SSEF ed Università di Basilea approfondiscono lo smeraldo afgano “Panjshir Tipo II”

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 12 nel 2021. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Dal 2017 nella valle del Panjshir in Afghanistan si estrae un nuovo di smeraldo dalle caratteristiche che si allontanano dalla gemma precedentemente coltivata nell’area e che risulta molto più simile a quelli di provenienza colombiana. Un recente studio, portato avanti dal Dr. Krzemnicki dell’Istituto SSEF e dai dottori Wang e Büche dell’Università di Basilea, ha delineato quelle che sono le differenze e le similitudini tra questi “nuovi” smeraldi e gli altri presenti sul mercato. Per condurre la ricerca sono stati analizzati 113 campioni con dimensioni variabili da 1 a 30 carati. 54 di questi campioni appartengono alla nuova tipologia chiamata “Panjshir Tipo II”.

Per riuscire nell’impresa di distinzione sono state effettuate numerose analisi di vario genere. Tra queste, quelle tipicamente gemmologiche hanno evidenziato che gli smeraldi tipo II hanno un indice di rifrazione di 1.575–1.582 e una densità di 2.72, valori più bassi rispetto agli altri campioni afgani e più simili ai lontani fratelli colombiani. Un attento studio microscopico rileva un materiale estremamente trasparente e quasi privo di inclusioni se non per occasionali zonature, inclusioni fluide di varie forme e canali paralleli all’asse C riempiti con idrossidi di ferro (Fe). Proprio il ferro risulta essere l’elemento essenziale per la distinzione tra le due qualità, essendo assente nei campioni della Colombia mentre genera nei campioni dell’Afghanistan analizzati un debole picco a 830 nm all’interno dello spettro di assorbimento (UV- Vis-NIR).

Il numero 5 del 2021 (vol. 37) del Journal of Gemmology, su cui è stata pubblicata la ricerca. (Foto: Gem-A)

Tra le indagini compiute dal gruppo i dati relativi a ferro, vanadio e cromo provenienti dalla LA-ICP-TOF-MS sono stati plottati all’intero di un diagramma che mette in correlazione il Fe con il rapporto tra V e Cr. Da qui si può notare in maniera molto chiara che i campioni di origine afgana posseggono tutti valori in ppm di ferro maggiori, compresi quelli appartenenti alla tipologia II. Attraverso la combinazione di tecniche gemmologiche classiche con metodi analitici avanzati, la ricerca, ad oggi la più dettagliata ed esauriente, ha fornito risultati sorprendentemente utili ai fini dell’identificazione di un prodotto che sul mercato si configura come concorrente a quello che attualmente è la varietà più pregiata e apprezzata di smeraldo. Il lavoro completo è disponibile online, per ulteriori approfondimenti, sui siti di SSEF e di Gem-A.


Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 12, Estate 2021

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