Alla scoperta dei workshop gemmologici alla Mediterranean Gem and Jewellery Conference di Cavalese, 7–9 maggio 2024

I workshop di carattere pratico sono stati una parte importante delle sei precedenti Mediterranean Gem and Jewellery Conference, in quanto tutti i gioiellieri, i commercianti, i gemmologi e gli stimatori hanno bisogno di aggiornare le loro conoscenze sulle gemme naturali e sintetiche e sui diamanti a seguito dell’utilizzo di nuove tecnologie grazie alle quali si trattano e si producono diamanti sintetici e gemme. Alla terza Mediterranean Gem and Jewellery Conference, tenutasi a Siracusa nel 2017, l’attenzione si è concentrata sui Diamanti Fancy, mentre a Cavalese gli argomenti trattati saranno molteplici: “Sfide nell’identificazione di diamanti e gemme sintetiche e trattate”. Utilizzeremo strumenti standard e avanzati in 3 giorni in 2 sedi, a Cavalese ospitati da Gemmarum.

WORKSHOP DIAMANTI BASE-INTERMEDIO: “Identificazione di diamanti artificiali e dei diamanti accresciuti in laboratorio con strumenti standard”

7 maggio 2024 – Non è richiesta una formazione gemmologica precedente

Istruttore: Branko Deljanin, B.Sc., GG, FGA, DUG, Canadian Gem Lab, Vancouver

Pattern parallelo, perpendicolare alla tavola, in diamante CVD sintetico sotto il polariscopio portatile e sotto la luce del "Synthetic Diamond Kit", che verrà fornito per il workshop
Figura 1 – Pattern parallelo, perpendicolare alla tavola, in diamante CVD sintetico sotto il polariscopio portatile e sotto la luce del “Synthetic Diamond Kit”, che verrà fornito per il workshop. (Foto: Branko Deljanin)

MATTINA: identificazione delle imitazioni di diamante

  • Proprietà chimiche e fisiche del diamante
  • Proprietà ottiche e caratteristiche interne ed esterne
  • Gemme naturali e sintetiche utilizzate per imitare il diamante naturale
  • Caratteristiche principali di identificazione delle imitazioni più comuni: CZ e Moissanite sintetica
  • Uso di lentino e microscopio nell’identificazione del diamante
  • La fluorescenza come strumento di screening per l’identificazione del diamante naturale e delle sue imitazioni

LAB: utilizzo di microscopio, polariscopio, PL/Jewellery Inspector per osservare le proprietà di diamanti naturali sfusi e montati, CZ e moissaniti sintetiche.

POMERIGGIO: identificazione dei diamanti naturali e sintetici

  • Tipi di diamanti in base al contenuto di azoto e boro
  • Diamanti naturali incolori: fonti, caratteristiche e identificazione
  • Metodi di accrescimento dei diamanti HPHT e CVD
  • Inclusioni nei diamanti naturali e sintetici
  • Lampada UV — reazione di diversi tipi di diamanti sotto UV LW/ SW (“ispettore PL”)
  • Metodo e strumentazione CPF (Cross Polarized Filters) per lo screening e l’identificazione dei diamanti

LAB: utilizzo del microscopio, del polariscopio e dei PL/Jewellery Inspector per l’osservazione delle proprietà dei diamanti sciolti e montati, naturali, HPHT e cresciuti in CVD.

Questo workshop è rivolto a gioiellieri, grossisti e principianti del settore che devono innanzitutto identificare correttamente la pietra in questione come DIAMANTE, e poi imparare a utilizzare gli strumenti standard per differenziare i diamanti naturali da quelli con sistema di accrescimento HPHT (più facile) e da quelli con sistema di accrescimento CVD (più difficile).

WORKSHOP INTERMEDIO SU DIAMANTI: Identificazione di diamanti naturali, sintetici e trattati con strumenti standard

8/9 maggio 2024 (Mattina) – È richiesto un livello adeguato di formazione gemmologica

Istruttore: Branko Deljanin, B.Sc., GG, FGA, DUG, Canadian Gem Lab, Vancouver

Anche se i laboratori ben attrezzati sono in grado di identificare i sintetici e di redigere un report, la conoscenza del diamante è ormai una necessità che non si esaurisce più in laboratorio, in quanto i commercianti di diamanti, i gemmologi, i periti e i dettaglianti hanno bisogno di aiuto almeno per controllare e identificare i diamanti naturali e quelli ottenuti mediante accrescimento in laboratorio.

Si raccomanda vivamente di testare ogni diamante in questione con almeno tre strumenti, poiché non esiste un singolo strumento di uno dei tre gruppi (standard, luminescenza e spettroscopia avanzata) che possa fornire sempre un’identificazione completa del diamante in questione.

Questo workshop di mezza giornata è rivolto a gemmologi e periti. Imparerete a conoscere i tipi di diamante e a identificare i diamanti sintetici HPHT con strumenti portatili (“PL inspector” e mini polariscopio con microscopio) e con il microscopio. Imparerete anche a individuare i “pattern” dei diamanti sintetici CVD sotto filtri polarizzati incrociati e a identificare la pietra. Quando invece i pattern naturali di tipo IIa e quelli sintetici CVD si sovrappongono e la fluorescenza LW=SW, è necessario un test spettroscopico avanzato.

LAB: 50 campioni di diamanti Ia, IIa, IIb, Ib (naturali e sintetici, sciolti e montati) e tipologie miste da utilizzare con polariscopi portatili montati su microscopi e ispettori PL/Gioielli.

WORKSHOP AVANZATO: “Identificazione di diamanti naturali, sintetici e trattati con strumenti avanzati”

8/9 maggio 2024 (Pomeriggio) – È richiesta una formazione gemmologica adeguata

Istruttore: Mikko Åström, FGA, MAGILABS, Finlandia

Spettro FTIR di un diamante naturale di tipo IaAB. Sono indicati i picchi di assorbimento degli aggregati A e B
Figura 2 – Spettro FTIR di un diamante naturale di tipo IaAB. Sono indicati i picchi di assorbimento degli aggregati A e B. (Foto: MAGILABS)

L’identificazione dei diamanti sintetici e trattati non può prescindere dall’uso di tecniche come la spettroscopia Raman, la fotoluminescenza (PL), FTIR, UV-Vis-NIR, la fluorescenza e ancora altre. Soprattutto al giorno d’oggi l’ampia disponibilità di diamanti sintetici a basso costo, molto spesso montati in gioielleria, può rappresentare un’enorme minaccia per il lavoro di molti operatori della filiera dei diamanti. In alcuni casi le differenze tra i diamanti sintetici e quelli naturali sono così sottili che, per una corretta identificazione, tali tecniche sono imprescindibili. Questo workshop fornirà una panoramica delle tecniche più utilizzate e delle relative applicazioni specifiche per i diamanti, ivi inclusa la pratica sui casi più critici.

Figura 3 - Reazione di un diamante rosa sintetico CVD ad una sorgente LWUV da 365 nm
Figura 3 – Reazione di un diamante rosa sintetico CVD ad una sorgente LWUV da 365 nm. (Foto: MAGILABS)

WORKSHOP INTERMEDIO-AVANZATO: “Possibilità e limiti del trattamento e della determinazione dell’origine delle principali gemme”

8/9 maggio 2024 (Mattina) – È richiesta una formazione gemmologica

Istruttore: Dr. Lore Kiefert, FGA Gemmological Consultancy, Germania

Questo workshop si concentra sul trattamento e sulla determinazione dell’origine delle gemme che si incontrano comunemente in laboratorio. I campioni vengono analizzati con attrezzature standard e vengono esaminate le possibilità e i limiti degli strumenti standard. Il workshop non tratterà solo le “big three, rubino-zaffiro-smeraldo”, ma anche spinello, tormalina Paraiba, alessandrite e granato demantoide. Nel pomeriggio, questi campioni saranno a disposizione dei partecipanti per essere esaminati con strumenti standard e avanzati.

A sinistra: piccoli aghi di rutilo in un rubino proveniente da Mogok, Birmania. A destra: piccoli aghi di rutilo in un rubino del Madagascar. Le differenze visive sono talvolta troppo minute per poter distinguere le diverse origini
Figura 4 – A sinistra: piccoli aghi di rutilo in un rubino proveniente da Mogok, Birmania. A destra: piccoli aghi di rutilo in un rubino del Madagascar. Le differenze visive sono talvolta troppo minute per poter distinguere le diverse origini. (Foto a sinistra: B. Kwok, Gübelin Gem Lab; a destra: L. Kiefert)

A causa della quantità dei siti estrattivi oggi attivi, le caratteristiche identificative delle gemme hanno finito per sovrapporsi e la microscopia e la gemmologia classica, insieme alle collezioni di riferimento, non sono più sufficienti per determinare l’origine delle gemme (Figura 3). A partire dagli anni ‘80, i laboratori hanno dovuto aggiornare costantemente le loro attrezzature per stare al passo con questi sviluppi. Spettrometri UV-Vis, FTIR e EDXRF, ICP-MS ad ablazione laser e altri strumenti sono oggi molto diffusi nei principali laboratori gemmologici.

WORKSHOP AVANZATO SULLE GEMME: “Applicazioni gemmologiche di tecniche avanzate di spettroscopia per le pietre di colore”

8/9 maggio 2024 (Pomeriggio) – È necessaria una formazione gemmologica adeguata Istruttore: Alberto Scarani, GG, MAGILABS, USA

Spettri PL di spinello naturale, trattato e sintetico. Si noti come la posizione e l'ampiezza del picco principale del cromo cambino a causa del calore che produce disordine nel reticolo cristallino
Figura 5 – Spettri PL di spinello naturale, trattato e sintetico. Si noti come la posizione e l’ampiezza del picco principale del cromo cambino a causa del calore che produce disordine nel reticolo cristallino. (Foto: MAGILABS)

Questo workshop è incentrato sull’uso di varie tecniche di spettroscopia e sulle loro principali applicazioni nell’identificazione delle pietre preziose, dei loro trattamenti e delle loro controparti sintetiche. Purtroppo oggi molti dei principali problemi derivanti dai più recenti miglioramenti nella sintesi e nei trattamenti non possono essere affrontati con la strumentazione standard e richiedono a ogni gemmologo un aggiornamento delle conoscenze e delle attrezzature. Saranno descritte in dettaglio le applicazioni della spettroscopia vibrazionale Raman e FTIR, UV-Vis-NIR, della fotoluminescenza e della fluorescenza in gemmologia e il loro protocollo di lavoro nel moderno laboratorio gemmologico.

Spettri UV-Vis-NIR di indicolite blu (in blu) e di elbaite di tipo Paraiba contenente rame (in blu chiaro). La presenza di rame è chiaramente evidenziata da un'ampia banda di assorbimento a 910-920 nm
Figura 6 – Spettri UV-Vis-NIR di indicolite blu (in blu) e di elbaite di tipo Paraiba contenente rame (in blu chiaro). La presenza di rame è chiaramente evidenziata da un’ampia banda di assorbimento a 910-920 nm. (Foto: MAGILABS)

Il workshop fornirà una panoramica delle tecniche più utilizzate e delle relative applicazioni gemmologiche, compresa la pratica sui casi più critici, utilizzando l’intera gamma di strumentazione MAGILABS, come gli spettrometri Raman-PL, FTIR, UV-Vis-NIR e EXA a fluorescenza.

Tutti i partecipanti riceveranno i certificati del workshop firmati dagli istruttori. Per maggiori informazioni e per registrarsi ai 3 giorni di workshop è possibile visitare il sito ufficiale: https://www.gemconference.com/store


Articolo di Branko Deljanin

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IGR Team
IGR Teamhttps://www.rivistaitalianadigemmologia.com
Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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