Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 13 nel 2021. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Con un coup de théâtre Lightbox, il marchio di De Beers specializzato in diamanti sintetici CVD, aveva fatto il suo debutto 4 anni fa. Scopo primario dell’operazione, non certo prevista in precedenza, era quello di assestare un colpo mortale a quella corrente che stava inevitabilmente confondendo il mercato rendendo promiscui nella percezione dei consumatori diamanti naturali e lab-grown. Target della manovra: rilegittimare la leadership del mercato come agente di regolazione del diamante naturale e scalare verso la leadership dei lab-grown. Il colpo alla concorrenza si era basato su una vasta capacità produttiva garantita dal suo braccio industriale Element Six (fino ad allora impegnato solo nella produzione di diamanti sintetici per applicazioni non di gioielleria) e su un listino prezzi aggressivo, 800 US$ per carato per gemme di impatto per peso, taglio e colore. Il tutto eliminando ogni mediazione: i Lightbox erano offerti solo montati in gioielleria e destinati esclusivamente al consumatore finale.

Ora al via c’è una nuova mossa, sicuramente ben calcolata come le precedenti, Lightbox Loose. Si tratta di un’offerta che renderà disponibili all’acquisto, allo stesso prezzo, sul proprio sito web – ed attraverso rivenditori autorizzati – anche pietre sciolte, non montate su gioielli. Inizialmente si partirà con pietre di colorazione rosa, blu e bianco in dimensioni fino a 2 carati, tondi taglio brillante e carrè princess cut. E dopo?

«Lightbox Loose aprirà» – ha dichiarato il CEO Steve Coe – «un mondo di possibilità per una vasta gamma di consumatori che potranno sperimentare la personalizzazione e il design creativo». E quindi dopo ci sarà una più completa apertura della vendita anche al mercato intermedio dei fabbricanti e dei commercianti di pietre? Molti osservatori ritengono che all’orizzonte ci sia proprio questo scenario. Infatti gli utili derivanti dalla sola vendita di gemme sciolte al consumo finale non rappresenterebbe un segmento così appetitoso da giustificare l’iniziativa di aggiungere al catalogo pietre sciolte al solo scopo di permettere che un cliente privato si disegni da solo un gioiello. Se a Novembre 2020 Lightbox ha inaugurato in Oregon un nuovo impianto che a regime produrrà 200.000 carati di diamanti lab-grown le prospettive sembrano quelle di entrare – presto o tardi – alla grande in tutti i segmenti del mercato.
Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 13, Autunno 2021



















