Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 10 nel 2020. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Il numero 37 del 2020 del “Journal of Gemmology” di Londra dà conto di un rinvenimento che ha interessato molto gli appassionati e la comunità gemmologica. Il diasporo, un idrossido di alluminio, al quale la Rivista Italiana di Gemmologia (IGR) ha dedicato un approfondimento nel numero 0 del gennaio 2017, è conosciuto per il suo tricroismo (con colori variabili dal verde kiwi al magenta fino ad arrivare al rosso) negli esemplari rinvenuti nei giacimenti della Turchia, precisamente nella provincia di Mugla, commercializzati col nome di Zultanite. Ma nessuno si sarebbe aspettato che il diasporo si sarebbe potuto trovare in un’incredibile e sorprendente colorazione rosa chiaro, in Afghanistan, nel distretto di Goshta. Qui i cristalli presentano un pleocroismo diverso da quello degli esemplari dei giacimenti turchi: se osserviamo la pietra alla luce calda otteniamo un rosa molto chiaro, se invece lo osserviamo alla luce fredda noteremo un viola smagliante.

Mark H. Smith, coautore dell’articolo, è anche attivo nel commercio di questo inedito diasporo. Nello scorso maggio ha rivelato di aver ottenuto da un fornitore afghano un grezzo di 70 g riuscendo a ricavarne 35 pietre da 0,50 a 10,91 ct.

Si sa che il diasporo è difficile da trovare in varietà gemma ed è molto complicato da faccettare, tanto che i campioni vengono affidati a tagliatori esperti che devono riuscire ad orientare il grezzo, sia per evitare i piani di sfaldatura del minerale, sia per far risaltare al meglio il suo pleocroismo. Un campione di gemma tagliata di 46,97 ct, la più grande che si è riuscita ad ottenere in questa nuova varietà afghana, è attualmente presente nella collezione di Herb e Monika Obodda.
Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 10, Autunno 2020



















