Il Botswana intende scalare De Beers ma il Financial Times è scettico

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 21 nel 2025. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Nonostante la creazione, nel 1999, del Botswana International Financial Services Centre e i progressi nel turismo e nelle energie rinnovabili, il settore minerario resta centrale nell’economia del paese. Il Botswana dipende fortemente dai diamanti, che costituiscono circa il 30% del PIL, il 50% delle entrate statali e l’80% delle esportazioni.

A febbraio 2025 il governo ha firmato un nuovo accordo con De Beers, ottenendo una quota del 15%, estendendo le licenze fino al 2054, aumentando la quota di vendite gestite dall’Okavango Diamond Company e istituendo il Diamonds for Development Fund con impegni per portare a Gabarone ulteriori fasi di selezione e manifattura come benefici per la comunità locale.

Il quadro, inizialmente favorevole, si è però complicato. Già nel 2023 Anglo American aveva svalutato De Beers a 7,6 miliardi di dollari, con utili in calo del 94%. Nel maggio 2024 un documento strategico annunciava la dismissione di carbone e nickel e, a sorpresa, anche di De Beers. Tra maggio e giugno 2024 BHP, uno dei più potenti gruppi minerari al mondo, aveva avviato colloqui per acquisire Anglo American, ma ha ritirato tre offerte, lasciando in sospeso il futuro della controllata diamantifera.

diamanti botswana
(Foto: License Freepik Premium)

Secondo il Financial Times, il presidente Duma Boko punta a una quota di controllo per garantire sovranità sul settore. Il governo aspira ad acquisire il restante 85%.

Nonostante riserve significative, il peso dei deficit fiscali e la riduzione delle disponibilità finanziarie rendono incerta la sostenibilità di un’acquisizione totale. Il titolo dell’articolo del Financial Times del luglio 2025 è esplicito: “Can Botswana take control of diamond giant De Beers?”.

Per gestire il processo, il governo ha incaricato la banca svizzera CBH Compagnie Bancaire Helvétique e la banca francese Lazard, selezionate per esperienza e standard di conformità. L’inclusione di CBH, meno nota nel settore delle fusioni minerarie, ha suscitato qualche perplessità, ma il governo ha sottolineato che la scelta è stata presa dopo attenta valutazione, confermando l’intenzione di ottenere il controllo di De Beers e gestire direttamente l’industria diamantifera, riducendo la dipendenza da Anglo American.


Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 21, Autunno 2025.

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