Il nuovo sistema di valutazione di Gübelin assegna un punteggio alle pietre di colore. La gioielleria recepirà questo standard?

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 11 nel 2021. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Tradizionalmente i report sulle gemme si basano su dati quantitativi. Come si percepisce allora la qualità delle gemme che sono immesse alla vendita con il corredo di una documentazione? Proprio su informazioni oggettive che misurano quanto una gemma si discosti dai parametri ideali di colore, chiarezza, proporzioni (taglio) e così via. Ma quando si arriva al momento pratico della quantificazione di un valore, un simile sistema, incentrato su dei numeri, funziona bene per i diamanti ma decisamente peggio per le pietre di colore.

Questa è la premessa che deve aver ispirato Gübelin Gem Lab quando ha lanciato il proprio sistema di punteggio per le gemme di colore, basandolo su quello che gli enologi usano per il vino. Il sito web dell’azienda può esser usato come fonte primaria per saperne di più in quanto ci fornisce informazioni approfondite sulla questione. È lì che acutamente viene svelato quello che è il problema di fondo del mercato: “Il consumatore finale dipende fortemente dal parere e dalla consulenza di esperti. Continua ad essere del tutto impossibile farsi un’idea, anche approssimativa, del rapporto qualità-prezzo”. Il nuovo servizio è offerto solo per alcune pietre come il corindone nelle sue varietà di rubino, zaffiro blu e dei più comuni zaffiri fantasia, compreso il padparadscha; i Berilli smeraldi, acquamarine, morganite ed eliodori; gli Spinelli (rosso-rosa); i Crisoberilli in generale, compresi quelli della varietà alessandrite; le Tormaline elbaite (Paraiba), rubellite e indicolite; la zoisite varietà tanzanite; i Granati demantoidi, tsavoriti, mandarino; il Topazio rosso-rosa e imperiale. Per questi tipi di pietre preziose il Gübelin Gemstone Rating potrà esser richiesto ma a condizione che si tratti di gemme naturali (cioè non sintetiche), trasparenti e sfaccettate o lisce lucidate.

(Foto: Gübelin Gem Lab)

Il “rating” delle pietre preziose è solo un complemento aggiuntivo ai report tradizionali

Innanzitutto occorre sottolineare che il documento denominato “Gemstone Rating” non sostituisce un tradizionale rapporto gemmologico, ma ne costituisce piuttosto un complemento che potrà comunque esser richiesto separatamente. Attualmente è fornito solo nel laboratorio di Lucerna. A quanto pare, dunque, la politica dell’azienda è quella di spingere la vendita di un “pacchetto” che raccoglie tanto il documento di rating quanto il report gemmologico tradizionale. Se il “Gemstone Rating” è associato al report il costo è di 100 CHF (92 euro), se non è associato ad esso il costo schizza a 250 CHF (231 euro).

“La valutazione del rating si basa su tre categorie”, ha dichiarato Raphael Gübelin – presidente della House of Gübelin. “La prima è la qualità, che si completa con la rarità e la rilevanza. Il criterio principale – la qualità – è composto ancora da colore, purezza/trasparenza e taglio/brillantezza. Il colore è ulteriormente suddiviso in tonalità, tono, saturazione e omogeneità. La rarità comprende il tipo di gemma, la presenza o l’assenza di trattamento, il tipo di eventuale trattamento e la dimensione della gemma. Infine, la rilevanza sottolinea il livello di eccezionalità, quanto cioè una gemma è in grado di attirare l’attenzione dell’osservatore, di distinguersi dalle altre gemme. Il risultato complessivo della valutazione è espresso in un voto numerico di facile comprensione: i Gübelin Points”.

I punti Gübelin, compresi tra 75 e 100, intendono descrivere le proprietà specifiche delle pietre preziose di fascia più alta. Questi punti, essendo di fatto la sintesi estrema del sistema di classificazione, mirano ad impressionare la mente dei consumatori e rappresentano quel “valore” tanto atteso dal mercato, che i report tradizionali delle pietre di colore ancora non esprimono in modo univoco e facilmente comprensibile.

Infatti ai report gemmologici mancano ad esempio informazioni in grado di comparare le varie gemme di colore. Così come sono attualmente, i report non riescono a spiegare compiutamente fattori importanti quali l’effettiva e aggiornata disponibilità di un certo tipo di gemma sui siti minerari e sul mercato, o quanto intenso possa essere stato un certo trattamento.

(Foto: Gübelin Gem Lab)

L’introduzione di un nuovo parametro, la rilevanza (salience)

Appare inevitabile che, ora che la desiderabilità è riassunta in un numero e le viene assegnato un punteggio, il giudizio spinga l’osservatore che si debba pronunciare al di là delle pericolose Colonne d’Ercole della soggettività. Gübelin è consapevole delle implicazioni che questo passo comporta: “La rilevanza è il parametro con la base meno quantitativa o scientifica. Contiene un elemento di soggettività […] Sembra esserci un consenso comune tra gli intenditori di gemme su quali di esse – al di là dei criteri oggettivi di qualità – siano più attraenti, quasi che “parlassero”. Questa percezione condivisa ci ha fatto introdurre il concetto di rilevanza che ci consente, ad esempio, di riequilibrare in compensazione il grado di trasparenza inferiore che si deve assegnare al tipico zaffiro del Kashmir dall’aspetto vellutato, così come si compensa la valutazione più bassa in quanto ad omogeneità del colore che si constata nei più bei zaffiri Padparadscha, con una distribuzione dei colori tipicamente un po’ disomogenea”.

Analogamente a come viene effettuata l’identificazione e la determinazione della provenienza delle pietre preziose, Gübelin fonda il suo sistema di valutazione “sulla ricchezza di dati che il Gübelin Gem Lab ha raccolto sulle gemme colorate nel corso dei suoi quasi 100 anni di storia ed esperienza”. Dato che siamo in presenza di qualcosa di innovativo che dunque difetta di protocolli convenzionali, sarà interessante vedere se in un prossimo futuro i criteri che rendono una gemma più o meno rilevante verranno resi pubblici. Se ciò avverrà, l’intero comparto della gioielleria e la gemmologia nel suo insieme sicuramente ne avrebbero un beneficio.

Ma una cosa è chiara: il concetto di rilevanza, definita come la “capacità di distinguersi dalla massa”, è qualcosa che attiene all’eccezionalità e alla capacità attrattiva di una gemma. In quanto tale è determinata più dalle condizioni culturali e ambientali nelle quali la valutazione del rating ha luogo e meno dalle caratteristiche oggettive ormai gemmologicamente consolidate nella categoria di qualità del report classico. Il sito web di Gübelin, a questo proposito, è molto chiaro: “alcuni parametri, cambiando e spostandosi nel tempo, richiedono una continua regolazione dei parametri di rating della rarità. Ciò influisce anche sulla coerenza del risultato della valutazione del rating”.

(Foto: Gübelin Gem Lab)

La geografia rimane competenza dei report tradizionali mentre la storia influisce sulla coerenza del rating delle gemme

È interessante notare che, mentre nei propri report tradizionali sulle gemme la determinazione geografica è fornita “se possibile”, i documenti del Gübelin Gemstone Rating non menzionano mai la provenienza, poiché –per quanto ne sappiamo – potrebbe interferire con la coerenza del concetto di rarità. Va ricordato che proprio la determinazione dell’origine è il vero fiore all’occhiello dell’azienda: potrebbe essere inopportuno offrire questo servizio a un prezzo inferiore e con un “livello di analisi ridotto e abbreviato che non fornisca il livello di certezza paragonabile a quello fornito in un report gemmologico Gübelin”.

In sostanza chi volesse mettersi nella scia aperta da Gübelin deve fare i conti con la geografia della provenienza ma anche con la fasi storiche delle attività minerarie e del mercato. Il concetto di rarità è direttamente collegato a varie fasi temporali in quanto “cambiano l’attività mineraria assieme alle qualità delle pietre estratte, così come le preferenze dei clienti. Di conseguenza, i parametri di rarità devono essere osservati, rivisti ed eventualmente calibrati di volta in volta”.

La produzione di un giudizio di rating spendibile sul mercato aprirà sicuramente un confronto tra gli esperti. Dopotutto, la gemmologia ha sempre oscillato tra i poli opposti della ricerca scientifica e delle sue applicazioni alla domanda del mercato. Ora le domande sono queste: altri laboratori seguiranno l’esempio? I punti Gübelin diventeranno uno standard? I consumatori insisteranno sul punteggio della gemma colorata quando acquistano pietre?


Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 11, Inverno 2020-21

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IGR Team
IGR Teamhttps://www.rivistaitalianadigemmologia.com
Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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