Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 5 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
La varietà di granato più famosa e ricercata in Italia è senza dubbio il demantoide che risulta verde per la presenza di cromo. Si trova in Valmalenco in cristalli di abito rombododecaedrico, fino ad oltre 2 cm anche limpidi e idonei ad essere sfaccettati (Figura 60). Le pietre variano in colore da un verde giallastro ad un intenso verde cromo, essendo queste ultime le più rare e ricercate.

Il demantoide è un granato caratteristico delle fessure ad amianto delle serpentiniti. Straordinari cristalli di colore verde oliva, furono rinvenuti soprattutto nella miniera dello Sferlum in Val Malenco, ma anche nelle cave dell’Acquanegra, al Ristoro di Campo Franscia e nella cava del Ross.
I primi studi di questo minerale sono quelli del Cossa nel 1880 che analizzò dei campioni raccolti da T. Taramelli, riconoscendoli come andradite verde. All’epoca un’impresa francese sfruttava l’amianto di queste miniere e i granati, immersi nell’amianto, venivano scartati. I granati infatti oltre a trovarsi sulla matrice serpentinosa, sono anche presenti in piccoli cristalli millimetrici dispersi nell’amianto, la cosiddetta semenza d’amianto, e in noduli di alcuni centimetri detti ghiande.
I campioni migliori probabilmente mai usciti di demantoide sono quelli raccolti da Luigi Magistretti nel 1947 che riaprì le cave dello Sferlum a scopo collezionistico. Questi campioni hanno contribuito alla notorietà di questo giacimento in tutto il mondo arricchendo i principali musei italiani e stranieri. Tra il 1966 e il 1972, Renzo Bagioli di Lanzada riaprì la miniera portando alla luce degli ottimi campioni che fanno ora bella mostra di sé nella collezione di F. Bedognè di Sondrio. Nel 2005 una gemma di demantoide dello Sferlum di circa 3 carati fu donata alla locale madonna di Tirano per il quinto centenario della sua apparizione.
Un altro importante granato italiano è l’hessonite, la varietà arancio della grossularia ed è ben rappresentata dagli spettacolari campioni associati alle rodingiti alpine. Numerose sono le località dell’hessonite, tra cui le più famose sono Bellecombe, in Val d’Aosta, la Val d’Ala, la Val di Susa e la Val di Viú in Piemonte e il Passo del Faiallo, in Liguria (Figura 61).



Nonostante i campioni da collezione incontrati nelle località italiane siano di altissima qualità, hessonite da taglio è piuttosto rara e in genere di piccole dimensioni rispetto a quelle provenienti da altre località mondiali. Infatti, l’hessonite è uno dei granati più economici in materiale da taglio, per cui sfaccettare pietre italiane ha un puro interesse sistematico.
Pietre di alcuni carati sono state tagliate dai grezzi della Testa Ciarva, in Val d’Ala, una località famosa per moltissimi minerali e soprattutto per le associazioni di hessonite e diopside. In località Fontana del Preive sono stati ritrovati dei curiosi campioni di cristalli allungati.
I granati del Passo del Faiallo in Liguria sono in genere di un colore rosso più scuro e sono associati a clinocloro. Anni fa ebbe qui una concessione Pio Mariani, celebre collezionista e commerciante milanese di minerali, da cui estrasse una grande quantità di campioni.
Un altro granato tutto italiano e piuttosto raro è il piropo rosa che si trova in rocce quarzitiche in provincia di Cuneo. Ci sono due località, presso Martiniana Po in Val Po e presso Brossasco in Val Varaita. Le pietre migliori provengono da Brossasco dove il granato possiede un colore leggermente più scuro (Figura 62). Da questa località si possono ricavare pietre che in genere non superano il carato, ma il record è di una pietra di 4 carati. Si stima per questo materiale una produzione annuale tra i 50 e i 100 carati.

In Italia esiste anche un granato giallo detto topazolite che si trova in Val di Susa (Figura 63), in provincia di Torino, nella miniera di rame di Libiola, in provincia di Genova e nella cava di Monte Ferrato presso Prato. I cristallini di pochi millimetri sono in genere molto limpidi e si trovano su una matrice nera, in associazione con magnetite. Non abbiamo grandi nozioni di pietre tagliate da questi cristalli.


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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 5 – Autunno 2018.




















Eccellente divulgazione, professionale e scientifica , siete bravissimi