minerale)».
“Biominerals – Microbial Life in Agates and other Minerals”
Marco Campos-Venuti
Pubblicato in Italia da Edizioni DanzaSì nel 2022.
528 pagine, formato A4, +1000 immagini, 78 diagrammi e 55 photocards
ISBN: 9788894582789
Disponibile in lingua inglese su www.agatesandjaspers.com al costo di 85 € più spese di spedizione.
Articolo di Michele Macrì, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 16, Estate 2023.



















