Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 9 nel 2020. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
“Fura’s Tears”, una mostra di rari cristalli di smeraldo naturale, si è svolta a New York dal 26 settembre al 30 dicembre 2019 presso la Wilensky Gallery, organizzata da Wilensky Mineral, azienda di fama internazionale che offre un ampio catalogo di campioni di minerali di alta qualità. “Smeraldi tagliati a gemma e gioielli di grande prestigio si trovano in tante collezioni in tutto il mondo. Non possiamo dire lo stesso quando parliamo di smeraldi naturali allo stato grezzo. Stimiamo che siano meno di venticinque nel mondo quelli che hanno requisiti d’eccellenza. Di questi venticinque, la metà si trovano in questa mostra”, ha dichiarato il presidente Stuart Wilensky.

Tra i molti magnifici pezzi alcuni sono sicuramente impressionanti ed unici, come il cristallo esagonale di smeraldo di un verde vivido, incastonato in un cristallo nitido di quarzo trasparente, mostrato da The National Geographic TV ad una quotazione di US$ 400.000 oppure una serie di splendidi cristalli di smeraldo associati alla calcite in fantasiose combinazioni. All’inaugurazione Ron Rinsgrud, specialista di smeraldi colombiani di fama mondiale, ha offerto una presentazione specifica e ha parlato della leggenda di Fura e Tena, dalla quale l’evento ha preso il nome, un omaggio che riprende un antico mito di un gruppo etnico indigeno colombiano oggi estinto.
Secondo questa leggenda, lo splendido paesaggio che circonda Muzo, il famoso sito tradizionale degli smeraldi colombiani, è stato creato da un dio, Are che volle mettere al mondo una femmina, Fura, e un maschio, Tena, perché si prendessero cura del suo giardino. Fossero rimasti una coppia fedele, avrebbero goduto di eterna giovinezza. Quando apparve Zarbi, un uomo di belle fattezze, Fura se ne innamorò e ciò improvvisamente trasformò Tena in un uomo anziano: la promessa di fedeltà era stata infranta. Tena si tolse la vita pugnalandosi al cuore. Fura pianse per molti giorni per il suo amante morto. Le sue urla senza speranza echeggiavano nelle foreste prendendo forma di farfalle, mentre le sue lacrime si trasformavano in pietre verdi, gli smeraldi di Muzo. La coppia prese allora la forma di due cime montagnose, oggi immerse nel paesaggio andino, che simboleggiano il loro amore eterno. Ma Zarbi, per rabbia, si trasformò in un fiume che, scorrendo in una gola in mezzo alle due alture, li avrebbe separati per sempre.
Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 9, Primavera 2020



















