I gioielli più antichi del mondo: come la Civiltà ateriana dell’età della pietra esprimeva la propria identità

Gli archeologi al lavoro nella Cava Bizmoune, nel sud-ovest del Marocco, hanno scoperto 33 elementi per collana fatti di conchiglia, datati tra i 142.000 e i 150.000 anni fa e rinvenuti tra il 2014 ed il 2018.

In passato nella stessa regione erano stati trovati molti elementi simili, ma nessuno era stato datato oltre 130.000 anni.

Science Advances, che ha pubblicato la ricerca nel 2021, ha affermato che il team ha recuperato quelli che sono ritenuti i gioielli più antichi del mondo. Il team sta lavorando per confermare la datazione attraverso analisi scientifiche.

Alcuni degli elementi rinvenuti. (Foto: A. Bouzouggar, INSAP, Morocco, da Science Advances Vol. 7, Issue 39, License CC BY-NC 4.0)

Lo studio, guidato da El Mehdi Sehasseh, studente laureato presso l’Istituto Nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio di Rabat, ha comportato la datazione all’uranio e l’osservazione del punto in cui gli elementi si sono depositati negli strati sedimentari, contribuendo così ad accertare in quale periodo sono stati realizzati i gioielli.

Inoltre il materiale originale della conchiglia non ha permesso di comprendere subito se gli elementi trovati fossero a tutti gli effetti dei gioielli.

Successivamente i ricercatori hanno potuto finalmente concludere che i gioielli sono stati effettivamente realizzati dall’uomo. Intorno ai fori, infatti, sono state trovate “striature” ripetitive, quasi microscopiche, che suggeriscono che gli elementi sono stati modellati da un essere umano attraverso l’uso di un utensile per essere successivamente appesi a un filo.

Alcuni di questi elementi mostrano anche tracce di ocra, un pigmento comunemente usato dagli uomini primitivi per il proprio abbellimento.

Lo stile di questi elementi è associato alla cultura ateriana dell’età della pietra in Nord Africa. Questa antica civiltà che realizzava punte di pietra per la caccia è ora riconosciuta come promotrice dei primi esempi di cultura materiale simbolica: i gioielli.

Punte di freccia realizzate dalla Civiltà ateriana, rinvenute nel deserto del Sahara nei pressi di Ouargla, in Algeria. (Foto: Symac/Wikimedia Commons, License CC BY-SA 3.0)

Un altro aspetto interessante di questi gioielli è che venivano usati come forma di comunicazione e non solo come ornamento.

«Probabilmente questi elementi — ha detto Steven L. Kuhn in un’intervista a Eureka Alert!denotavano il modo in cui le persone esprimevano la propria identità attraverso l’abbigliamento. Sono la punta d’un iceberg che, indicandoci questo tipo di caratteristica umana, ci dimostra che questi elementi erano presenti anche centinaia di migliaia di anni fa e che gli esseri umani erano interessati a comunicare con gruppi di persone più ampi rispetto ai loro amici e parenti più stretti».

Kuhn ha anche affermato che, nel momento in cui un numero sempre maggiore di persone ha iniziato a spingersi verso il Nord Africa, la popolazione insediata potrebbe aver avuto bisogno di un modo per identificarsi.

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Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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