Gli ornamenti polimaterici: le fibule in ambra dell’età del Ferro

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 7 nel 2019. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Gli ornamenti polimaterici comprendono una varietà di prodotti di lusso caratterizzati da una stratificazione di materiali diversi che a loro volta possono comunicare molteplici significati. Combinano materiali inorganici come i metalli tra cui bronzo, oro, argento e ferro e materiali organici come ambra, avorio e legno. A questa classe di oggetti appartengono le fibule in ambra: spille composte di una parte metallica di supporto e una decorazione in ambra abbinata spesso ad altri materiali. Erano particolarmente diffuse tra VIII e VII sec. a.C. e venivano usate come accessorio per agganciare i vari capi dell’abbigliamento oppure per impreziosire le vesti sia dell’abito quotidiano sia del costume funebre femminile. Tali articoli di lusso infatti avevano anche lo scopo di mostrare il livello socio-economico della famiglia durante il rituale funebre. Le fibule in ambra sono rinvenute oggi dagli archeologi in numerose sepolture femminili sia a inumazione che incinerazione in Italia ed Europa centrale (Austria, Slovenia, Germania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca), penisola balcanica, Grecia e Turchia.

Figura 1 – A: Elemento in ambra pluriforato di una fibula da Verucchio, necropoli Lippi, tomba 47/1972 (foto tratta da Gentili 2003, p. 195 fig. 62);
B: Elemento in ambra con all’interno una lamina di stagno dipinta da Verucchio, necropoli Le Pegge, tomba 3/1970 (foto tratta da von Eles 2015 DVD, Tipo 79, variante a, p. 84, tav. 181 n. 1700).

La classificazione crono-tipologica realizzata in anni recenti mi ha permesso di verificare similitudini e differenze tra esemplari distribuiti in aree geografiche diverse. In tal modo è stato possibile ipotizzare produzioni artigianali differenti attive specialmente tra VIII e VII sec. a.C. La più alta concentrazione di fibule in ambra è in Piceno (Beinhauer 1985) – approssimativamente corrispondente all’attuale regione Marche – e nei centri villanoviani ed etruschi in Emilia-Romagna. La straordinaria abbondanza di manufatti in ambra provenienti dalle necropoli di Verucchio (in provincia di Rimini) (Von Eles 2015) e l’alto livello artigianale espresso dimostrano che fosse il principale centro di circolazione, smistamento e distribuzione di ambra in Italia. Tra i manufatti più raffinati si ricordano le fibule con elemento in ambra pluriforato e chiodini in ambra con pomelli sporgenti inseriti nei fori; o ancora fibule con elementi in ambra incavati con una lamina di stagno dipinta all’interno. Tali artifici tecnici, sfruttando la trasparenza dell’ambra, creavano particolari effetti cromatici (A-B). Fibule composite a intarsi invece erano costituite da segmenti in materia dura animale con incavi sulla superficie per l’alloggiamento di tarsie circolari o poligonali di ambra. Gli esemplari più complessi provengono ancora da Verucchio, basti ricordare che alcuni di essi lunghi poco più di 10 cm potevano essere costituiti da 350-400 pezzi.

Figura 2 – Fibula in materia dura animale con tarsie in ambra da Verucchio, necropoli Lippi, tomba 40/2006 (foto tratta da von Eles 2015 DVD, Tipo 73, variante a, p. 73 tav. 145 n. 1373).

Dopo il crollo di Verucchio avvenuto intorno al 650 a.C. il Piceno diventa predominante nel monopolio del commercio e della lavorazione di manufatti in ambra. Le fibule in ambra più rappresentative di quest’area sono caratterizzate da una spilla in bronzo con staffa corta e simmetrica con arco decorato da un unico elemento in ambra di forma paraboidale.

Figura 3 – Fibula picena con unico elemento d’ambra da Novilara, sepolcreto Servici, tomba 1.

Le recenti ricerche hanno evidenziato le similitudini tra esemplari dal Piceno e altri provenienti dalla sponda opposta dell’Adriatico nell’odierna Croazia (Glogović 2003). Fibule con unico elemento in ambra possono essere caratterizzate anche da una staffa allungata o lunga come nei tipi diffusi in Italia meridionale nel corso dell’VIII e VII sec. a.C. (Nava, Salerno 2007). La maggior parte di questi recano conoidi allungati e lisci in materia dura animale ai lati dell’elemento centrale di ambra. Talvolta quest’ultimo è decorato a tratti longitudinali incisi. Diversi confronti assimilabili a questi tipi sono stati rinvenuti in Grecia, non a caso, in un periodo storico che vede la fondazione delle prime colonie greche in Italia meridionale.

Figura 4 – A: fibula con elemento in ambra decorato a solcature longitudinali da Calatia, necropoli sud-occidentale, proprietà Ferrara, tomba 201 (foto tratta da Borriello 2007a, pp. 198-201);
B: fibula con unico elemento d’ambra tra due conoidi lisci lunghi in materia dura animale da Nola, necropoli in loc. Torricelle (foto tratta da Cocca, D’Orazio, Santagata 2007, pp. 190-192).

Altre fibule sono formate non da un unico elemento in ambra ma da segmenti in ambra (da 3 fino a 11) alternati a dischi sottili in osso o avorio digradanti inseriti singolarmente o a gruppi. In tombe principesche dell’Etruria e del Latium vetus – nell’area tra l’Arno e il Tevere, attualmente corrispondenti in Toscana, Lazio e Umbria – sono state rinvenute fibule formate da segmenti in ambra alternati a segmenti in ambra o legno rivestiti da lamina d’oro decorata (Arancio 2012).

Figura 5 – Fibula a segmenti in ambra rivestiti da lamina aurea decorata da Bisenzio-Capodimonte, necropoli dell’Olmo Bello, tomba 2 (foto tratta da D’Atri 2012, pp. 68-69).

Tale combinazione è molto rara ed un altro eccezionale esempio proviene dalla tomba 133 di Calatia – attuale Maddaloni (provincia di Caserta). La tomba femminile della necropoli sud-occidentale, datata tra il 725 ed il 720 a.C., ha restituito un corredo ornamentale eccezionale che dimostra il rango elevato della defunta.

Figura 6 – A) Tarsia in ambra decorata e B) lamine auree trapezoidali da Calatia, necropoli sud-occidentale, proprietà Ferrara, tomba 133 (foto tratta da Saldalamacchia 2016a, p. 51, fig. 50, n. 152).

Tra gli ornamenti spiccano due fibule in ambra di 32 cm, e una quantità di lamine d’oro e tasselli in ambra propri di un particolare tipo di fibule in ambra dette “a mosaico” (Saldalamacchia 2016, 2016a).

Figura 7 – Ricostruzione grafica di una fibula a mosaico con tarsie in ambra e lamine auree (Disegno di Nunzia Laura Saldalamacchia)

Una produzione peculiare è emersa in Italia settentrionale nell’ambito della cultura di Golasecca con attestazioni anche in Austria e Slovenia. Queste fibule presentano un elemento centrale in materia dura animale o ambra conformato ad animale, ricorrenti sono felini e uccelli acquatici (con un esempio da Hallstatt, cfr. Kromer 1959).

Figura 8 – Fibula con elemento centrale in materia dura animale configurato a felino, segmenti in ambra e conoidi in materia dura animale da Hallstatt, tomba 557.

L’analisi diretta dei reperti mi ha consentito di osservare l’impressionante complessità di questi oggetti che si riflette nella complessità stessa dei processi tecnologici. Tale sofisticatezza è tuttavia spesso inficiata dal cattivo stato di conservazione delle fibule. Mediante esperimenti finalizzati alla realizzazione di riproduzioni filologiche di alcune fibule in ambra è stato dunque possibile indagare le tecniche di lavorazione.

Figura 9 – Riproduzione moderna di una fibula in ambra del marchio Nymphè – Archeologia e Gioielli.

Oltretutto le repliche moderne hanno restituito l’immagine originale delle fibule in ambra spesso corrose e ormai prive degli originali colori e trasparenza. Ognuno di questi ornamenti ha una sua unicità ma se analizzato in correlazione al contesto originario, rivela numerose informazioni sulla donna che lo ha utilizzato: età, status sociale, ruolo nell’ambito familiare, cultura di appartenenza.

Figura 10 – Riproduzione moderna di una fibula in ambra del marchio Nymphè – Archeologia e Gioielli.

L’artigianato degli ornamenti polimaterici ci riferisce inoltre di processi allora in uso in cui i prodotti di lusso erano funzionali all’esercizio del potere delle nuove elites emergenti. Invece la varietà delle componenti di ogni oggetto è indicativa circa il commercio di materie prime e semilavorati, tecnologia e tradizioni artigianali. Le similitudini sul piano tecnico e figurativo sono infine rivelatori della circolazione di idee e modelli in ambito internazionale e la commistione di diverse tradizioni artigianali occidentali e orientali.


Bibliografia

Arancio, M.L. et alii (2012), Ambra. Dalle rive del Baltico all’Etruria, Catalogo della Mostra (Roma 2012-2013), a cura di Arancio M.L e Massini E..

Beinhauer, K.W. (1985), Untersuchungen zu den eisenzeitlichen Betsattungsplätzen von Novilara (Provinz Pesaro und Urbino/Italien), Frankfurt/Main 1985.

Borriello, M. R. (2007), La tomba 201 di Calatia, Schede di Catalogo in Nava, Salerno 2007, pp. 198-200.

Cocca, M., D’Orazio, L., Santagata, C. (2007), Natura e origine di reperti rinvenuti nelle tombe 112 e 308 della necropoli di Nola-Torricelle, Schede di Catalogo in Nava, Salerno 2007, pp. 196-197.

D’Atri, V. (2012), Schede di catalogo, in Arancio 2012, p. 69.

Gabrovec S., Teržan B., Sticna II/2. Gomile starejśe železne dobe. Razprave / Grabhügel aus der älteren Eisenzeit. Studien, KatMon 38. 2010.

Glogović, D. (2003), Fibeln im kroatischen Küstengebiet, PBF XIV, 13.

Kromer, K. (1959), Das Gräberfeld von Hallstatt / im Auftrage des Naturhistorischen Museums in Wien in Verbindung mit dem Österreichischen Landesmuseum und dem Museum in Hallstatt, a cura di K. Kromer, contributi di W. Ehgartner et alii, in Association internationale d’archéologie classique. Monographie 1.

Laforgia E. et alii (2016), Il Museo archeologico di Calatia, a cura di Laforgia E..

Nava, M.L., Salerno, A. (a cura di) (2007), Ambre. Trasparenze dall’Antico, Catalogo della Mostra (Napoli, marzo-settembre 2007).

Saldalamacchia, N. L. (2016), Fibula in oro e ambra e altri ornamenti della tomba 133 della Necropoli SO di Calatia (Caserta), in Ornarsi per comunicare con con gli uomini e con gli Dei. Gli oggetti di ornamento come status symbol, amuleti, richiesta di protezione. Ricerche e scavi, Atti del XII Incontro di Studi sulla Preistoria e Protostoria in Etruria [Valentano (VT) – Pitigliano (GR) – Manciano (GR)], 12-14 settembre 2014, a cura di Negroni Catacchio N., pp. 577-587.

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von Eles, P. et alii (2015), Immagini di uomini e di donne dalle necropoli villanoviane di Verucchio, Atti delle giornate di studio (Verucchio, 20-22 aprile 2011), a cura di von Eles P., Bentini L., Poli P., Rodriguez E., QuadAEM 34.


Articolo di Nunzia Laura Saldalamacchia, pubblicato su Rivista Italiana di Gemmologia n. 7, Estate 2019.

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