Sanzioni contro i diamanti russi? Il Parlamento Europeo le spiega ma restano molte perplessità su come si applichino

Il Parlamento Europeo ha ufficializzato lo scorso 8 novembre 2023 un documento che delinea le posizioni da adottare per ciascuno degli Stati membri riguardo all’attivazione di misure sanzionatorie contro la Russia in relazione al conflitto in corso. Il testo mette in evidenza chiaramente le difficoltà riscontrate fino a questo momento nell’applicare correttamente le misure adottate, spesso però agevolmente aggirate.

Una delle problematiche evidenziate riguarda l’esportazione di beni strumentali, specialmente quelli di natura tecnologica, la cui esportazione dovrebbe essere vietata se destinati alla Russia. Molti di questi beni sono riusciti in qualche modo a raggiungere Mosca, nonostante le restrizioni imposte.

I diamanti, l’unico prodotto oltre al petrolio considerato una materia prima strategica, è individuato in modo specifico al punto 17 del documento, dedicato in modo esplicito a questo aspetto:

«Invita la Commissione e gli Stati membri ad ampliare le sanzioni per includere un divieto totale di commercializzazione e taglio dei diamanti di origine russa o riesportati dalla Russia nell’UE; chiede all’UE e ai suoi Stati membri di sanzionare la società statale Alrosa e di introdurre ampiamente sistemi per tracciare l’origine dei diamanti basati sulle nuove tecnologie […]».

Seduta plenaria, Parlamento Europeo.
Seduta plenaria, Parlamento Europeo. (Foto: Mathieu CUGNOT, © European Union 2023 – Source: EP)

Ma come si fa a tracciare l’origine geografica siberiana (o angolana, vista la partecipazione russa allo sfruttamento dei diamanti di quel paese) di Alrosa? I gemmologi qui alzano le braccia in segno di resa.

Dai tempi dell’introduzione del processo di Kimberley la politica chiede ai gemmologi la determinazione della provenienza dei diamanti, un compito proibitivo che non ha fatto registrare grandi passi in avanti.

Si afferma che le aziende europee non potranno importare direttamente diamanti grezzi russi. Ma come si impedirà l’accesso dei diamanti russi tagliati in India? In questo paese non sono in vigore sanzioni contro la Russia e il bando viene applicato su base puramente volontaria esclusivamente da quelle taglierie che non possono farne a meno, in quanto espressamente invitate dai grandi gruppi della gioielleria europea o statunitense a dichiarare la provenienza “legittima”, cioè non russa, dei propri diamanti.

Forse la soluzione potrebbe essere il tracciamento mediante blockchain. Anche in questo caso però va precisato che le uniche blockchain “dedicate” sono state allestite dai grandi estrattori, De Beers ed Alrosa, gli unici in grado di controllare la catena di custodia dei diamanti in modo verticale dal grezzo al tagliato. Tutti gli altri al momento sono tagliati fuori.

Il punto numero 6 del documento sembra rendersi conto delle complessità relative all’elusione delle misure restrittive attraverso triangolazioni sia all’importazione che all’esportazione ed invita gli Stati membri a «rafforzare e centralizzare, a livello di UE, la supervisione dell’attuazione delle sanzioni e sviluppare un meccanismo di prevenzione e monitoraggio dell’elusione delle sanzioni per limitare la capacità della Russia di eluderle».

Ma la domanda sorge spontanea: quali sono i mezzi di prevenzione che possono impedire le triangolazioni?

Da questo punto di vista il documento del Parlamento Europeo appare più un manifesto di buone intenzioni piuttosto che un prontuario che permetta all’industria di partecipare in modo incisivo all’applicazione delle sanzioni.

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IGR Team
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Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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