Nel corso degli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha progressivamente trovato spazio anche in ambito gemmologico, affiancandosi alle metodologie analitiche tradizionali. Tra i pionieri più strutturati di questo approccio si distingue il Gübelin Gem Lab, che ha sviluppato sistemi basati su machine learning per il riconoscimento delle inclusioni e il supporto alla determinazione dell’origine geografica, fondati su database proprietari e su un impianto di validazione scientifica consolidato. Non è un caso che tali sviluppi si inseriscano nel contesto svizzero, caratterizzato da una stretta interazione tra ricerca applicata e istituzioni accademiche, in particolare con l’ETH di Zurigo (Eidgenössische Technische Hochschule), uno dei principali poli europei per le scienze dei materiali e l’analisi dei dati.
Su questa linea si collocano oggi numerosi laboratori e centri di ricerca internazionali, che esplorano l’impiego di modelli predittivi per l’analisi automatizzata delle caratteristiche interne ed esterne delle gemme. Tuttavia, il comparto deve essere consapevole che il passaggio verso protocolli operativi basati su intelligenza artificiale richiede un fondamento scientifico estremamente solido: risultano cruciali sia la qualità e rappresentatività dei campioni di riferimento utilizzati per l’addestramento dei modelli, sia la validazione rigorosa delle procedure deduttive, affinché i risultati siano riproducibili e coerenti con gli standard gemmologici.
In questo quadro, accanto a sviluppi ormai strutturati, continuano a emergere iniziative di carattere più esplorativo, espressione di un ambito in rapida evoluzione e ancora in fase di progressivo consolidamento. Queste iniziative devono essere scrutinate con attenzione.
In tale contesto si colloca l’iniziativa promossa dall’Associazione Orafi Torinese, con il contributo della Dott.ssa Raffaella Navone, che organizza l’incontro dal titolo “Color grading and inclusion detection of sapphire and ruby using AI computer vision system”, con relatore Vincent Wong. Le informazioni attualmente disponibili non consentono ancora di delineare in modo completo il quadro metodologico e applicativo delle soluzioni presentate, che si inseriscono in un panorama di ricerca in via di definizione.
L’appuntamento sarà dedicato alle potenzialità dei sistemi di visione artificiale applicati alla classificazione cromatica e al rilevamento delle inclusioni in zaffiri e rubini, ambiti che rappresentano alcune delle sfide più complesse nell’analisi gemmologica.
L’incontro si terrà a Torino martedì 26 maggio 2026 alle ore 20:00, anche in collegamento da remoto, con possibilità di partecipazione previa iscrizione, e sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea dall’inglese all’italiano.




















