Gemme d’Italia: Serpentino

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 7 nel 2019. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Il serpentino è un fillosilicato, o meglio un gruppo di minerali costituito da diversi fillosilicati differenti solo per la loro struttura fine, cioè il modo in cui gli strati tetraedrici-ottaedrici sono tra loro impilati. La struttura generale e la composizione chimica sono per altro assolutamente identiche, e corrispondono alla formula Mg3Si2O5(OH)4 cui fanno capo diverse specie come antigorite, lizardite e crisòtilo, a sua volta suddivisibile in clinocrisòtilo, paracrisòtilo e ortocrisòtilo. Questi ultimi tre minerali appartengono al sistema monoclino (o triclino), ortorombico e/o pseudoesagonale, ma dal punto di vista gemmologico la cosa ha relativamente poca importanza in quanto non si conoscono cristalli macroscopici singoli, piuttosto aggregati compatti (antigorite e lizardite) o fibrosi (crisòtilo vero e proprio). Le tecniche necessarie per riconoscere le tre varietà citate sopra sono estremamente sofisticate, e del resto nella stessa porzione di campione non è raro trovare più di una specie.

La sfaldatura non è visibile, la durezza varia tra 3 e 5 (soprattutto in funzione della direzione in cui si misura – parallela o trasversale alle fibre o agli strati). Esiste ovviamente una fissibilità preferenziale lungo le fibre o all’interfaccia degli strati quando ben visibili. Il colore predominante è il verde in molte tonalità, sconfinante verso il giallo e il biancastro, principalmente a causa del contenuto in ferro che sostituisce sempre almeno parte del magnesio. Frammenti non troppo grandi possono essere traslucidi. La lucentezza varia da grassa (nelle varietà compatte) a sericea (nelle varietà fibrose). Il nome stesso serpentino sottolinea il color verdastro tipico che ricorda quello di una pelle di rettile – con in più un tipico aspetto scaglioso. Il nome lizardite non sottolinea invece una caratteristica simile (in inglese lizard = lucertola) ma discende dal Lizard Complex, località tipo sita in Cornovaglia (Inghilterra); il termine crisotilo deriva dal greco e significa “fibra dorata”. Una rara varietà nichelifera è la garnierite, dal brillante colore verde chiaro – verde mela, adatta al taglio di cabochon o di intaglio di oggetti artistici (esempi di oggetti in garnierite si trovano ad esempio nelle collezioni dell’Hermitage a San Pietroburgo).

Si potrebbe sottolineare in questa sede che il cosiddetto generico “serpentino” (o “crisolito”), così come viene adoperato in gemmologia, non è quindi tanto un minerale quanto una roccia, poiché in genere ci si trova in presenza di molti individui cristallini aggregati, e di più specie. Meglio sarebbe quindi parlare di serpentinite, che è una roccia costituita essenzialmente dai minerali del gruppo del serpentino (Figura 104).

Figura 104 – Serpentinite, roccia dal tipico colore verde, spesso impiegata per la produzione di cabochon, fili ed oggetti ornamentali.

Campioni di serpentinite d’interesse gemmologico si possono incontrare in diverse località dell’arco alpino, in quanto le serpentiniti sono rocce ben rappresentate nelle Alpi e anche in alcuni settori dell’Appennino. Basterà storicamente citare la miniera di Balangero all’imbocco delle valli di Lanzo nel Torinese, che è stata per lunghi anni la più grande miniera a cielo aperto d’Europa, e da cui si estraeva serpentinite compatta per derivarne la percentuale di amianto a fibra media e lunga ivi contenuta: infatti, la varietà fibrosa di serpentino (o di crisotilo, o di antigorite etc.) costituisce proprio il materiale (ora famigerato) definito amianto.

Dal punto di vista della lavorazione, il serpentino/serpentinite è adatto soprattutto alla lavorazione di cabochon, di piccoli oggetti ornamentali, di lastre, di scatole, di pomoli e manici di sigilli, in analogia ad alcune forme di giada. Il crisotilo soprattutto, qualora presenti la sua struttura fibrosa verde-dorata ben organizzata in fibre compatte e rettilinee, può dare origine ad un fenomeno ottico apprezzabile del tutto analogo al gatteggiamento.

Località: Piemonte

Visita la sezione dedicata alle Gemme d’Italia!


A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 7, Estate 2019.

spot_img
spot_img
Gemme D'Italia Team / Gems Of Italy Team
Gemme D'Italia Team / Gems Of Italy Teamhttps://www.rivistaitalianadigemmologia.com/gemme-ditalia/
Gemme D'Italia Team / Gems Of Italy Team: Elisabetta Amore, Roberto Appiani, Valentina Bordoni, Marco Campos Venuti, Gianluca Cattaneo, Franca Caucia, Giorgio Conti-Vecchi, Emanuele Costa, Christian Ghisoli, Alberto Guizzardi, Davide Leoni, Michele Macrì, Adriana Maras, Luigi Marinoni, Mauro Mauri, Luciano Merlo Pich, Annibale Mottana, Paolo Stara, Sabrina Tegani, Fabrizio Troilo.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

NEWS

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Dal Magazine