Il nuovo volto del demantoide: l’Iran entra nel panorama gemmologico internazionale

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 22 nel 2026. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

La varietà di demantoide proveniente dal sud della provincia di Kerman, in Iran, è al centro di un recente studio gemmologico e mineralogico intitolato “Gemological and Mineralogical Characterization of Demantoids from South Kerman, Iran”, condotto presso la Kharazmi University di Teheran da Masud Kiani, Soheila Saki, Farshad Kiani e Hadith Sadiqi.

Questo lavoro rappresenta la più completa caratterizzazione mai realizzata sui demantoidi iraniani e introduce elementi di novità nel panorama gemmologico internazionale. I campioni esaminati provengono dall’area montuosa di Bagh Borj, all’interno del complesso ofiolitico di Esfandagheh-Haji Abad, nella cintura di Sanandaj-Sirjan. I cristalli, con dimensioni comprese tra 1 e 30 mm, presentano una colorazione variabile dal verde-giallastro al verde intenso e una struttura cristallina regolare di forma rombica-dodecaedrica.

Il castello di Rayen, nella provincia di Kerman, Iran
Il castello di Rayen, nella provincia di Kerman, Iran. (Foto: Ninaras, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons)

Oltre alle analisi classiche sono state impiegate tecniche avanzate di microscopia elettronica (SEM–EDS) e spettroscopia Raman. I risultati hanno rivelato che i principali elementi costitutivi di questi granati sono ossigeno, carbonio, ferro, calcio, silicio, magnesio e alluminio, mentre il cromo, distribuito in modo uniforme, è l’elemento cromoforo dominante responsabile della colorazione verde brillante. Viene per la prima volta documentata la firma spettrale Raman caratteristica di questa località, con lievi variazioni nei picchi secondari dovuti a impurità e inclusioni. Tali differenze costituiscono una sorta di “impronta digitale” utile per distinguere le gemme iraniane da quelle di provenienze classiche come Russia e Italia.

Le osservazioni microscopiche rivelano una associazione diretta tra le inclusioni aghiformi (“horsetail”) e le fratture riempite di fluidi secondari, indicando processi di alterazione idrotermale più complessi di quanto si pensasse finora. È stata inoltre osservata un’assenza del diopside tra le inclusioni solide, diversamente dai demantoidi uralici, confermando una genesi più vicina a quella dei depositi italiani.

L’insieme dei dati mineralogici e spettroscopici consente di collocare i demantoidi di Kerman tra le varietà più tipiche di origine serpentinitica. Le fibre di crisotilo e le inclusioni metalliche di cromite rappresentano tratti distintivi che riflettono la composizione ultramafica dell’ambiente ospite. L’assenza di elementi pesanti come Ni, Ti o V suggerisce un contesto di formazione povero in fluidi metallici e ricco in componenti silicatici.

Lo studio è stato pubblicato dall’Iranian Journal of Crystallography and Mineralogy nel 2025 ed è accessibile — in lingua persiana — a questo indirizzo: https://ijcm.du.ac.ir/article_1729.html 

Una precedente ricerca sui demantoidi della provincia di Kerman, firmata da Vahid Ahadnejad, Michael S. Krzemnicki e Ann Marie Hirt, è stata pubblicata nel 2022 sul nr. 38, Vol. 4, del Journal of Gemmology.


Gem news pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 22, Primavera 2026.

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