Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 8 nel 2019. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
La vesuvianite, più comunemente conosciuta anche come vesuviana, è una specie mineralogica molto popolare in Italia. Innanzitutto perché fu descritta proprio in Italia sul Vesuvio e poi perché dalle alpi provengono tra i migliori campioni al mondo di questo minerale. È uno dei più ricercati fra i minerali dell’arco alpino, tipico ad esempio delle rodingiti.
La vesuvianite è un sorosilicato complesso, descritto per la prima volta nei proietti vulcanici del Vesuvio alla fine del XVIII secolo (da cui il nome) avente formula piuttosto intricata: (Ca,Na,)19(Al,Mg,Fe3+)13(B,Al,Fe3+)5(Si2O7)4(SiO4)10(OH,F,O)10.
Questa formula è responsabile, con le percentuali variabili di alluminio, magnesio e ferro che possono essere presenti, della gamma notevole di colorazioni che questo minerale può assumere. Si conoscono infatti tutte le sfumature dal verde al bruno più o meno intenso fino al nero, ma anche giallo, incolore, rosso, e raramente azzurro e violetto (la varietà azzurra contenente rame, tipica di alcune località della Norvegia, è detta ciprina; una varietà massiva verde chiaro che si estrae soprattutto nella Contea di Butte, in California si dice californite e trova notevole impiego negli Stati Uniti come materiale ornamentale e imitazione della giada. La varietà gialla manganesifera da Orange County – Stato di New York – viene anche detta xantite).
Il minerale è tetragonale, si presenta sovente in bei cristalli prismatici più o meno allungati, striati, terminati da piramidi ottuse e pinacoidi, ma più frequentemente in masse microcristalline granulari compatte. La sua durezza non è particolarmente elevata, circa 6, con lucentezza vitrea. È poco sfaldabile.
La vesuvianite è un minerale non molto comune e si trova in rocce metamorfiche (metamorfismo di contatto) e quindi abbonda nelle rodingiti alpine (ben rappresentate nella Valle d’Aosta); infatti, tra i migliori esemplari al mondo si annoverano quelli provenienti da Bellecombe vicino a Chatillon (Figura 113), da Champoluc in val d’Ayas, dalla Miniera di Varenche, Valtournanche ma anche, in zona litologicamente simile, nelle rodingiti della Val d’Ala (Pian della Mussa), della Val di Viù vicino a Lanzo nel Torinese e del Passo del Faiallo in Liguria (Figure 114 e 115). Vesuviana si trova anche nei calcari metamorfici dei Monzoni in Val di Fiemme, ma questi cristalli, seppur di grandi dimensioni, non offrono materiale da taglio perche sono in genere opachi.




Nelle rodingiti alpine invece la vesuviana è spesso limpida di colore verde o bruno, anche se il più delle volte troppo scura per dare pietre brillanti. I suoi cristalli possono assumere tutte le sfumature dal verde più chiaro e tenero al verde smeraldo della cromo-vesuviana, dall’oliva scuro fino al rosso vinaccia scuro, bruno e bruno-nerastro. Purtroppo sono assenti nelle zone in esame i bellissimi cristalli azzurri (ciprina), presenti invece in alcuni giacimenti norvegesi o americani.
I cristalli migliori per il taglio sono di un verde intenso simile a quello della tormalina. Anche alcuni cristalli bruni possono dare pietre piacevoli se il colore non è troppo scuro.
La vesuvianite ha durezza inferiore al quarzo (circa 6,5) e non possiede sfaldatura netta o distinta, pur essendo comunque fragile. Anche in questo caso quindi conviene utilizzare tale minerale per la creazione di pendenti, ciondoli, spille, orecchini piuttosto che anelli o bracciali, sicuramente sottoposti a sforzi maggiori e a frizioni continue.
Dal punto di vista gemmologico esemplari limpidi di colore non troppo carico costituiscono delle ottime gemme da taglio, fortemente birifrangenti, suscettibili di ottimo polimento e elevata riflettività superficiale, mentre le varietà microcristalline (come ad esempio la citata californite) sono ottime per l’intaglio di oggetti d’arte.
La varietà massiva di vesuvianite, chiamata comunemente californite, può fornire materiale interessante e vivace per cabochon e tagli simili (Figura 116).

Vesuvianite s’incontra anche nei proietti vulcanici, dove blocchi calcarei hanno subito un forte metamorfismo termico. Nei proietti del Monte Somma si trovano i gruppi migliori di vesuvianite, ma anche ad Ariccia (nei Colli Albani) e a Pitigliano si possono trovare bei campioni (Figura 117). Tuttavia questi cristalli sebbene di grandi dimensioni, non sono da taglio perché generalmente opachi.

Fuori d’Italia sono famosi gli esemplari provenienti da Mont Saint’Hilaire in Canada (da dove provengono anche rari esemplari bicolori verdi-viola), dallo Zermatt-Saas nel Vallese in Svizzera, da Outokumpu in Finlandia, dal complesso montuoso dello Skardu in Pakistan.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 8, Inverno 2019.



















