Gemmologi, imprenditori ed associazioni discutono presso La Sapienza di Roma l’applicazione di linee guida per la vendita trasparente delle gemme

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 18 nel 2024. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

La “fair disclosure”, cioè l’essere trasparenti quando si comunicano le caratteristiche delle gemme, costituisce una pratica di responsabilità sociale poiché promuove i diritti dei consumatori, garantendo che non siano ingannati o trattati in modo scorretto.

Nonostante l’eccellenza riconosciuta a livello internazionale della gioielleria italiana, il nostro mercato è ancora afflitto da pratiche poco chiare o addirittura fuorvianti. Spesso, infatti, le pietre vengono commercializzate senza un’adeguata, corretta e completa divulgazione delle loro specifiche caratteristiche o dei trattamenti subiti.

Nonostante siano stati avanzati diversi progetti di legge nel corso degli ultimi vent’anni, l’Italia manca ancora di una legislazione specifica per contrastare le frodi nel settore. Questo vuoto normativo crea un ambiente poco regolamentato, spesso paragonato a un “Far West” nella gioielleria e nelle pietre preziose.

Uno dei tanti abusi regolarmente segnalati da IGR. Nel numero 14 Raffaella Navone e Emanuele Costa analizzano gemme offerte al pubblico con terminologia ambigua o fuorviante.
Figura 1 – Uno dei tanti abusi regolarmente segnalati da IGR. Nel numero 14 Raffaella Navone e Emanuele Costa analizzano gemme offerte al pubblico con terminologia ambigua o fuorviante.

Tuttavia, l’adozione di normative chiare non solo risponde a un vero imperativo etico sollecitato ed incoraggiato da importanti organizzazioni internazionali (OCSE, ONU, EU) e associazioni di settore (CIBJO, ICA, AGTA, RJC), ma rappresenta anche un’opportunità di crescita per l’intera filiera dell’oreficeria, della gioielleria e delle gemme.

Il mondo accademico, oltre alla ricerca e all’insegnamento, può svolgere un ruolo cruciale nel dialogo con la società e con le imprese per individuare, per problematiche di questo tipo, soluzioni scientificamente fondate.

È dal lontano 2011 che mineralisti provenienti da varie università italiane (Bari, Catania, Ferrara, Firenze, Milano, Napoli, Roma) e straniere hanno cominciato a collaborare con operatori del settore durante convegni dedicati alla gemmologia scientifica.

Alla recente “V Conferenza Nazionale di Gemmologia”, tenutasi a Roma nel giugno del 2023, gli organizzatori hanno recepito la necessità diffusa dell’industria delle gemme e dei gioielli di stabilire precise regole di responsabilità, facilmente applicabili. Questo ha portato alla costituzione di un gruppo di lavoro (Giovanni B. Andreozzi, Ferdinando Bosi, Rinaldo Cusi, Antonello Donini, Rocco Gay, Michele Macrì, Paolo Minieri, Gennaro Mincione, Loredana Prosperi, Eugenio Scandale, Arduino Zappaterra), coordinato da Eugenio Scandale, e alla redazione di linee guida per la corretta commercializzazione dei materiali gemmologici.

Queste linee guida, ispirate ai principali dispositivi normativi nazionali ed internazionali, sono state concepite come raccomandazioni per gli operatori del settore, promuovendo un impegno morale verso una condotta leale e rispettosa verso tutte le parti coinvolte nella filiera del gioiello.

Il testo del documento elaborato è considerato un “work in progress”, aperto a ulteriori contributi dal mondo delle gemme e del gioiello. La Rivista Italiana di Gemmologia ha offerto le proprie pagine per la divulgazione delle “Linee Guida sulla trasparenza nella commercializzazione dei materiali gemmologici”, al fine di stimolare il dibattito e promuovere una cultura di integrità nel settore.

Linee guida sulla trasparenza nella commercializzazione dei materiali gemmologici

Rinaldo Cusi (Associazione Italiana Gemmologi) interviene alla Tavola Rotonda presso l’Universita La Sapienza di Roma. In cattedra, presentati da Giovanni B. Andreozzi (Dipartimento Scienze della Terra - Sapienza Università di Roma), gli altri ideatori e presentatori delle Linee Guida: Arduino Zappaterra (CNA), Rocco Gay (International Colored Gemstones Association), Antonello Donini (CISGEM), Loredana Prosperi (Istituto Gemmologico Italiano), Eugenio Scandale (Accademia Pugliese delle Scienze), Paolo Minieri (IGR - Rivista Italiana di Gemmologia), Gennaro Mincione (Oromare).
Figura 2 – Rinaldo Cusi (Associazione Italiana Gemmologi) interviene alla Tavola Rotonda presso l’Universita La Sapienza di Roma. In cattedra, presentati da Giovanni B. Andreozzi (Dipartimento Scienze della Terra – Sapienza Università di Roma), gli altri ideatori e presentatori delle Linee Guida: Arduino Zappaterra (CNA), Rocco Gay (International Colored Gemstones Association), Antonello Donini (CISGEM), Loredana Prosperi (Istituto Gemmologico Italiano), Eugenio Scandale (Accademia Pugliese delle Scienze), Paolo Minieri (IGR – Rivista Italiana di Gemmologia), Gennaro Mincione (Oromare).

Premessa e finalità

Il sottoscrittore, al fine d’operare con professionalità e trasparenza, sia a tutela dell’intera filiera della catena di fornitura che specificamente della propria clientela, s’impegna ad applicare le procedure riportate in questo documento, ispirate a principi di responsabilità, per quanto attiene la rappresentazione corretta dei materiali gemmologici.

Campo d’applicazione

Il documento viene concepito per essere applicato in tutti i casi in cui i materiali gemmologici costituiscano oggetto di transazioni o di comunicazioni promozionali/pubblicitarie da parte dei sottoscrittori che volontariamente vi aderiscano. I sottoscrittori inoltre sollecitano la sua applicazione lungo l’intera catena di fornitura, a monte e a valle.

Fonti normative

Il presente documento si ispira alle seguenti fonti normative.

  • UNI (Ente Italiano di Normazione):
  • Norma 10245 Rev. 2019 (Materiali Gemmologici: Nomenclatura);
  • Norma 10173 Rev. 2019 (Materiali Gemmologici – Classificazione Tipologica del Taglio);
  • Norma 9758 Rev. 2021 (Diamante – Terminologia, Classificazione, Caratteristiche e Metodi di Prova);
  • Norma 1608857/2021 (Diamante Sintetico – Terminologia, Classificazione, Caratteristiche e Metodi di Prova).

CIBJO (Confédération International de la Bijouterie, Joaillerie, Orfèvrerie des Diamants, Perles et Pierres):

  • “The Pearl Book”;
  • “The Gemstone Book”;
  • “The Diamond Book”;
  • “The Coral Book”;
  • “The Precious Metals Book”.

LMHC (Laboratory Manual Harmonisation Committee): General Report Information: Information Sheets dal #1 al #13.

ICA (International Colored Gemstone Association); Code of Ethics, Section 1, General Guidelines.

RJC (Responsible Jewellery Council): Code of Practices.

Tali fonti normative possono essere periodicamente revisionate ed aggiornate. Si consiglia di verificare sui relativi siti la presenza di versioni successive a quelle elencate.

Campi contenenti i dati gemmologici

I campi contenenti le informazioni essenziali sulle caratteristiche gemmologiche dei materiali oggetti di questo documento sono:

  1. Specie mineralogica, varietà, gruppo (qualora non sia riconoscibile la specie mineralogica); (Es. gruppo: granati; specie: grossularia; varietà: tsavorite).
  2. Origine: naturale (risultato di processi geologici) o artificiale (proveniente da processi industriali o di laboratorio).
  3. Indicazioni di trattamento: eventuale indicazione di trattamenti e, se possibile, dichiarazione del tipo di trattamento e della sua stabilità nel tempo.
  4. Massa: espressa in carati metrici alla seconda cifra decimale.
  5. Tipo e forma di taglio.
  6. Dimensioni: espresse in mm a due decimali.
  7. Tracciabilità: indicazione della provenienza (se possibile).

Le informazioni andranno fornite utilizzando la nomenclatura del documento di cui al punto precedente.

Non devono essere utilizzati termini ambigui e contraddittori (es. filo di vere perle naturali coltivate). Devono essere fornite informazioni qualora il materiale gemmologico avesse bisogno di particolari cure o manutenzione successiva.

Caratteristiche da indicare per ogni transazione

Le transazioni saranno eseguite con le informazioni, rese necessarie dalla prassi commerciale, che indicano in modo sintetico: specie mineralogica (se applicabile, altrimenti il gruppo); varietà; origine (naturale o artificiale); indicazioni di trattamento; massa. Potranno essere accompagnate, su richiesta del cliente, da una dichiarazione fornita separatamente ai documenti commerciali, nella quale si precisano i campi da 1 a 7.

Qualora la transazione riguardi gemme, lotti di gemme o gioielli di elevato valore, per una maggiore protezione dell’acquirente finale e a tutela del sottoscrittore sprovvisto di adeguata strumentazione, si raccomanda che la transazione avvenga mediante rilascio di un’estesa dichiarazione di analisi gemmologica (Report) emesso da laboratori riconosciuti e contenente i campi di cui al paragrafo precedente con foto ed annotazioni aggiuntive (se necessario) a complemento.

Le Università italiane da anni stanno sensibilizzando l’opinione pubblica ai temi etici inerenti le pietre preziose. Già nel lontano 2011 l’Orientale di Napoli fece il punto sull’applicazione del Kimberley Process.
Figura 3 – Le Università italiane da anni stanno sensibilizzando l’opinione pubblica ai temi etici inerenti le pietre preziose. Già nel lontano 2011 l’Orientale di Napoli fece il punto sull’applicazione del Kimberley Process.

Terminologia corretta del documento di analisi

Non si deve utilizzare il termine “certificato” per indicare i documenti di analisi dei vari materiali gemmologici, poiché sono documenti di verifica di terzi o opinioni professionali prodotte da laboratori gemmologici. Si deve utilizzare la seguente dicitura: “documenti di analisi gemmologica emessi da laboratori qualificati o professionisti qualificati”.

Lotti

In caso le transazioni riguardino lotti di pietre di natura omogenea oppure, mescolate, di più materiali gemmologici della stessa specie o di specie diverse, si considererà come valore unitario quello complessivo e si indicheranno, per quanto riguarda le dimensioni, quelle minime e quelle massime con la massa complessiva. Il numero dei pezzi verrà precisato qualora sia possibile.

Gemme montate

In caso le transazioni riguardino pietre montate su elementi di gioielleria il documento riporterà i dati del gioiello nella sua interezza, compreso il metallo, e la massa delle pietre sarà stimata per via di calcolo (o riportata quella reale qualora possibile).

Aggiornamenti

Si richiede di mantenere aggiornata la formazione tecnico scientifica propria e di tutto il personale addetto alla commercializzazione dei materiali gemmologici.

Gli aggiornamenti saranno possibili attraverso corsi di formazione/seminari/incontri organizzati di concerto da tutte le categorie sia a livello nazionale sia su base territoriale, in collaborazione con le università e i principali istituti gemmologici.


Articolo di Michele Macrì, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 18, Primavera 2024.

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Michele Macrì
Michele Macrìhttps://www.rivistaitalianadigemmologia.com/autori/
Contenuto realizzato per IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose. // Content created for IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), a broad information framework for Gemologists as well as professionals involved daily in the gemstone business.

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