Il CIBJO al lavoro per standardizzare la terminologia sulle pietre di colore e per lo sfruttamento responsabile

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 0 nel 2017. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

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Il CIBJO, la novantenne confederazione mondiale dei gioiellieri, ha affrontato dal 24 al 28 ottobre a Yerevan in Armenia alcune questioni cruciali che riguardano la comunità gemmologica internazionale. Ad un mercato sempre più dinamico nelle proposte di materiali con trattamenti sempre diversi è infatti difficile rispondere con un adeguamento sistematico della terminologia. Nilam Alawdeen, Chairman della Commissione sulle pietre di colore ha ripreso la problematica scottante dei termini “sangue di piccione” e “royal blue” ammonendo che al momento, seppure in uso da parte di stimabili laboratori, essi non sono scientifici. Nel suo intervento pone il quesito se sia necessario lasciare il mercato libero di scegliere uno tra i diversi standard o se si debba arrivare ad un’armonizzazione. Michael Krzemnicki, Direttore dello Swiss Gemmological Institute (SSEF) e Pornsawat Wathanakul, Direttore del Gem and Jewelry Institute of Thailand (GIT) hanno reso noto nelle loro comunicazioni che loro un sistema di valutazione lo hanno trovato e proposto alla comunità per addivenire ad uno standard comune. Shane McClure, Direttore dei Servizi per le pietre di colore del GIA ha portato l’attenzione sulla delicatezza del tema della tracciabilità dell’origine, altra caratteristica che, ancorché facoltativa nei report, è in grado di spostare sensibilmente in alto le lancette del valore delle pietre di colore certificate. Il GIA, come è noto, sta portando avanti un repertorio di campioni di grezzi in grado di aumentare la precisione nell’individuazione dei territori di origine. A Yerevan Cecilia Gardner, responsabile della materia, ha anche fatto il punto sui temi etici. Il CIBJO ha partecipato nell’ultimo anno a numerose iniziative internazionali ed ha avviato un programma formativo sulla materia. Tuttavia la discussione al momento è ancora ristretta alla definizione degli obiettivi e delle possibili procedure di intervento con alcuni nodi che sembrano venire al pettine: la contraddittorietà tra la ricerca del profitto dovuta agli investitori e la necessità di interventi basati su valori solidali. Il passaggio a fasi di audit ed il coinvolgimento di terze parti potrebbe servire ai grandi gruppi che estraggono grezzo con tecnologie industriali ma appare ancora irrispettoso e penalizzante per le piccole imprese estrattive.


Gem News a cura della redazione di Trasparenze News, pubblicato su Rivista Italiana di Gemmologia n. 0, Gennaio 2017.

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