Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 6 nel 2019. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Un importante studio sugli opali italiani, sui quali non sono presenti grandi lavori in letteratura, è stato compiuto da Franca Caucia, Valentina Bordoni, Luigi Marinoni e Christian Ghisoli (“Physical and chemical properties of some italian opals”), studio al quale questa sezione si riferisce pesantemente. Gli opali che si rinvengono in Italia non hanno grande importanza nel mercato gemmologico mondiale e non presentano mai l’effetto ottico dell’arlecchinamento, proprietà che rende celebre questa gemma nel mondo (i famosi opali australiani, etiopi, messicani e brasiliani).
Ciononostante alcuni esemplari italiani sono esteticamente gradevoli e gemmologicamente interessanti per la presenza d’iridescenza, inclusioni metalliche di todorokite e colori variabili. Gli opali italiani vengono apprezzati principalmente dai collezionisti di gemme che danno importanza anche ai giacimenti oltre che alla qualità stessa della gemma.
In Italia è possibile rinvenire opale in varie località, campioni interessanti provengono da: Fioranello e Monti della Tolfa (Roma) (Figura 72), Baldissero Canavese (Torino, Piemonte) (Figure 73 e 74), Monte Calvo (Caselette, Torino, Piemonte), Monte Maniglia vicino Bellino (Cuneo, Piemonte), Case Montanini (Medesano, Parma, Emilia-Romagna), Silius (Cagliari, Sardegna) (Figura 75).




A questa varietà di giacimenti si associa una varietà di colori, l’opale italiano può essere bianco, bianco-brunastro, bianco-giallastro, bianco-verdastro-giallastro, grigio e nero (nel caso in cui ci sono diffuse inclusioni nerastre di todorokite); la causa di tali colorazioni è imputabile ad inclusioni di ossidi e idrossidi di ferro o di diaspro, calcedonio e minerali argillosi. La lucentezza può variare da vitrea a grassa e i campioni sono da traslucidi ad opachi. La frattura è solitamente di tipo concoide. Gli opali provenienti da Silius (Sardegna) mostrano una tipica fluorescenza verde-gialla, imputabile a piccole impurezze di uranio (uranile, UO2). Tutti i valori chimici e fisici degli opali italiani, sono comparabili con quelli presenti in letteratura per gli opali provenienti da altre località.
Le genesi degli opali italiani è essenzialmente di tipo idrotermale.
Questa gemma era molto più apprezzata nel passato in Italia; oggi non riscontra più grandi favori a causa della concorrenza di altri opali (oggettivamente molto più attraenti di quello italiano) che sono stati scoperti in altre località mondiali.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 6 – Primavera 2019.



















