I nuovi dazi statunitensi sulle gemme importate incidono su presenze, strategie e volumi di affari. Tucson resta centrale per le pietre di colore, ma con un mercato più selettivo e polarizzato.
Alla vigilia del Tucson Gem Show 2026 (28 gennaio – 15 febbraio), il settore gemmologico statunitense si muove in un clima di forte incertezza. A incidere in modo determinante sono i nuovi dazi commerciali annunciati dall’amministrazione Trump, con aliquote comprese tra il 10% e il 26% sulle gemme provenienti da Paesi chiave come India, Cina, Vietnam, Brasile e Colombia.
Il confronto tra operatori evidenzia un atteggiamento improntato alla cautela. Le decisioni di acquisto risultano più ponderate, mentre molti venditori cercano di valorizzare le scorte importate prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe.
Un ruolo centrale, ma volumi più contenuti
Tucson conferma il proprio ruolo di riferimento internazionale per le pietre di colore, ma i volumi di affari attesi appaiono inferiori rispetto alle edizioni precedenti. Il mercato mostra una crescente polarizzazione: buona tenuta dell’alta gamma, maggiore fragilità del segmento commerciale.
Il segnale del 2025
L’edizione 2025 aveva registrato numeri elevati di transazioni, accompagnati tuttavia da un’affluenza inferiore alle attese. Le gemme di elevata qualità e rarità erano state rapidamente assorbite dal mercato. Più esitante il comparto relativo alle gemme di qualità più commerciale, penalizzato dalle prospettive tariffarie e da un contesto macroeconomico ancora inflattivo. Tali dinamiche hanno anticipato le criticità oggi pienamente visibili alla vigilia del 2026.
Presenze ridotte e riorganizzazione degli stand
L’introduzione dei dazi sta già modificando la composizione geografica della fiera. Le rinunce non sono generalizzate, ma si osserva una riduzione degli spazi espositivi e degli assortimenti, soprattutto nel segmento medio-basso.
India. Con dazi fino al 26%, circa il 50% degli operatori del segmento medio e commerciale prevede una riduzione della presenza. Il Gem & Jewellery Export Promotion Council (GJEPC) ha segnalato potenziali ricadute occupazionali nel distretto di Surat.
Cina e Vietnam. Si registra un calo delle importazioni verso gli Stati Uniti e una maggiore attenzione a forniture mirate, con una partecipazione diretta più contenuta alla fiera.
Brasile e Colombia. Le pietre di colore — Paraíba, smeraldi e tormaline — risultano più onerose da reintegrare. Alcuni operatori stanno riorganizzando i flussi commerciali attraverso il Messico, sebbene le triangolazioni risultino oggi più complesse.
Secondo l’American Gem Trade Association (AGTA), i dazi rappresentano la principale criticità strutturale degli ultimi anni, con una riduzione stimata tra il 20% e il 30% degli stand complessivi.

Scorte pre-dazi e strategie operative
Una normativa statunitense esenta dai nuovi dazi le merci importate prima di novembre 2025 e già presenti negli Stati Uniti.
Questo elemento sta influenzando le strategie di breve periodo:
- smaltimento delle scorte di fascia bassa;
- spedizioni anticipate dai Paesi asiatici;
- maggiore ricorso alla vendita in conto deposito;
- concentrazione degli acquisti su gemme di valore più elevato.
Secondo gli operatori, Tucson 2026 rappresenta l’ultima occasione per operare a prezzi pre-dazi, prima di un rialzo medio stimato intorno al 16% nel periodo successivo alla fiera.
Un mercato più selettivo
Le intenzioni di partecipazione restano elevate: il 96% degli espositori e l’81% dei compratori confermano la presenza. Le aspettative di fatturato risultano tuttavia più contenute.
Il segmento medio potrebbe registrare una contrazione compresa tra il 15% e il 25%, mentre l’alta gamma è attesa in crescita di circa il 10%, sostenuta da pietre rare e difficilmente sostituibili.
L’interesse si concentra su tsavoriti, spinelli, zaffiri non trattati e gemme con provenienza documentata, a conferma di una domanda sempre più orientata alla qualità.
Il Tucson Gem Show 2026 si presenta come una fiera di posizionamento più che di volume. In un contesto segnato da incertezze commerciali e geopolitiche, l’evento conferma il proprio ruolo di osservatorio privilegiato del mercato gemmologico internazionale, anticipando dinamiche destinate a incidere sull’intero 2026.



















